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#7 Commenti

  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Ciao Nicoletta, aggiungo al tuo bell'articolo 'Drunk Turtle' con i suoi vasi vinari in 'cocciopesto', vedi qui: https://degustatoripercaso.com/2016/06/01/il-futuro-del-vino-passa-anche-da-ponsacco/ ;)

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    #1
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    e.c. "Drunk Turtle, il futuro del vino passa (anche) dalla Valdera."

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    #2
  • Nicoletta Dicova

    Nicoletta Dicova

    Grazie Alessandro! Molto interessante 😀

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    #3
  • Ugo Brugnara

    Ugo Brugnara

    Affascinante! Ti chiedo: puoi brevemente spiegare se l’utilizzo dell’anfora(interrata o meno) è consigliabile più per i bianchi che per i rossi,
    ed anche se è consigliabile per la fase di maturazione o per l’invecchiamento di vini robusti. Così nelle etichette potremo leggere: “Invecchiato tre anni in anfore di terracotta fiorentina, o di Bassano". Insomma, oltre all’innegabile aspetto folcloristico ed ecologico del sistema argilloso, quali vantaggi sensoriali e gustativi può trarre il vino da questo riposo nel “ventre materno”? Grazie e scusa la mia terminologia non adeguata. Ugo Brugnara

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    #4
  • Nicoletta Dicova

    Nicoletta Dicova

    Caro Ugo,
    Sono contenta che l'articolo ti sia piaciuto. Dal punto di vista tecnico il vantaggio dell'anfora interrata è la temperatura costante- dentro la terra le oscillazioni di temperatura sono molto meno marcate rispetto alla superficie. Ricordiamoci anche che l'anfora è uno strumento arcaico usato da tempi remotissimi, quando il controllo della temperatura in cantina non esisteva. Dal punto di vista dei vitigni adatti, c'è da considerare che la terracotta non apporta tannino al vino come invece succede con il legno, quindi sarebbe più adatta per vitigni naturalmente tannici. L' altro fattore da tenere sott'occhio è l'osigenazione- le anfore, essendo naturalmente porose apportano notevoli quantità di ossigeno ( quelle interrate o trattare con cera d'api come nel caso delle qvevri georgiane,ovviamente molto meno), il che le rende adatte a vitigni che lavorano bene in ambiente ossidativo. Cari saluti, Nicoletta

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    #5
  • Andrea Melle

    Andrea Melle

    Davvero un bell'articolo, una domanda, ma queste anfore all'interno sono smaltate? In oltre volevo chiedere, siccome questi recipienti non rilasciano alcun composto, il produttore potrebbe approfittarsene e scrivere sull'etichetta che il vino è stato affinato in anfora, per una strategia di marketing, anche se invece è stato affinato normalmente in acciaio o cemento?

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    #6
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    #7

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