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Crescita esponenziale e-commerce e logistica tradizionale, si va verso un punto di rottura?

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Crescita esponenziale e-commerce e logistica tradizionale, si va verso un punto di rottura?
Il Regno Unito è decisamente uno dei mercati più sviluppati e maturi a livello tecnologico con quasi il 90% delle persone adulte che hanno effettuato almeno un acquisto online nel corso dell'ultimo anno, un dato straordinario e stratosferico se paragonato ai nostri numeri che tuttavia può far ben sperare: significa che abbiamo ancora un margine di crescita enorme qui nel tacco d'Europa.

Da una ricerca di Direct Line Home Insurance, pare che di tutti gli acquisti online effettuati in UK nel 2015, più di 250 milioni di sterline siano andati in fumo per ordini persi o non consegnati ai relativi compratori inglesi. Stando alla ricerca, sembra che almeno 3,6 milioni di inglesi abbiano subito consegne non andate a buon fine nell'ultimo anno. Direct Line Insurance ha intervistato un campione rappresentativo di 2.011 persone. Di queste, 728 (circa 1 su 3) hanno dichiarato di aver avuto almeno un pacco perso o non consegnato in seguito a un ordine effettuato online. 

Un dato interessante emerso nella ricerca è che 496 delle 2011 persone intervistate (1 su 4) ha dichiarato di aver richiesto che i propri pacchi non fossero consegnati ai vicini il che, tradotto in percentuale dal campione all'intera popolazione inglese, equivale a circa 12,5 milioni di persone. Il 14% di questi 496 intervistati hanno motivato la richiesta di non consegna al vicino con scarsa fiducia nei confronti dei vicini mentre il 45% per non arrecare loro disturbo e ingombro con le proprie consegne.

Nell'articolo originale di Alison Clements* che ha ispirato questo post sono poi riportate le considerazioni di alcuni leader del settore industriale rispetto a questi dati.

Si va dal parere di Jason Tavaria, amministratore di Shutl, secondo cui le cose possono solo migliorare, secondo Tavaria: "è una ricerca interessante ma le cose stanno evolvendo grazie ad un maggior controllo dato ai consumatori su giorni e orari di consegna e grazie al tracking dei pacchi ordinati in tempo reale".

Avere sempre maggiori informazioni sulle abitudini di consegna dei consumatori consentirà di ridurre queste problematiche e di aumentare conseguentemente il tasso di "prima consegna" da parte dei corrieri. Secondo David Saenz, General Manager in UK per Stuart (casualmente una piattaforma software per la logistica on demand, nda) i dati emersi dalla ricerca rappresentano un importante avvertimento: "nel mercato odierno, dove i consumatori sono guidati dalla gratificazione istantanea e dal desiderio di risparmio sopra a ogni altra cosa, la consegna è diventata parte integrante dell'esperienza di acquisto". Per cui, par di capire, meglio considerare con grande attenzione il fenomeno.

Si stima che le vendite retail online in UK arriveranno attorno ai 62,7 miliardi di sterline (!) entro il 2020, in questo scenario appare evidente quanto sarà importante che i venditori offrano garanzie ai consumatori con un sistema di consegna conveniente ed efficace al pari del resto dell'esperienza di acquisto. La risposta, secondo il general manager UK di Stuart è una consegna on demand, tracciabile in tempo reale su slot concordati in anticipo magari tramite app mobile "ciò non offrirà soltanto il controllo completo dell'esperienza di acquisto del cliente da parte delle aziende ma assicurerà al cliente una soluzione di consegna precisa, veloce e affidabile. Quei venditori che non saranno in grado di rendere disponibile questo tipo di servizio, molto probabilmente nel prossimo futuro soffriranno".

E fin qui stiamo parlando di uno dei mercati più evoluti del pianeta, con un sistema di logistica e distribuzione estremamente efficace e all'avanguardia.


