Il vino russo oggi: scenari e prospettive

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Il vino russo oggi: scenari e prospettive
Ho avuto il piacere (e l’onore) di far parte della giuria del concorso del miglior vino russo insieme ad alcuni grandi nomi del mondo del vino internazionale come il prof. Attilio Scienza, Robert Joseph, fondatore di International Wine Challenge, uno dei concorsi del vino più noti al mondo, Stephane Derenoncourt, enologo bordolese di fama internazionale ecc.

Il concorso viene ospitato ogni autunno presso Abrau Durso, l’azienda leader in Russia nella produzione di vini spumanti ed è giunto alla sua settima edizione. Nei tre giorni del concorso vengono assaggiati oltre 200 vini, provenienti dal vasto territorio russo divisi in 6 categorie: bianchi, rossi, rosati, fortificati, metodo charmat e metodo classico.

Le regioni vinicole principali sono nel sud della Russia, in prossimità del Mar Nero e del mare di Azov-Krasnodarskij Kraj e la penisola del Taman, dove si trova la maggior concentrazione dei vigneti. L’altra zona importante è la neo-acquisita penisola di Crimea. La costa del Mar Nero è composta a tratti di rocce bianche calcaree, considerate di gran pregio per la viticultura di qualità. Su queste rocce bianche sono situati alcuni dei vigneti più pregiati della Russia. L'altra importante zona vinicola , Rostovskaja, è situata decisamente più a nord, sulle rive del fiume Don. In questa zona settentrionale c'è l'usanza di coprire le vigne in inverno per proteggerle dai rigidi freddi, pratica impegnativa in termini di lavoro, pur essendo svolta meccanicamente. Ciò si traduce in un ulteriore stress per le viti che riduce la loro longevità ma è una pratica indispensabile per poterle far sopravvivere ai rigidi inverni delle steppe russe. La viticultura viene inoltre praticata nel Daghestan, nel Caucaso Settentrionale, ma purtroppo non ho avuto modo di visitare quelle zone.


Le cantine russe

Molte delle aziende russe sono di grosse dimensioni, con centinaia e anche migliaia di ettari di proprietà coltivati meccanicamente e con sesti d’impianto molto larghi, ma esiste anche la categoria diametralmente opposta - i vini dei garagisti (attualmente senza licenza di vendita da parte dello Stato) - il cui numero è cresciuto molto negli ultimi anni. Coltivano pochi ettari e ufficialmente non possono vendere i propri vini, anche se l’ingegnosità umana di solito trova sempre una strada. I garagisti sono particolarmente amati dai millennials e dai giovani sommelier russi. Esiste poi anche la terza categoria, la via di mezzo, le boutique winery di dimensioni medie, spesso di proprietà di grossi imprenditori russi e quindi con tecnologia all’avanguardia e design della cantina che farebbe gola a molte cantine europee, con l’immancabile ambizione di fare “superrussian wines”. Alcuni sono sulla buona strada per realizzare questa ambizione, facendo già’ dei vini di tutto rispetto.

Di fatto, oggi il vino russo nel suo complesso continua a crescere in termini qualitativi, con alcuni esempi di fine wines che possano competere senza timore sulla scena del vino internazionale e che alla cieca possano essere collocati in zone classiche pregiate di Francia, Austria o Germania. Sta crescendo l’attenzione verso i vitigni autoctoni e verso le pratiche agronomiche più sostenibili, anche se si può fare ancora molto in questa direzione.

Un problema legislativo che il Paese dovrebbe risolvere riguarda il settore vinicolo in genere, considerato paritario a quello della vodka e dei superalcolici con conseguenze negative per i produttori russi. Un altro problema che riguarda solamente i vini di fascia bassa è quello dell’importazione di vini sfusi che non vengono registrati come tali e vengono venduti come vino russo. La fascia medio-altra del vino russo, quella orientata verso la produzione di qualità e la valorizzazione dei singoli terroir e vitigni è quella che ha maggior potenziale di crescita. Spero di avere la possibilità di continuare a seguire i suoi sviluppi futuri.

Seguono le descrizioni di tre cantine scelte rappresentative delle 3 regioni vinicole russe più importanti.


