Il mercato del cava (sostanzialmente) non esiste

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Il mercato del cava (sostanzialmente) non esiste
Spesso in Italia quando si analizzano i mercati mondiali degli spumanti nel definire il quadro competitivo si fa riferimento al cava. Cava è la denominazione d’origine attribuita allo spumante prodotto con il metodo classico di rifermentazione in bottiglia principalmente in Catalogna, anche se tra i 159 comuni ammessi dal regolamento se ne trovano alcuni dei Paesi Baschi, in Rioja, Navarra, Aragona, Valenzia ed Estremadura. Le origini della produzione degli spumanti con metodo classico risalgono alla seconda età del XIX secolo nella zona del Penedes, a sud di Barcellona, dove si concentra ancora oggi la grandissima parte della produzione.

Il disciplinare del Consorzio (Consejo Regulador) prevede 4 categorie:

- Cava: affinamento minimo sui lieviti di 9 mesi.
- Cava Reserva: affinamento minimo sui lieviti di 15 mesi.
- Cava Gran Reserva: affinaento minimo sui lieviti 30 mesi.
- Cava paraje calificado: ottenuto da uve provenienti da una determinata località (praticamente un cru) con affinamento minimo sui lieviti di 36 mesi.

Le varietà di uva tradizionalmente utilizzate nell’elaborazione del cava sono Macabeo, Xarel.lo e Paralleda, a tra le varietà ammesse dal disciplinare ci sono anche Chardonnay e Malvasia come uve bianche e Pinot Nero, Trepat, Garnatxa Tinta e Monastrell come uve rosse.

La produzione del cava nel 2015 (ultimo dato disponibile)è stata di 244.123.129 bottiglie (+1,4%), di cui il 64% sono state esportate fuori dalla Spagna. I principali mercati di esportazione nel 2015 sono stati Germania, Belgio, UK, USA, Giappone e Francia. Il posizionamento di prezzo dei cava è stato tradizionalmente molto più basso degli altri spumanti metodo classico: il prezzo a scaffale nella grande distribuzione può variare tra i 6 e i 10 euro, con prezzi anche più bassi nei periodi di promozione natalizia (per UK ed USA gli euro diventano rispettivamente sterline e dollari). Da questo quadro quindi risulterebbe logica la scelta di considerare il cava tra le categorie che definiscono lo scenario competitivo del mercato degli spumanti nel mondo.

Se non fosse che la produzione e commercializzazione del cava è dominata da pochissime grandi marche e quindi il cava in quanto tale non viene considerato dalla grande maggioranza dei consumatori. Detto in altre parole nel paniere delle scelte dei vini spumanti i consumatori non considerano la categoria cava, come considerano champagne o prosecco o, in Italia, Franciacorta. Lo dimostrano i numeri di produzione delle principali cantine:

- Freixenet: 100 – 110 milioni di bottiglie all’anno.
- Codorniù: 50 – 55 milioni di bottiglie all’anno.
- Garcia-Carrion: 30 milioni di bottiglie all’anno.
- Vallformosa: 12 milioni di bottiglie all’anno.

TOTALE delle prime 4 aziende: 192 – 207 milioni di bottiglie all’anno. Quindi la loro quota oscilla tra il 79% l’84% della produzione totale. Considerando che la quota di esportazioni di Freixenet, Codorniù e Vallformosa è superiore al 64% medio della denominazione, la prevalenza delle marche aziendali sui mercati esteri è ancora più elevata.

Va anche ricordato come le cantine del cava abbiano sempre sviluppato una politica incentrata sulla visibilità ed il posizionamento della marca, senza alcun riferimento alla denominazione “Cava” se non quelli obbligatori per legge (la denominazione “Cava” è stata stabilita per legge nel 1969).

Un’occhiata al peso che hanno il termine “Cava” e “Prosecco” sulle rispettive bottiglie di Freixenet spiega il concetto meglio di 1.000 parole. Inoltre le strategie di costruzione della marca seguita da Freixenet ed ancora di più da Codorniù si sono basate principalmente sullo stile di vita e non su un legame con il territorio. Detto in altre parole Freixenet e Codorniù si sono posizionate come grandi marchi di spumante metodo classico tout-court piuttosto che come marchi di champagne spagnoli (faceva eccezione Freixenet in Germania e Italia).

Queste scelte strategiche, associate anche alla sonorità poco spagnola dei marchi, limitano il traino del loro successo internazionale sul comparto in generale. La conseguenza ed il senso di queste riflessioni è che analizzare il quadro competitivo internazionale degli spumanti considerando il “cava” come categoria può essere fuorviante, quindi pericoloso. L’andamento del cava sui mercati esteri infatti è in realtà l’andamento di tre marchi. Sono questi gli effettivi concorrenti e sono queste marche e queste aziende che vanno analizzati.

Per la cronaca sembra che Codorniù stia attraversando una crisi di identità e di risultati, quindi di capacità finanziarie, e nell’esercizio 2014-2015 per un fatturato di 233,5 milioni ha dichiarato 5,4 milioni di perdita. Nell’esercizio successivo ha avuto un leggero aumento di fatturato, ma con una perdita di cui non ha comunicato l’entità.

Garcia-Carrion si concentra principalmente sul mercato spagnolo della ricorrenza con la sua marca “Pata Negra” a prezzi bassi (5 euro o anche meno). Vallformosa è in crescita di produzione e fatturato ed esporta il 90% della produzione. Delle vicissitudini aziendal- famigliari di Freixenet ho già ampiamente scritto nel mio post "Cosa cambia nel Prosecco dopo il Prosecco Freixenet".


N.d.A.: tra la redazione e la pubblicazione di questo post sono usciti i dati delle vendite di cava nel 2016 pari a 245.155.988 bottiglie, quindi + 0,42% rispetto ai valori 2015 riportati nel testo. Ho preferito quindi non modificare il post per coerenza con le stime di produzione delle cantine che si riferiscono al 2015, in considerazione del fatto che questo leggero incremento non modifica il senso dell'analisi.

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