Mangiare a Istanbul: 5 indirizzi per gustare la vera cucina turca

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Mangiare a Istanbul: 5 indirizzi per gustare la vera cucina turca
Istanbul, sono d’accordo con voi, dopo le recenti questioni socio-politiche e il conseguente allarme terrorismo non è attualmente una meta turistica di alto gradimento per chi ama viaggiare e godersi finalmente una vacanza rilassata. Tuttavia, la capitale turca, rimane da sempre un luogo affascinante sia per la sua posizione (è l’unica città al Mondo a sorgere su due continenti) sia per la sua storia (era l’antica Bisanzio) sia, e qua veniamo al tema del post, per la sua cultura enogastronomica che rappresenta un vero e proprio mix di influenze orientali, mediterranee, europee e balcaniche.

Facendo riferimento ai miei appunti di viaggio (la Turchia è stata oggetto delle mie vacanze estive per un paio di anno) cercherò di segnalarvi una manciata di ristoranti tipici ad Istanbul che per me, ma soprattutto secondo gli stessi abitanti della capitale turca, rappresentano i migliori locali per mangiare cucina tipica turca senza spendere molto. Il tutto con la speranza, viva nel mio cuore, che in quelle zone cambi davvero qualcosa nel futuro visto che il turismo, dopo i recenti attentati, sta vivendo una crisi nera mettendo in ginocchio tante famiglie.

1) Sultanahmet è certamente il quartiere turistico della città visto che in poche centinaia di metri potete trovare tre simboli della città come la bellissima Moschea Blu, la Basilica di Santa Sofia e il palazzo Topkapı. Se, come penso, dovreste trovarvi a pranzo da queste parti non potete mancare di mangiare a mangiare Tarihi Sultanahmet Köftecisi, storico locale aperto nel 1920 dove il tempo sembra essersi fermato. Al suo interno, dove mangerete su tavoli abbastanza spartani, potete scegliere i piatti all’interno di un menù decisamente ristretto dove la parte del leone sono le Köfte ovvero gustosissime polpette di manzo cucinate alla griglia che potete accompagnare con di Riso Pilav o una insalata di fagioli bolliti con cipolle, lattuga, insalata e rape rosse. Con una bottiglia d’acqua, più o meno, siete sulle 30 LT a testa (7 euro).




2) Se, invece, volete cenare in un locale suggestivo con vista sul ponte di Galata il consiglio è spostarvi di qualche centinaio di metri da Sultanahmet ed arrivare presso Eminönü, a due passi dal Bazar delle spezie, dove troverete l’Hamdi Restaurant il cui fondatore, il Maestro Hamdi Arpaci, era inizialmente un venditore ambulante di vari tipi di kebab la cui fama, verso la fine degli anni ’60, era assai rinomata tra i commercianti della zona e i turisti della vicina Moschea Nuova. Oggi, come allora, l’Hamdi Restaurant è una delle mete turistiche più importanti ad Istanbul per chi vuole assaggiare uno dei migliori Kebap della città anche se non sono affatto da disdegnare le Meze (antipasti turchi) e i suoi dolci tipici. Il prezzo medio per una cena è di circa 40 LT a testa. Il servizio è in po’ confusionario ma il panorama sul Ponte di Galata toglie qualsiasi remora. Bonus: il sito internet, con la descrizione di tutti i piatti, è anche in italiano!!




3) Come in ogni grande capitale che si rispetti, probabilmente la cucina tradizionale turca si deve provare lontano dal centro turistico per cui il mio consiglio, se avete il tempo, è di spostarvi presso il quartiere di Fatih, uno dei più conservatori di Istanbul grazie alla presenza di notevoli immigrati delle zone dell’estremo est anatolico, considerato come il centro gastronomico della città grazie alla presenza di tanti locali dove i turchi ricercano le radici della propria storia culinaria. In questa zona, proprio nei pressi dell’acquedotto di Valente, l’indirizzo giusto è Sur Ocakbaşı.

Situato in una piazzetta dove potete trovare botteghe di formaggi, miele e carni prelibate, Sur Ocakbaşı è un localino semplice dove potete abbuffarvi di Özel Sur Kebabı, la specialità della casa, ovvero misto di vari tipi di carne cucinate in maniera differente che viene portato in tavolo assieme a piccoli dischi di pizza turca (lahmacun). Per accompagnamento non potete mancare di ordinare dell’ottimo e freschissimo Ayran (bevanda a base di yogurt, acqua e sale) mentre per dessert il mio consiglio è quello di lasciarvi un po’ di spazio per mangiare una porzione di Sur Tatlısı: semola e formaggio fuso con all’interno gelato freddo e cannella. Prezzo medio: circa 35 LT a testa (9 euro).




4) Non lontano da Sur Ocakbaşı sorge un altro locale molto frequentato dai turchi: Akdeniz Hatay Sofrası. In questo ambito la cucina risente profondamente delle influenze arabe della regione di Hatay, nel Kuridistan Turco, ai confini con la Siria. In questo locale non potete non ordinare le due specialità costituite dal tuzda tavuk e dal tuzda kuzu: pollo o agnello cucinati per più di 2 ore in forno a legna all’interno di una sfera di sale a cui viene data fuoco e, dopo spenta, mediante uno scalpello viene rotta per farne uscire la succulenta carne. Attenzione: il piatto va prenotato in anticipo, anche tramite mail, perché la sua preparazione è lunga ed elaborata (circa 5 ore di cottura). Prezzo per un pasto completo: 55 LT a testa (13 euro).




5) In ultimo, vorrei consigliarvi un piccolo locale in zona Beyoğlu, cuore della Istanbul moderna dove si trova la famosa e turistica Istiklal Caddesi, la via pedonale più famosa di Istanbul, ricca di negozi dai brand occidentali, la cui estremità nord-est termina a piazza Taksim. Tra le mille viuzze che contestualizzano questo quartiere troverete tanti banchetti di street food e, se come me vi addentrerete nel Balık Pazarı (mercato del pesce), la tappa obbligata è rappresentata da un bel piatto di Kokoreç ovvero da intestino di agnello o capra, arrotolato su uno spiedo e poi cotto orizzontalmente a legna che, a fine cottura, viene tagliato a pezzettini e saltato in padella con pomodoro, peperoncino e peperone, in aggiunta ad altre spezie, per poi essere servito dentro un panino. Il posto giusto per comprarlo è Mercan Kokoreç.



Perché addentrarsi in un fish market per mangiarlo? Perché la tradizione vuole che si accompagni ad una bella porzione di midye tava (cozze fritte in pastella) e midye dolma (cozze ripiene di riso). Per digerire il tutto un bel bicchierino di raki (acquavite a base di mais, o patate, oppure uva o prugne, aromatizzata infine con anice e menta) e passa la paura.


Davvero, spero che prima o poi questa piccolissima guida culinaria di Istanbul possa servirvi, vorrà dire che le cose saranno cambiate in questo bellissimo Paese dalle mille contraddizioni.
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