Abrau Durso, Costa Del Mar Nero, Kranodarskij kraj

Situata sul lago Abrau, in Russia meridionale in prossimità del Mar Nero e della città di Novorossiysk. La più importante cantina in Russia per la produzione di spumanti, categoria per cui i russi hanno affinità fin dai tempi imperiali. Visitata da dentro, sembra una gran maison di Champagne trapiantata in Russia. E' stata fondata nel 1870 per fornire di vino spumante lo zar. Nel 1896 Prince Lev Golitsyn, figura molto importate per il vino russo, invita una squadra di specialisti francesi per aiutarlo ad avviare la produzione, agli inizi del XX secolo i tunnel sotterranei della cantina sono già pieni di “champagne russo”.
La stretta collaborazione con gli enologi di Champagne continua fino alla Rivoluzione, il successivo periodo sovietico, cambia ma non  estingue la faccia dello spumante russo, cominciano gli anni della produzione a larga scala del "sovetskoe shampanskoe" ( Lo Champagne degli Sovietici).

Oggi Abrau Durso è la più importante azienda di spumanti in Russia con una produzione annua di oltre 25 milioni di bottiglie, di cui circa 15% metodo classico e 85% charmat. Nei tunnel sotterranei della cantina lunghi oltre 5,5 km (!), attualmente si conservano circa 10 milioni di bottiglie; viene inoltre conservato un particolare impianto di trasporto delle bottiglie in ceste di metallo, risalente agli anni 50. L'azienda possiede 560 ettari di vigneto ed è quotata in borsa, l’obiettivo è quello di raggiungere 30 milioni di bottiglie di produzione. Abrau Durso producono attualmente alcuni dei migliori spumanti metodo classico in Russia, l’enologo è sempre francese come vuole la tradizione fin dai tempi imperiali.


Vedernikov, Rostovskaja

Situata a 160 km da Rostov sul fiume Don. Date le latitudini settentrionali e gli inverni rigidi delle steppe russe, è necessario coprire il 70% dei vigneti con suolo per proteggere le piante dal freddo. Lungo il fiume Don la viticoltura risale a più di 2000 anni fa come dimostrano i reperti archeologici trovati e fu portata li dagli antichi greci. Il geografo dell’antica Grecia Strabone raccontava già allora dei vigneti lungo il fiume Don che venivano coperti di terra in inverno a conferma dell’antica tradizione di questa pratica. Le popolazioni che abitarono le coste del fiume Don successivamente mantennero a loro volta la tradizione vinicola, fino all’arrivo dei tartari che invasero questi territori sospendendo quasi del tutto la produzione di vino. I kozaki che si insediarono su queste terre circa 500 anni fa ripresero a produrre vino. Anche durante il periodo sovietico lungo le fiume Don continuarono ad essere coltivati vigneti e Vedernikov divenne uno dei più’ importanti “ vinzavod” ( fabbrica del vino) della regione.

Oggi Vedernikov, che è stata recentemente rimodernizzata, punta sui vitigni autoctoni, vengono coltivati attualmente 9 ettari di Krasnostop Zolotovskiy, vitigno autoctono della regione di Don dal carattere piuttosto rustico, capace di dare vini strutturati e complessi, 12 ettari di Tzimlyanskiy Cherni (Tsimilianski Nero), altro vitigno indigeno interessante e 13 ettari di Sibirkovoy, varietà autoctona a bacca bianca dall’accidità spiccata simile a quella di un Furmint e dal profilo aromatico espressivo e singolare. Il totale dei vigneti dell’azienda ammonta a 200 ettari di cui gli autoctoni rappresentano oggi una quota minore, destinata a crescere.


Pavel Shvetz, Uppa, Crimea

Vini d’autore e di carattere. A mio avviso tra i più interessanti e personali che ho assaggiato in Russia. Pavel Shvets, ex-sommelier con esperienze in alcuni dei più’ importanti ristoranti in Russia oggi fa vino artiginale in Crimea, applicando il metodo biodinamico e sperimentando con un’ampia gamma di vitigni europei. I vigneti sono piantati su terreni calcarei, a 400 metri di altezza, espressivi del terroir unico della Crimea. Fermentazioni rigorosamente con lieviti indigeni, uso parsiomonioso di solforosa ed abolizione dell'impiego di biotecnolgie in cantina risultano in vini vitali, coivolgenti, caratteriali.

Un ringraziamento speciale a Abrau Durso, ospiti del Concorso del miglior vino della Russia, ad Arthur Sarkisyan, autore della guida " I vini russi", a Natalia Zhavoronkova e Leonid Popovic dell'Associazione dei produttori vitivinicoli russi.

A special thanks to Abrau Durso, hosts of the Russian Wine Competition, to Arthur Sarkisyan, author of the guide " Russian Wine", essential read for anyone interested in  the wine production of Russia, to Natalia Zhavoronkova and Leonid Popovic from Russian Winemakers Association.


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