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Ottobre al museo, itinerario enogastronomico nei Colli Tortonesi

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Ottobre al museo, itinerario enogastronomico nei Colli Tortonesi
Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha recentemente avviato una campagna di promozione dei musei italiani sui social, con l’obiettivo di attrarre, grazie alla Rete, sempre più turisti. Il tema di ottobre è l’uva, la vendemmia, il vino e quello che si chiede, a visitatori e non, è di andare "alla ricerca di uva e vino in dipinti, sculture, vasi figurati, arazzi e affreschi delle epoche più diverse", fotografare le opere e condividerle sui social con l’hashtag #ottobrealmuseo.


Un flop o un successo?

L'iniziativa non pare essere decollata. Basti pensare che su instagram l’hashtag #ottobrealmuseo contava, ieri sera, appena 220 post. Un po’ pochini, eh. Non sono poi mancate le critiche, per quello che è stato definito un goffo e inutile tentativo di “lavare la testa al ciuco”. 

Per quanto certamente al passo coi tempi, l'idea non sembra in grado, da sola, di perseguire efficacemente gli obiettivi prefissati, mancando, ad esempio, una più ampia strategia di valorizzazione del territorio con la realizzazione, per esempio, di percorsi di viaggio capaci di esercitare un'attrativa e muovere il flusso dalle principali attrazioni turistiche italiane ai luoghi meno conosciuti. Per dire, visto il tema di ottobre, perché non proporre qualche itinerario, più o meno insolito, sul vino?


Un itinerario possibile, i Colli Tortonesi

Mentre cercavo in rete qualcosa di diverso rispetto alle 37 opere “capofila”, per l’occasione trasformate in locandine digitali (il Bacco del Caravaggio è certamente una delle più note), mi sono imbattutto - googlando - nel dipinto a olio su tela “mele e uva” di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Il museo a lui dedicato mi offre l'assist perfetto per suggerirvi un itinerario diverso nei colli tortonesi, alla scoperta delle bellezze artistiche e dei ricchi giacimenti enogastronomici.

Dal punto di vista vinicolo, la zona è salita alla ribalta, dopo anni di oblìo, per i bianchi da uve timorasso, che si evolvono meravigliosamente nel tempo e possono ormai giocarsela alla pari con gli altri grandi vini italiani e d'oltralpe; da non dimenticare anche le ottime interpretazioni di barbera e croatina. Il primo a puntare deciso sul timorasso - ormai lo sanno tutti - è stato Walter Massa, oggi affincato però da altre belle realtà produttive come Claudio Mariotto, Luigi Boveri, Ricci, La Colombera, Cascina I Carpini, giusto per fare qualche altro nome.

Tornando a Volpedo, oltre che per aver dato i natali al celebre pittore, la piccola cittadina della bassa Val Curone è nota anche per le pesche. Se ne coltivano diverse varietà, diverse anche per pezzatura. Garbagna, una ventina di km più a sud, è invece famosa per le ottime ciliegie. La bella di Garbagna ha colore rosso brillante ed è particolarmente adatta alla conservazione sottospirito. Meno resistente di altre varietà e progressivamente abbandonata, è oggi un presidio Slow Food, con una produzione di circa 40 quintali l'anno.

Le Valli Curone, Grue, Ossona, Borbera e Spinti, a ridosso del Monte Giarolo (che svetta a quota 1400 metri), sono la zona di produzione del Salame nobile del Giarolo. Vengono utilizzate tutte le parti nobili del maiale, mondate a coltello e macinate grossolanamente: sia quelle magre (prosciutto, coppa, culatello, spalla, lonza, filetto), sia quelle grasse (pancetta, gola e prosciutto).

Ultima segnalazione per il Montebore, formaggio misto di latte crudo dalla curiosa forma a torta nuziale. L'ho mangiato la prima volta all'agriturismo Vallenostra che ne è un po' il custode e anche se la strada fino a Mongiardino Ligure è tutta curve, vi assicuro che il risotto al montebore e zucca di Agata Marchesotti e Roberto Grattone è davvero imperdibile.

Che dite, vi ho convinto?

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#4 Commenti

  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    A proposito di pesche di Volpedo ricordo anche la meravigliosa birra Quarta Runa del birrificio Montegioco.

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    #1
  • Alessandro Marra

    Alessandro Marra

    Ah già, Montegioco. Un altro ottimo motivo per fare un salto da quelle parti.

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    #2
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Caro Alessandro Marra grazie per la citazione e questo bel post sui nostri tanto amati Colli Tortonesi.

    Il territorio è così denso di interessanti aspetti culturali ed enogastronomici che citarli tutti diventa una impresa, visto il periodo nel quale ci troviamo mi viene da evidenziare la possibilità di degustare ed acquistare eccellenti tartufi specialmente della Valle Curone e profumatissimi funghi delle valli adiacenti.

    Come molti sanno, io stesso mi rendo disponibile spesso ad organizzare questo tipo di itinerari per il solo piacere di farlo facendo base in cantina come punto di partenza per gli amici curiosi e golosi quindi, approfittatene senza ritengo perché di cose da vedere e gustare ce ne sono parecchie in ogni stagione.

    Per quanto riguarda l'iniziativa del ministero che io personalmente ritengo nelle intenzioni lodevole e certamente da ripetere migliorandola, sarà il periodo delle vendemmie, sarà che sono distratto io, lo vengo a sapere adesso, qui.. in extremis.

    Condivido il tuo pensiero sul fatto che i territori come quello dei Colli Tortonesi e altri simili, abbiano davvero molto per stupire il visitatore, ma che manchi l'offerta complessiva coordinata e la corretta comunicazione.

    Il tutto viene un pò demandato alla libera iniziativa privata dei singoli attori sul territorio e questo non è comodo per il visitatore esattamente quanto poco visibile al pubblico non ostante si abbiano strade dei vini, associazioni di tutela, uffici per il turismo e ogni tipo di consorzio o ente che la mente umana riesce a partorire....

    E pensare che basterebbe così poco...

    Ciao, Paolo

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    #3
  • Marco Carestia

    Marco Carestia

    Non rimango affatto stupito di questo flop,non basta la domenica bianca la notte bianca, e altre iniziative sporadiche,la verità è una sola,lo stato italiano non investe in cultura e il turismo rimane iniziativa del privato se ha numeri per farlo.

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    #4

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