VDP simbolo del vino tedesco di qualità, intervista a Hilke Nagel, CEO

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VDP simbolo del vino tedesco di qualità, intervista a Hilke Nagel, CEO
Se vi chiedete che cosa è la VDP questo articolo vi darà le risposte.
Il misterioso acronimo sta per Verband Deutscher Prädikats und Qualitätsweinguter e raggruppa le 200 migliori aziende vitivinicole tedesche provenienti da 13 regioni vinicole. La VDP, fondata nel 1910 è la più antica associazione nazionale di produttori di vini di qualità al mondo. I membri della VDP rappresentano circa il 3% del vino prodotto in Germania, ma sono responsabili per oltre 7,5% delle vendite.


Un'associazione elitaria


La VDP rappresenta l'elite della viticoltura tedesca e i requisiti per diventare membri dell'associazione sono severi. Non ci si può candidare e nemmeno acquistare la membership, si diventa membri solo per invito. Per essere invitati ed entrare a farne parte, l'azienda deve aver provato di essere capace di produrre vini di qualità riconosciuti in Germania e all'estero nel lungo periodo. La VDP fa regolarmente visite e ispezioni ai propri membri per assicurarsi che gli alti standard qualitativi dell' associazione vengano rispettati, nel caso contrario la membership dell'azienda viene sospesa. Si valutano parametri quali le rese massime per ettaro, la posizione dei vigneti, i vitigni piantati, la qualità della cantina come impianto e igiene. Negli anni novanta le aziende VDP erano 161, da allora sono entrate 126 nuove aziende e ne sono uscite 89, oggi la VDP è composta da 199 aziende, il vertice della viticoltura tedesca.

Guardando ai numeri, la media delle aziende VDP ha questi numeri:

- circa 25 ettari vitati
- 156.000 bottiglie prodotte annue
- fatturato medio 1,48 milioni di euro


Il vigneto prima di tutto


La filosofia della VDP è quella di porre il vigneto e le sue caratteristiche uniche al centro di tutto, focalizzandosi sull'importanza della zonazione dei. La zonazione dei vigneti in Germania non è cosa nuova: nel 1867, come dimostrano le antiche mappe, esisteva già una classificazione dei vigneti nella valle del Rheno, Rheinghau e Mosella in primis. Nel 19mo secolo il Regno di Prussia, basandosi su questo sistema di classificazione dei vigneti, differenziava le tasse: i vini provenienti dai vigneti più pregiati venivano venduti a prezzi più alti e quindi tassati di più.




La legge sul vino del 1971


Questa importante eredità culturale venne però tristemente distrutta negli anni settanta con la nuova legge atta a riorganizzare il vino tedesco: i circa 34.000 vigneti individuali vennero consolidati in 3.400 blocchi con lo scopo apparente di aiutare i vignaioli, altrimenti troppo frammentati, a produrre quantità commercialmente più rilevanti. Questi nuovi Grosslagen, blocchi di vigneti collettivi, comprendevano in sé tutti i siti a prescindere dalle loro carattertische qualitative e prendevano il nome del vigneto più riconosciuto. La lunga e gloriosa storia dei grandi terroir tedeschi, dell'unicità dei vini di un determinato luogo fu tristemente interrotta, la filosofia nella Germania degli anni settanta era quella orientata al progresso tecnologico, ai macchinari e all'innovazione tecnologica, si credeva che "il vino buono si potesse fare ovunque" e che il concetto stesso di terroir fosse ampiamente sopravvalutato.


Il recupero dell'identità dei singoli vigneti storici tedeschi


In risposta a queste sfortunate riforme la VDP decide di prendere iniziative atte a sviluppare una propria classificazione interna. Gli obiettivi precisati a partire del 1984 sono quelli di:

- (ri)stabilire il valore dei migliori vigneti tedeschi
- assicurare la preservazione del paesaggio culturale viticolo tedesco
- (ri)conquistare il prestigio e la considerazione di cui godevano i grandi bianchi secchi tedeschi
- enfatizzare l'importanza dei vini tradizionali naturalmente dolci Prädikat

Nel 1996 viene annunciato ufficialmente il manifesto della VDP: "Lavoreremo per una classificazione dei vigneti, i benefici della quale sono stati compresi da tempo in altri Paesi produttori di vino, convinti che questo sistema di classificazione sia il modo migliore per preservare la nostra importante eredità culturale per il futuro".





