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Nicolas Boulard: arte, cibo e vino

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Nicolas Boulard: arte, cibo e vino
Oggi su Vinix parliamo con Nicolas Boulard, l’artista che fa arte con cibo e vino. Nicolas è figlio di Francis Boulard, che voi tutti conoscete come produttore artigianale di grandi Champagne. Le sue opere recenti includono DRC 1946, una produzione di vari magnum di Romanée Conti falsi, fatti con acqua colorata, da una vendemmia che non fu mai prodotta; e Specific Cheeses, una serie di formaggi con forme che evocano l'arte minimalista, come le forme di Sol Lewitt. Incredibilmente, per Specific Cheeses ha avuto guai con INAO, l'agenzia incaricata di proteggere le denominazioni di origine. Le sue opera sono visibili sul sito: http://salocin.org/


Nicolas, spiegaci come ti venne l’idea di combinare vino e formaggio nella tua arte?

Fu durante i miei studi presso l'École Supérieure des Arts Décoratifs di Strasburgo. Avevo già un approccio concettuale, con richieste di autorizzazione per fare arte che causarono diversi scontri con varie amministrazioni; inoltre, parte del mio lavoro di artista stava evolvendo verso opere non destinate ad essere esposte nelle solite gallerie, quindi nello spirito degli artisti del Land Art. La tesi del mio diploma fu il confronto della creazione artistica con le norme e regole, e come gli artisti fissano le proprie regole per fare arte. Fortunatamente alcuni dei miei professori apprezzavano il vino, quindi fu naturale che il mondo del vino e dell’arte si incontrassero.


Fu allora che creasti Grands Crus de Grand Cru d’Alsazia?

No, quello era il 2004. Il mio primo progetto con il vino fu una vendemmia tardiva di Pinot Meunier della Champagne, realizzata mentre completavo il mio diploma. Si trattava di fare cose che non sono autorizzate nella Champagne. La giuria, composta da critici, storici, personalità del mondo dell'arte e del ministero, invece di giudicare il mio lavoro esteticamente o visivamente, ha dovuto valutare il mio lavoro concettualmente e per le caratteristiche gustative. In fin dei conti, si trattava di un vino ben fatto, magari zuccherato al 50%, ma aveva un buon sapore.


Si tratta quindi di opere non solo visive, ma proprio di vini reali che tu, come artista, avevi fermentato e vinificato. Ai vernissage delle tue esposizioni, il pubblico partecipa a queste degustazioni?

No, le uniche degustazioni furono quelle per il mio diploma, e una volta per un articolo nella rivista Art Presse abbiamo organizzato una degustazione alla cieca con critici d'arte che hanno dovuto scrivere su un lavoro che hanno assaggiato.


Recentemente hai ricevuto una lettera assurda dell’INAO che ti ordina di non più usare il nome Chaource, minacciandoti con azioni legali. Come possono essere così ottusi? Dopo tutto, non è che vendi formaggio o fai concorrenza sleale

Situazioni come questa mi interessano molto come artista. Mi capita spesso di giocare con le regole delle denominazioni per il cibo e il vino, per esempio con il mio Grand Cru de Grands Crus d'Alsace, o facendo il mio Mouton Rothschild. I produttori in Alsazia conoscono il mio lavoro e non hanno alcun problema con il mio approccio, al contrario, sanno perfettamente che quello che faccio non è paragonabile alle truffe delle persone che vendono false bottiglie di Romanée Conti. L’unica spiegazione al caso INAO è la loro mancanza di cultura. Non ho avuto problemi con i casari, che hanno capito tutto e hanno passato tanto tempo con me spiegando come evolve il sapore del formaggi. Da artista, io sono pienamente entro i miei diritti e non sto infrangendo alcuna regola, ma in qualche modo quelli dell'INAO han deciso di mandarmi questa lettera.


È ottima pubblicità per le tue opere...

Sì, aiuta a far scoprire la mia arte. Ciò non toglie che ora devo lavorare con un avvocato specialista dei diritti d'autore per trovare una risposta adeguata a questa lettera.


Quindi è una minaccia reale

Certo, e per di più stupida. Sono i centri d'arte e i musei che mi invitano a fare questi lavori, in questo caso il centro d'arte Passage, che ha invitato i produttori di Chaource a lavorare con me e il museo per produrre un'opera d'arte. Posso capire che alcuni produttori potrebbero rifiutare di partecipare perché non sono interessati; altra cosa è denunciarmi all’INAO. Forse questo è coerente con l'attuale clima di stato di emergenza e di minaccia permanente in cui viviamo. È un peccato, perché si tratta di un bel progetto e sono ancora in contatto con molti dei produttori che hanno partecipato. Il mio lavoro non sbeffeggia affatto i loro prodotti, al contrario, lo valorizza, e i produttori lo sanno. Collaborano con passione, con le loro intuizioni sulla fermentazione, sull’effetto sul gusto. Tutti lavorano con il latte di piccole aziende, spesso con latte crudo. Ho perfino lavorato con i produttori di Castelmagno in Italia (vedi foto).


Si capisce subito che sei appassionato di vino e cibo

Sì, sono molto attento nella scelta dei produttori con cui collaboro. In questo caso, alcuni di loro non hanno voluto prendere un attimo di tempo per capire quello che stavo facendo.


In un altro progetto, hai fatto vino senza utilizzare uva

Il progetto H2O, nel 2005; ho usato acqua, zucchero, lieviti, enzimi, rettificatori e vari additivi ufficialmente autorizzati nel settore enologico. Era un modo di prendere un distacco, come artista, dalla natura. Esattamente come fecero gli artisti minimalisti, usando forme geometriche. Ci sono cibi oggi che vengono fatti così, penso a un formaggio grattugiato che non contiene latte o formaggio; anche questa è una forma di astrazione, tutt'altro che naturale.


Puoi dire qualcosa sul tuo lavoro recente?

Ho una grande mostra a Bordeaux fino al 10 settembre, chiamata Critique du Raisin Pur , con i miei lavori intorno al vino: H2O, DRC 1946, Grand Cru de Grands Crus d'Alsace. Attualmente sono a Lione e lavoro su una mostra sull’acqua che si terrà a Vienne presso il Centre d'Art La Halle des Bouchers, quindi ho viaggiato lungo il fiume Rodano dalla sorgente a 3000m in Svizzera al Mediterraneo. Sto anche scrivendo un libro su questo progetto. Non ci sarà vino, solo acqua. Inoltre, ho una grande mostra al Cheese Museum che aprirà a Troyes il prossimo autunno; includerà le immagini di Specific Cheeses, escluso il Chaource naturalmente, e alcuni nuovi lavori relativi alle forme d'arte minimalista e le forme dei formaggi.


Ringraziamo Nicolas Boulard
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#1 Commenti

  • Davide Robbiati

    Davide Robbiati

    Curiosando tra le opere, al link che hai postato, si trovano degli esempi di arte davvero sorprendenti!... Che curiosità di poterle vedere dal vero! Gran bel post, Mike [e non si dica, quindi, che Vinix non è anche luogo di cultura!]

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