#7 Commenti

  • Fabio Capurro

    Fabio Capurro

    grande post! grazie!

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    #1
  • Fabio Ciarla

    Fabio Ciarla

    Bellissimo post... Ma mi sarei aspettato qualcosa di più specifico e coraggioso sui "costi" delle bottiglie. Va bene le economie di scala, va bene fare bottiglie creative e leggere (quindi presentabili ma meno costose delle altre), va bene gli impianti che lavorano per grandi volumi senza cambi ecc. ma a me i conti non tornano.
    Ho esperienze con fornitori e so che anche se compri 1 milione di pezzi sotto una certa soglia non scendi, quindi facciamo i conti della serva e mettiamo in fila: bottiglia, tappo, etichetta, capsula, trasporto, margine del venditore (qui si può discutere e si può arrivare anche a zero su campagne specifiche, se non in negativo ma di poco) e, infine, vediamo se ci esce una redditività per la cantina cooperativa che deve pagare i soci, le strutture, le maestranze, i tecnici e compagnia bella.
    Anzi, per ultimo bisogna vedere se la GDO del momento non applica la strategia che l'Antitrust ha condannato per Coop la quale, in pratica, accollava ai fornitori il ribasso dei prezzi (http://www.corriere.it/cronache/16_gennaio_22/antitrust-la-coop-pretendeva-sconto-multa-50mila-euro-ec689742-c0dd-11e5-a43f-521a1c10f2a7.shtml?refresh_ce-cp)
    Insomma apprezzo tanto l'articolo ma su questo punto, visto che l'autore è stato dentro il processo, mi aspetterei più chiarezza se possibile.

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    #2
  • Fabio Ciarla

    Fabio Ciarla

    Ah, scusate, per essere chiari non sto cercando di dimostrare che c'è una frode in corso se i prezzi sono così bassi. Mi sto solo chiedendo se un tale sistema sia realmente sostenibile...

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    #3
  • Lorenzo Biscontin - biscomarketing

    Lorenzo Biscontin - biscomarketing

    Caro Fabio, non è reticenza è riservatezza professionale.
    Qui di seguito la spiegazione che ho dato oggi nei commenti al rilancio del mio post fatto da Maurizio Gily.
    Temo di non poter dare le risposte che chiede senza rendere pubblici dati confidenziali perchè rilevanti in termini concorrenziali. Io sono (ero) un manager, non un imprenditore e quindi non posso prendermi la libertà di rendere pubblici i costi delle aziende che ho gestito.
    Qualcosa però posso aggiungere e chiarire. Per quanto riguarda il prezzo FIGURATIVO a cui venivano valutate le uve / il vino nel conto economico era quello della borsa merci (come indicato nel post). Per quanto riguarda i costi dei materiali secchi erano il frutto della trattativa con i fornitori. Ovvio che comprando milioni di bottiglie si acquista direttamente dalla vetreria e non da grossista. E' anche vero che mi è capitato di vedere cantine piccole che approfittando di promozioni fatte dai grossisti (per i più svariati motivi) le pagavano meno di quello che le pagavo mediamente io.
    9Riguardo ai costi di imbottigliamento, in media l'avviamento di una linea di imbottiglimento di grandi dimensioni va da un'ora ad un'ora e mezza. Il fine linea (richiesto già da un cambio etichetta) da 45 minuti ad un'ora. Quindi se in un turno di 8 ore faccio un cambio macchina perdo circa due ore di imbottigliamento. Se ho una linea che lavora su due turni (ma c'è anche chi lavora su tre) poter settare la linea la mattina ed imbottigliare lo stesso vino per 16 ore rispetto a fare 2 o 3 cambi macchina mi aumenta l'efficenza di 4/6 ore, che è molto in termini di abbattimento dei costi fissi. Per un piccolo produttore invece fare imbottigliamenti piccoli è una necessità in modo da avere il tempo durante la giornata di svolgere le altre attività.
    In sintesì si, il post è in parte autoreferenziale: io dico per esperienza che produrre vino che va a scaffale a quei prezzi medi (ponderando le vendite in promozione con quelle a prezzo regolare) senza lavorare in perdita è difficile ma possibile. I dettagli di come si fa non posso pubblicarli. Ognuno è libero di credermi o meno.

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    #4
  • Fabio Ciarla

    Fabio Ciarla

    Capisco, ma consentimi la battuta: "allora non serve fare un post così lungo, dicci solo che è difficile ma possibile e che dobbiamo crederti sulla parola!" :-)
    A parte gli scherzi, capisco la riservatezza e non insisto. Non ho tra l'altro tutti gli strumenti e le conoscenze per cavillare sui singoli aspetti (non è questo il mio lavoro d'altronde), perciò... pur essendo un tuo stimato lettore in questo caso rimarrò con i miei dubbi.
    Poi certo, rimane da capire se operazioni di questo tipo sono utili per le cooperative (sicuramente nel breve periodo, ma a quali rischi?), per il consumatore (pare di sì) e per l'enologia nazionale. Ma qui andiamo su un altro piano.

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    #5
  • Lorenzo Biscontin - biscomarketing

    Lorenzo Biscontin - biscomarketing

    Consentimi la battuta, di notte non ho altro da fare. Pare comunque che qualche informazione interessante riguardo ai meccanismi e dinamiche del mercato. Comunque continuo a risponderti copiando e incollando dalle mie risposte su FB.
    Se alla chiusura dell'esercizio il ricavo ottenuto dal socio con la liquidazione fatta in base al risultato complessivo di bilancio è pari o superiore a quello che avrebbe avuto vendendo le uve ad una cantina privata sarà sicuramente contento. Le cooperative fornitrici di Eurospin sono tutte realtà con bilanci sani (l'eccezione è La Vis, sui cui errori e/sfortune di gestione passata si potrebbe scrivere un libro).

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    #6
  • Azienda Mariotti - I Vini delle Sabbie

    Azienda Mariotti - I Vini delle Sabbie

    Andate sui listini merci delle camere di commercio o leggete le quotazioni del corriere vinicolo dei bulk wines, così capirete quanto si possa scendere con i costi di produzione. Ciò che davvero sconvolge è fin dove si spingano i rischi di marginalità irrisorie pur di mantenere in funzione l'ingranaggio...

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    #7

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