Il gap di performance tra acquisti online e logistica tradizionale

Il problema è che online, dove per definizione tutto avviene per via elettronica e telematica, le cose scorrono velocissime, poi però tutta questa merce deve materialmente muoversi dai magazzini di stoccaggio o di produzione per raggiungere i relativi destinatari con mezzi analogici e offline fatti di pallet, pacchi, camion, comioncini e persone che difficilmente possono tenere il ritmo dei bit. Guardando al futuro, con una penetrazione e-commerce sempre più in crescita e con la moltitudine di paesi indietro (tra cui il nostro) che lentamente ed auspicabilmente si avvicineranno ai numeri inglesi, è verosimile attendersi che la parte offline del sistema non riesca più a far fronte alla domanda online e che quindi, salvo un radicale ripensamento, possa entrare in crisi così come l'enorme quantità di ordini non consegnati o persi di cui alla ricerca di Direct Line Home Insurance, sembrerebbe presagire.


Logistica e tecnologia per l'e-commerce del futuro

Magari le consegne dei piccoli pacchi avverranno tutte tramite droni (si pensi solo ai prototipi Amazon) e senza più l'utilizzo di mezzi di trasporto convenzionali (con il relativo impatto sull'inquinamento) o magari assisteremo ad una estrema razionalizzazione delle consegne on demand in base a slot pre-programmati tramite apposite piattaforme software di logistica interattiva come ipotizzato e suggerito da Saenz ma nel frattempo il problema sembra concreto.

Uno dei negozi più in voga (settore moda) della mia città, ha visto calare drasticamente gli acquisti effettuati in store con un aumento esponenziale degli acquisti fatti su online marketplace da parte di clienti sparsi in tutto il mondo. Una gestione globale del commercio che si traduce in una quantità di ordini proveniente dal canale online tale, non solo da surclassare ampiamente i numeri delle normali vendite offline, ma da mettere in seria difficoltà il personale disponibile, rendendo indispensabile aumentarlo o specializzarne di nuovo per dedicarlo a questo canale. Situazioni che si moltiplicano giorno dopo giorno nei settori più disparati e che testimoniano la divaricazione e la forbice che si sta creando tra servizio online e logistica, la vera scommessa del terzo millennio.


Possibili soluzioni? Coinvolgere le persone nei processi, incluso quello distributivo

Se è vero che le persone sono l'anima dei social network, la rete diventa quindi il luogo ideale dove far cooperare le persone per la fornitura di un servizio: si pensi ad airbnb dove gli host sono persone comuni che si attivano offrendo servizi simili a quelli di un b&b, si pensi a uber dove le persone si attivano per offrire un servizio simile a quello di un taxi, a deliveroo per la consegna a domicilio da ristoranti di qualità o al nostro Vinix Grassroots Market dove il perno del sistema di disintermediazione e acquisto diretto verso produzioni selezionate è proprio la distribuzione dal basso dove una parte del processo, l'anello finale, viene ottimizzato al massimo grazie alla cooperazione delle persone e all'integrazione di esse nel processo. Immaginate, per indulgere un istante sul nostro orticello, una consegna da tre bancali (quasi 1.500 unità) che anziché avere un unico punto di stoccaggio e distribuzione dovesse viaggiare per la logistica tradizionale: sarebbero come minimo tra le 50 e le 100 consegne differenti con relativa moltiplicazione di lavoro logistico, costi, rotture, smarrimenti, perdite e inquinamento.

La cooperazione tra persone quindi come possibilità concreta di un assetto diverso nei più disparati campi della società e dell'economia, staremo a vedere l'evoluzione futura.


[*Libera traduzione e adattamento di un articolo di Alison Clements comparso su edelivery.net il 16 agosto 2016]
[Foto credit: wired.it]
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#1 Commenti

  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Credo che, almeno una volta nella vita, a ciascuno di noi sia capitato di avere qualche stupido disguido con i corrieri.
    Bisogna altrettanto riconoscere che i servizi di logistica ai tempi nostri, solamente 15-20 anni fa sarebbero stati impensabili, proprio non esistevano e quando hanno iniziato ad esistere, avevano costi improponibili.
    Mi sento di dire che enormi passi in avanti sono stati fatti e che certamente, anche la soluzione cooperazionale potrà costituire un ulteriore vantaggio competitivo soprattutto per rendere accessibile l'acquisto di beni e servizi di altissimo livello con economie di scala davvero importanti.

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    #1

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