La piramide qualitativa della VDP: "più stretta l'origine, maggiore la qualità"


Il sistema qualitativo interno della VDP prevede 4 livelli con diversi requisiti in termini di rese e vitigni ammessi. La classificazione della VDP combina alcuni elementi di quella della Borgogna, dove ad essere classificati sono i vigneti e di quella di Bordeaux dove si classificano invece i produttori. Nel sistema della VDP vengono classificati i vigneti basandosi in gran parte sulle antiche classificazioni dei tempi prussiani, mentre i produttori vengono costantemente monitoriati e rivalutati ogni 5 anni per poter rimanere membri dell'associazione.

1) Alla base della piramide troviamo i VDP GUTSWEIN: vini freschi e fruttati, di facile approccio, fatti da uve provenienti esclusivamente dai vigneti di proprietà. Sull'etichetta vengono segnati solo il nome dell'azienda produttrice e la regione, la scritta VDP.GUTSWEIN appare solitamente come una fascia aggiuntativa sulla capsula.

2) Al secondo gradino della piramide troviamo i VDP ORTSWEIN: vini provenienti da vigneti selezionati, ambasciatori del proprio terroir. Corrispondono al livello di village in Borgogna. Le rese sono controllate, il massimo permesso è di 75 hl/ha. Sull'etichetta vengono segnate il nome del villaggio di provenienza e il vitigno, la scritta VDP.ORTSWEIN appare sulla capsula sotto la forma di una striscia.

3) Al terzo gradino della piramide qualitativa troviamo i VDP ERSTE LAGE, corrispondenti ai Premier Cru in Borgogna. Sono vini provenienti da vigneti di primissima categoria dal carattere distinto e dagli standard qualitativi molto elevati. Le rese massime permesse sono di 60hl/ha, i vitigni permessi sono limitati, ogni regioni stabilisce quali vitigni sono ammessi in base alle tradizioni e le carattertische pedoclimatiche locali. Come tecniche di vinificazione sono ammesse esclusivamente quelle tradizionali. I vini vengono regolarmente assaggiati da un'apposita commissione d'assaggio interna per sorvegliare la loro qualità. Sull'etichetta viene segnato il nome del villaggio e del vigneto così come quello del vitigno. La scritta VDP.ERSTE LAGE appare sempre sulla capsula.

4) In cima alla piramide qualitativa troviamo i VDP GROSSE LAGE, corrispondenti ai Grand Cru in Borgogna. Questa categoria raggruppa i più pregiati vigneti tedeschi, da cui nascono vini dal carattere distintivo e unico, profilo aromatico complesso e notevole capacità di invecchiamento. I vitigni permessi sono ristretti così come le rese massime per ettaro, stabilite a 50hl/ ettaro. I vini GROSSE LAGE vengono sottoposti a monitoraggio severo, l'apposita commissione di assaggio li valuta e certifica prima e dopo l'imbottigliamento. Sull'etichetta viene scritto solo il nome del vigneto, senza il villaggio e quello del vitigno, anche qui come nelle altre categorie la scritta VDP.GROSSE LAGE appare sulla capsula. I vini di tutte categorie possono essere secchi o naturalmente dolci.




La VDP, il Riesling e il biologico


Il Riesling tedesco è considerato giustamente uno dei più grandi bianchi al mondo e rimane il vitigno più importante e rappresentativo del Paese. 22,9% dei vigneti in Germania sono piantati con Riesling, nella VDP 55% dei vigneti totali sono a base di Riesling. I membri della VDP hanno uno marcato orientamento verso l'agricoltura biologica. In Germania oggi ci sono 9.000 ettari destinati all'agricoltura biologica, 10,9 % dei quali appartengono alle aziende VDP. Circa un quarto dei produttori della VDP oggi lavora in maniera biologica/biodinamica e questa quota è in contaste aumento.


Il Traubenadler


Il Traubenadler, l'aquila che porta un grappolo d'uva è il simbolo della VDP. Simbolo di qualità, storia e carattere, distintivo del vino tedesco. Garanzia di vino artigianale, proveniente dai migliori vigneti in Germania.




