Piccola guida agli opinionisti dei social

inserito da
Piccola guida agli opinionisti dei social
La televisione negli ultimi tempi ha creato la nuova figura professionale dell’opinionista il cui termine, un neologismo, è formato dall’unione di opinione derivante a sua volta da opinare, dal verbo latino ŏpīnāri) e -ista, suffisso derivante dal greco che indica una persona che dovrebbe avere una particolare competenza in una certa dottrina.
Ogni talent, ogni reality, ogni talk show (purtroppo) è pieno zeppo di gente che esprime il suo parere, molto spesso in maniera polemica, su una vasta gamma di argomenti, il cui tema è solitamente ignoto a chi ne disquisisce, con l’intento di aumentare l’audience del programma catturando l’attenzione dei telespettatori.

I social network e i vari blog presenti in Rete, anche per loro natura, sono diventati da anni una sorta di piazza virtuale dove ognuno di noi, dove aver postato un'immagine, un video o un semplice pensiero, deve far i conti con una serie di commentatori il cui ruolo, spesso non distante dall’opinionista televisivo, sembra diventare sempre più rilevante tanto che qualcuno è arrivato ad ipotizzare che la c.d. web reputation dipenda dal numero di commenti (e anche di like) che l’articolo o il post riceve. L’influencer, figura mitologica del web, vive grazie alla fiducia dei suoi fan che non sono altro che suoi assidui commentatori.

Visto che “bazzico” la Rete ormai da tantissimo tempo, analizzando soprattutto Facebook, Twitter e i vari blog enogastronomici, mi sono divertito a tracciare, in maniera certamente approssimativa, i tratti fisionomici del “commentatore social” che così potrebbe essere categorizzato:

L’amicone: puoi scrivere sul tuo profilo o sul tuo sito internet tutte le puttanate che vuoi, puoi anche condividere, perché ci credi veramente, le più irreali notizie fake ma, puntuale come la morte, arriva il tuo fidato amico che scrive quanto sei bravo e quanto sei bello. Può confondersi con la categoria successiva. Utile come lo psicologo.

L’obbligato: ovvero colui che è costretto, più o meno moralmente, a commentare un post, magari perché fa parte della stessa redazione oppure perché stipendiato dal social media manager di turno. Solitamente fa numero inserendo cuoricini o cazzatelle di turno ma tende a non esporsi altrimenti mi diventa troppo “amicone” con seri problemi al c.d. piede in due scarpe.

Il disturbato: sempre di più si sta diffondendo il ruolo del commentatore dalla personalità multipla che, come il disturbo di natura psichiatrica, si caratterizza per essere presente all’interno di un social network con varie identità. Tali profili tendono ad assumere il controllo totale ed alternativo di più nick name che si commentano tra di loro generando discussioni infinite, che terminano col latte alle ginocchia, solo con l'obiettivo di dare una parvenza di viralità ed autorevolezza ad un post altrimenti anonimo. Ho visto gente litigare da sola.

Il “wannabe social media manager”: è il classico sfigato del PC, cresciuto attraverso i corsi della Scuola Radio Elettra, che vorrebbe svolgere la professione di social media manager. Purtroppo per noi è il classico tipo che, nonostante l’evidenza, non demorde nel suo intento per cui ce lo ritroviamo ogni santo giorno tra i commenti dove è facilmente individuabile grazie alle sue condivisioni “ad minchiam” dove rilancia eventi glamour o contenuti virali senza nessuna connessione con l’argomento del post o dell’articolo. Spesso e volentieri la ciliegina sulla torta è rappresentata dalla creazione di gruppi facebook tematici dove vengono inseriti una marea di “amici social” a loro insaputa e che sempre a sua insaputa lo insultano dopo essersi disiscritti alla velocità della luce.

L’infame: in gergo si chiamano troll e non sono altro che persone che si divertono ad intasare forum, blog ed, in generale, ogni tipologia di social network attraverso commenti provocatori, irritanti, violenti o semplicemente senza senso col solo scopo di dare fastidio ed uccidere la discussione. Spesso il troll attraverso i suoi commenti, appoggiati da altri utenti “compiacenti”, si pone il compito screditare un utente o un movimento che porta una posizione opposta alla propria o a quella maggioritaria, fomentando gli animi della discussione e generando forme di rigetto. Sono dei veri frustrati, persone vigliacche che agiscono in maniera anonima ma non vanno mai sottovalutati perché possono arrivare a vere e proprie forme di cyberstalking.

L’esperto: sono persone che masticano bene la materia di pertinenza del post o dell’articolo e offrono commenti di grande qualità che elevano il livello culturale della discussione. Purtroppo i loro interventi sono tanto agognati quanto rari visto che, una volta individuati, vengono perseguitati in ogni angolo del web da frotte di richiedenti risposta immediata.

Il tuttologo: categoria che non dovrei esplicitare visto che tutti siamo stati o siamo tuttora vittime di questi rompiscatole che, puoi parlare di biodinamica o di fusione nucleare, sono là a commentare e a dire la loro fingendosi da esperti della materia. Non c’è verso, devono contraddire tutto e tutti e solo la loro tesi, il loro pensiero, è oggettivamente esatto. Hanno un unico grande amico: il motore di ricerca Google.
  • condividi su Facebook
  • 491
  • 0
  • 3

#0 Commenti

inserisci un commento