assistenza whatsapp: +39 347 211 9450

#9 Commenti

  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Ciao Andrea,
    No che non siamo sicuri.
    Per questo, ci sono produttori come me e molti altri che lottano quotidianamente perchè la legge sia modificata e imponga di dichiarare in etichetta più informazioni rispetto all'attuale disposizione.
    Alcuni si autocertificano addirittura, in attesa di poter dire qualcosa di più in etichetta, senza incappare in sanzioni.
    Quella foto la dice lunga sul perchè i consumi di vino calano !
    Ciao
    Paolo

    link a questo commento 0 0
    #1
  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    Ciao Paolo,
    vedi che le informazioni in etichetta servono fino ad un certo punto, chi li mette e li usa non va certo a comprarli con fattura, li paga contante, quindi figurati se poi va a mettere le informazioni in retroetichetta.
    Comunque, alla lunga, la serietà dei veri produttori, paga sempre.

    link a questo commento 0 0
    #2
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Come dici tu, alla lunga...
    ma nel frattempo qualcuno ci lascia le penne...
    Io mi auguro che chi legifera ritorni a farlo pensando a tutelare il consumatore prima dell'industriale, dopotutto, è li per quello !
    Ciao
    Paolo

    link a questo commento 0 0
    #3
  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    E' un argomento spinoso e delicato, ma è pur vero che i seri è più facile ci lascino le penne.
    Io però sono dell'idea che il fenomeno truciolo è una realtà e un dato di fatto, a questo punto sarebbe meglio regolarne l'uso per legge e fare in modo che risalti dalle fatture di acquisto.
    Imponendo a chi lo usa di scriverlo in etichetta.

    link a questo commento 0 0
    #4
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    E qui sfondi una porta aperta, non solo per il truciolo, ma anche per altre pratiche enologiche, che la legge consente, è vero, ma che noi operatori sappiamo bene cosa comportano alla genuinità del prodotto.
    Ciao
    Paolo

    link a questo commento 0 0
    #5
  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    Visto come siamo messi allora, tanto meglio consentire ad ognuno di farsi il vino come vuole, con le uve che gli pare, con le tecniche che preferisce, purchè sia ben chiaro in etichetta ogni passaggio e ogni spiegazione.
    Mi piange il cuore dire questo, ma alla fine non vedo altro rimedio.

    link a questo commento 0 0
    #6
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Così la penso io e tanti altri,
    Credo che chiunque debba essere libero di fare come vuole, purchè rimanga nella legalità, purchè abbia quel bricciolo di rispetto per il consumatore che lo spinge a dare informazioni chiare e complete.
    Poi, il consumatore, guarda le sue tasche e interroga la sua sensibilità e sceglie.
    Ciao
    Paolo

    link a questo commento 0 0
    #7
  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    Sono anni sono nel vino, ne ho vista tante e non facevano rima baciata con legalità e rispetto del consumatore e di chi operva.
    Comunque è un discorso personale, rimaniamo sull'oggetto vago e ampio che è il vino vero.

    link a questo commento 0 0
    #8
  • Rinaldo Marcaccio

    Rinaldo Marcaccio

    C'ho fatto un post sul tema.
    Secondo me la normativa europea fa acqua di proposito.
    L'opzione Modesti mi pare giusta, ma senza speranze.
    http://vinidiconfine.blogspot.it/2012/10/barrique-and-chips.html

    link a questo commento 0 0
    #9

inserisci un commento