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In tutto il bordello Eurospin featuring Gardini, il solito straordinario assente

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In tutto il bordello Eurospin featuring Gardini, il solito straordinario assente
Si ritira lentamente la risacca dell'onda mediatica sviluppata in questi giorni attorno alla campagna promozionale di Eurospin che ha visto come protagonista Luca Gardini, noto sia per essere stato uno dei migliori sommelier del mondo che per la sua indubbia padronanza della cultura del vino e per il suo naso che sarebbe in grado di riconoscere alla cieca la maggior parte delle zone di provenienza se non addirittura dei vini stessi; una specie di prodigio della natura, chi lo conosce lo sa.

Sulla sponsorizzazione Eurospin, con un catalogo vini per buona parte a prezzi inferiori ai 2 euro a bottiglia, vari i punti di vista emersi. Mentre i ragazzi di Intravino hanno preso la cosa con salace ironia, secondo altri Gardini sarebbe addirittura un genio se la selezione dei vini Eurospin fosse effettivamente frutto di una sua selezione personale perché, così come sostiene Angelo Peretti su Internet Gourmet, alcuni di questi vini da lui personalmente acquistati non sono niente male, anzi. Abbiamo anche un appello alla moderazione del dibattito al cessate le ingiurie da parte di un amico, con relativo immancabile hashtag #iostocongardini.

Gardini è uomo maturo e adulto che ha fatto le sue scelte con cognizione di causa e che, anche al di là di Eurospin, fa consulenze e affianca il suo nome a cose, eventi o persone da tempo senza che nessuno gli possa imporre alcunché. Quel che succede dopo ogni scelta è vita, ad ogni azione corrisponde una reazione e il nostro lo avrà ben messo nel conto un po' di perculìo mediatico.

A me interessava la questione sul fronte comunicazione.
Chi ne parla o ne ha già parlato mi pare lo abbia fatto principalmente da due angolazioni: quella del sommelier di fama che sacrifica dignità e reputazione per una remunerazione che si spera sufficientemente compensatoria, oppure da quella della vergogna e raccapriccio per il prezzo dei vini dai 2 ai 3 euro che per una buona fetta dell'internet enogastronomico non possono essere vini e non hanno dignità alcuna di occupare spazio su uno scaffale meritando la pubblica gogna.

Gli elementi per scatenare il boato mediatico c'erano tutti, il sommelier pettinatissimo, il contrasto forte tra discount e qualifica top del tizio che ci mette la faccia, il prezzaccio dei vini. Il grande assente, ora e sempre, il consumatore finale, quello che proprio quando va in gdo/discount - udite udite - rappresenta la maggioranza numerica dell'acquirente di vino in Italia. Ed è un peccato che sia il grande assente perché ancora una volta tutto questo dibattito mediatico rimarrà confinato al circoletto di appassionati e commentatori seriali. Alla maggior parte dei consumatori, probabilmente, di tutto questo casino non interessa un granché, l'immagine di Gardini che li consiglia suonerà rassicurante e sarà più che sufficiente.

Quindi tutto bene? Circa.
Ai ragazzi di Food Srl che dal fondo dei video paiono gli artefici dei video e che sicuramente avranno portato a casa qualche bella soddisfazione, dico che nel mondo dei sogni delle campagne pubblicitarie scialle del terzo millennio sarebbe bello, per una volta, provare a mettere al centro il consumatore anziché il guru, la gente anziché i testimonial, un manipolo di avventori dell'Eurospin chiusi in una stanzetta cablata con buoni professionisti del montaggio audio/video e via agli assaggi e alle reazioni vere della gente, così come vengono fuori, da confezionare, impacchettare e mostrare ai relativi simili su grandi video apposti sul limitare delle corsie del vino al supermercato o in tv o sul sito. Sono convinto che le reazioni genuine avrebbero potuto rappresentare una sorpresa anche per il commentatore d'assalto.

Vabbè.
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#4 Commenti

  • Azienda Mariotti - I Vini delle Sabbie

    Azienda Mariotti - I Vini delle Sabbie

    Manca il consumatore finale, ben detto! Ma quello bisognerebbe che il vino andasse a cercarlo prima di tutto in cantina, non sullo scaffale del supermercato; discorso vecchio, trito e ritrito, ma a giudicare da questi video ( a mio parere brutti da vedere e da ascoltare, NB parlo proprio della sceneggiatura e della "recitazione") ancora molto lontano dall'essere risolto. Ciao, Mirco

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    #1
  • Giampiero Nadali

    Giampiero Nadali

    Bravo Filippo, hai fatto un bel punto nella discussione. Il punto più importante che batte i vetusti argomenti su qualità del prodotto e qualità del guru. Ti ho rilanciato su Aristide.biz.
    Ciao!

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    #2
  • Sergio Ronchi - Winefoodcompanion

    Sergio Ronchi - Winefoodcompanion

    Secondo me il consumatore che acquista i vini in Eurospin non sa neppure chi sia Gardini .... Io sono convinto che alla fine sarà una perdita di immagine (per lui) e un arricchimento del portafoglio (per lui). Poi altri "investitori" magari sceglieranno differenti testimonial per non essere paragonati a Eurospin, vedremo ...

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    #3
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Ricordo l'iniziativa della Lidl incuriosì anche me ma non mi ha convinto, mentre ricordi di servizi come sommelier con la gdo mi porta a pensare che tutto possa contribuire a smuovere quel consumatore finale che sottolinea bene Fil. che non vuole andare oltre i 2 euro di spesa per una bottiglia di vino, 3 quando è festa grossa. Penso che un domani prossimo venturo magari un robotino possa colmare quella figura che non è mai stata messa e dubito lo sarà all'interno del reparto enoteca etc.

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    #4

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