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#3 Commenti

  • Niccolò Desenzani

    Niccolò Desenzani

    Ho letto con interesse questo e i vari interventi di Marco Baccaglio. Una cosa che nella mia ingenuità totale mi colpisce è che si parli molto in questi settori (food e wine delivery estendendo al general purpose Amazon) del modello "marketing" e si taccia completamente il discorso delle modalità con cui approvvigionarsi e fare delivery. Nel caso di Amazon c'è la profonda cultura logistica alla base del successo, mentre forse è ancora da trovare la svolta sul piano di come aumentare il margine, ma io non credo si possa risolvere nell'aumento dei prezzi. Per quanto riguarda il vino credo che il tema sia la dipendenza dalla filiera attuale, per cui i principali attori del vino online in questo momento hanno filiere quasi identiche a quelle dell'enoteca tradizionale, dovendo quindi partire da un prezzo in origine già altissimo. Chiaro che questo costo è anche motivato dal posizionamento dei prodotti, che sono già selezionati, noti e riconosciuti. In questo VGM è agli antipodi: c'è una nuova "tecnologia" di approvvigionamento/delivery, con un potenziale margine elevato, ma la sua diffusione nel mercato ha aspetti perlomeno interlocutori.
    Capisco che prima di tutto ci sia l'urgenza di arrivare prima e occupare gli spazi, ma no è logico pensare che nel medio termine risulterà vincente chi sarà più efficiente e avrà un meccanismo di creazione di valore aggiunto indigeno, per es attraverso un'autorevole selezione di produttori meno noti, e potrà quindi quindi combattere con prezzi aggressivi mantenendo un bilancio sano? Ripeto che sono osservazioni da uomo della strada.

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    #1
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Anch'io non penso che la svolta risieda nell'aumento dei prezzi ma nell'efficienza del sistema. Per esempio noi ci reggiamo perché abbiamo infinitamente meno costi degli altri sul piano logistico e sul piano dell'approvvigionamento della materia prima, questo è in funzione del modello ideato, scelto e sviluppato. Concordo con te quindi che l'obiettivo è di riuscire ad avere il modello più efficiente anche se lungo il cammino servirebbe di tutto un po' e se per ora l'acquisizione di quote di mercato è ancora una partita completamente aperta, nel giro di qualche anno se la disparità di risorse resterà sempre così tanto disallineata, potrebbe diventare un problema.
    In questo senso, aver lavorato per costruire basi solide e per un catalogo che non volesse fare l'amazon ma creare soprattutto valore per chi compra ma anche per chi ne fa parte, credo sarà l'asso da sfoderare al momento opportuno.

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    #2
  • Marco Carestia

    Marco Carestia

    Amazon investe miliardi nell'organizzazione e continua ad espandersi, anche se non vista di buon occhio per molteplici ragioni

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    #3

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