In esclusiva per Vinix, segue l'intervista a Hilke Nagel, CEO della VDP.


Hilke, da quanti anni lavori per la VDP? Come hai visto cambiare il vino tedesco in questi anni?


Ho cominciato a lavorare nella VDP nel 1992, quindi da 25 anni. La VDP è la più antica associazione di produttori di qualità a livello nazionale nel mondo, molte cose sono cambiate dentro l'associazione in questi anni. Innanzitutto è cresciuto molto il controllo e il monitoraggio qualitativo. Prima era diverso, se un'azienda diventava membro, ci rimaneva a vita. A partire dagli anni '90 questo sistema è cambiato, le aziende ora vengono sottoposte a monitoraggio costante e ogni 5 anni vengono riesaminate completamente per poter continuare ad essere membri dell' associazione. Quelle che non si dimostrano idonee vengono sospese. Diverse aziende sono dovute uscire dall'associazione, più di 90. Abbiamo anche accettato nuovi membri. Siamo orgogliosi di avere una ventina di aziende "padri-fondatori" che sono nell'associazione fin dagli esordi nel 1910.


La VDP ha una storia centenaria, cosa rende l'associazione unica secondo te?


Forse il fatto che non ci siamo mai divisi e che siamo rimasti sempre uniti. Siamo nati in un'epoca in cui in Germania era abbastanza usuale l'alterazione del vino, i nostri membri seguivano una filosofia e un approccio diverso che sono stati il motivo che li ha portati a riunirsi. Oggi come ieri i valori rimangono quelli: lavorare l'uva dei propri vigneti e imbottigliare il proprio vino con la massima cura e attenzione, senza alcuna forma di mistificazione e alterazioni. Siamo rimasti uniti, come una squadra. È molto importante anche la dimensione umana nella nostra associazione, solo 4 dei nostri membri sono aziende grosse, tutte le altre sono aziende artigianali di piccole e medie dimensioni. Un altro aspetto importante è che siamo rispettati e considerati a livello nazionale, quando vediamo che qualcosa nella politica del vino del Paese sta prendendo una direzione sbagliata, cerchiamo di intervenire.




La Germania è molto conosciuta per il suoi Riesling d'eccellenza, quali sono gli altri vitigni in cui vedi potenziale?


Sicuramente il Pinot Noir che in Germania con il nostro clima fresco e terreni rocciosi regala risultati straordinari. Dei vitigni autoctoni sono molto interessanti anche il Sylvaner per i bianchi e il Blaufrankisch per i rossi.


Oltre un quarto dei produttori della VDP lavorano in maniera organica, possiamo dire che questo è uno dei trend del momento?


Più che un trend, è una necessità. Chi lavora con la natura deve rispettare la natura e preservare ciò che essa gli da per le generazioni future.


Quali sono i principali mercati del vino tedesco di qualità oggi? Quali credi che saranno i mercati del futuro?


I mercati più importanti oggi per noi sono la Scandinavia, il Benelux, gli Stati Uniti. La Cina sta iniziando, anche la Russia sta crescendo.Una quindicina di anni fa era diverso, ma oggi nelle carte dei ristoranti migliori del mondo si trova il Riesling tedesco. Siamo felici che i nostri vini stiano a poco a poco riconquistando il rispetto e la considerazione che meritano.


Il riscaldamento globale è uno dei temi hot del momento. Come lo vivono i viticultori tedeschi?


Come una possibilità di imparare direi. Prima la sfida era quella di imparare a portare le uve a maturazione. Oggi è quella di preservare l'acidita e di contrastare gli effetti del riscaldamento globale. Si adottano nuove forme di potatura, nuove forme di gestione della superficie fogliare. In viticultura non si finisce mai di imparare, davvero.


In questi giorni abbiamo assaggiato insieme degli ottimi spumanti, credi nel potenziale dello spumante tedesco?


Assolutamente si. La conoscenza su come fare spumanti di qualità ci è sempre stata in Germania, pensiamo solo a quante maison in Champagne hanno origini tedesche. Questa conoscenza è stata negata negli ultimi decenni ed ora sta rinascendo. Per i produttori si tratta quindi di riappropriarsi di vecchio sapere che già avevano.


Un ringraziamento speciale alla VDP per il materiale fornito e per averci concesso l'intervista.

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