Monterosso, una promessa dal versante Etna Sud

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Monterosso, una promessa dal versante Etna Sud
Monterosso è una giovane azienda vitivinicola situata sul versante sud-est dell'Etna, l'emblematico vulcano siciliano, rilevatosi negli ultimi decenni come uno dei terroir più intriganti e ambiti in Europa. I soci fondatori della giovane azienda sono tre: Aurelio Marconi, responsabile della gestione dei vigneti e delle vinificazioni, Giovanni Ferlito, sommelier con sede a Londra che gestisce la parte commerciale e Gianluca Strano, commercialista di professione che si occupa dell'amministrazione. Tutti e tre catanesi, under 40 e fortemente legati al proprio territorio e alla mitica Etna, chiamata dai locali " La Signora". L'azienda pur essendo giovane è partita in maniera decisa e promettente, tanto da essere premiata all'ultimo Vinitaly tra le migliori start-up siciliane.

Aurelio ci racconta che per diversi anni stavano cercando " il loro" vigneto, quel luogo magico e mistico a cui si appartiene e che ci appartiene, ma senza riuscirci, focalizzandosi nelle sue ricerche sul versante nord dove si trovano alcuni dei produttori più en vogue del momento: Frank Cornelissen, Alberto Graci, Salvo Foti, Eric Narioo, Anna Martens ecc. Il vigneto dei sogni invece alla fine Aurelio lo trova vicino al proprio paese nativo, sul versante sud est, zona che inizialmente non aveva considerato nella propria ricerca, ma che si è rivelata di inatteso fascino e promesse.

L'azienda più vicina geograficamente è Benanti, uno dei nomi più rispettati e riconosciuti tra le aziende etnee, dove attualmente vengono vinificati i vini di Monterosso in attesa che la giovane azienda costruisca la propria cantina.


Monterosso, il terroir


Monterosso (600 m.s.l.m) il cui nome deriva dalla caratteristica colorazione rossastra del terreno, è un cono vulcanico formatosi nel corso di una delle più imponenti ed estese eruzioni dell'Etna, quella del 15 luglio 1329. Oggi sui fianchi e all'interno di questo cratere spento sorgono vigneti di vecchie viti coltivate a piede franco ( l'età media delle viti del vigneto di Monterosso è di 70-100 anni). Il sistema di allevamento è quello della vecchia buona tradizione etnea: alberello con il classico palo di castagno ( le foreste di castagno sono abbondanti sull'Etna). La densità di impianto è di 1m x1m, ovvero 9000 ceppi per ettaro.

Monterosso, Etna - Il terroir

La vista dal vigneto è fenomenale: aperta a 360 gradi, spazia dal mar Ionio al cratere centrale dell'Etna passando per la catena dei coni vulcanici dell'Sud-Est. L'unicità del vigneto Monterosso risiede in gran parte nella matrice vulcanica del suolo in pozzolana rossa in cui si alternano strati di sabbia e pietra pomice. Il colore rossastro del terreno è dovuto all'alta concentrazione di elementi ferrosi, che conferiscono al vino una particolare sapidità e mineralità. Il suolo leggero e friabile permette alle radici di penetrare in profondità garantendone l'approvvigionamento durante i periodi di siccità.

Le eruzioni dell'Etna hanno inoltre un importante effetto benefico per la viticultura etnea, la cenere vulcanica che si sviluppa durante le eruzioni funge infatti da concime naturale, una sorta di "doccia energetica" di sostanze minerali utili come il potassio, il fosforo ed il manganese. Non è un caso infatti che la storia viticola dell'Etna ha antiche origini,le prime testimonianze risalgono al VIII secolo A.C. con la colonizzazione dei greci che si insediarono sulle pendici del vulcano, introducendo la forma di allevamento nota come " Alberello Egeo". La combinazione tra il suolo vulcanico, le vecchie viti a piede franco, l'altitudine e la vicinanza al mare con le sue brezze rinfrescanti conferiscono ai vini di Monterosso un carattere singolare e distintivo.


La Qubosphera


Un'altra particolarità dell'azienda Monterosso è l'uso della qubosphera, fatta manualmente dall'ingegnoso Aurelio Marconi. Questa specie di "anfora vulcanica" fatta dalla pozzolana, il caratteristico terreno di Monterosso, nasce dall'idea di dare al vino una continuità con il suolo natio. Interrata come praticato nella tradizione caucasica (le qvevri georgiane e le karasi armene) la qubosphera rappresenta la compenetrazione dei solidi platonici per eccellenza: il cubo e sfera, simboli di staticità e dinamicità. La struttura cubica esterna assicura l'inerzia termica grazie allo spessore delle pareti, mentre la forma sferica interna garantisce una circolazione ottimale delle fecce fini. Per ora la qubosphera viene usata per la vinificazione solo di Magnitudo, il vino più rappresentativo e singolare della cantina, vinificato per la prima volta nel 2015 in soli 130 esemplari.

Qubosphera, Etna Monterosso


Le etichette


Disegnate anch'esse da Aurelio le etichette dell'azienda sono 4, realizzate nei tre colori rappresentativi dell'Etna: il Nero della pietra lavica, il Rosso della lava ed il Bianco della neve. I nomi sono di chiara ispirazione vulcanica: Sisma, Crater, Carbonio e Magnitudo.

Magnitudo, Monterosso Etna


I vini


Prodotti in numeri molto limitati, i 4 vini che l'azienda attualmente produce sono a base di soli vitigni autoctoni etnei, coltivati ad alberello. Sisma è a base di 100% Nerello Mascalese, vinificato in acciaio e prodotto in 900 esemplari ( vendemmia 2015), Crater é a base di 100% Caricante, la vinificazione anche qui è in acciaio, le bottiglie prodotte sono 500. Carbonio, a base di Nerello Mascalese anche esso, viene invece affinato per un anno in barrique di castagno, albero tipico del paesaggio etneo, il numero di bottiglie prodotte nel 2015 è di sole 240. Il vino più singolare dell'azienda è sicuramente Magnitudo, un intrigante Nerello Mascalese vinificato nella Qubosphera.

Monterosso è indubbiamente un vigneto speciale il cui sottile e poetico fascino e bellezza non possono lasciare indifferenti. Uno si ricorda a lungo le vedute, i profumi, i colori e le sensazioni che questo luogo nasconde in sé. E sicuramente anche i vini che ci nascono sono da tenere sotto occhio nel futuro.
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