Maison Leffe: vecchie e nuove tecnologie alla scoperta della birra d'abbazia

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Maison Leffe: vecchie e nuove tecnologie alla scoperta della birra d'abbazia
Nell'immagine di copertina una foto degli interni dell'abbazia di Notre-Dame di Leffe


Il fiume Mose scorre placido, nella valle, proprio sotto la vecchia abbazia di Notre-Dame di Leffe. Di là dal fiume s’intravede Dinant, cittadina nota anche per essere la patria del sassofono, col curioso campanile a dominare la cattedrale. Da tempo qui non si produce più birra – gli stabilimenti della Leffe sono stati spostati decenni orsono prima a Overijse poi a Mont-Saint-Guibert – ma i turisti enogastronomici in giro da queste parti avranno di che essere soddisfatti.

La vista di Dinant dall'Abbazia

All’interno di alcuni locali dell’abbazia, dove tuttora risiede un numero sparuto di monaci e dove hanno allestito anche un albergo e un ristorante (la congregazione ha sempre avuto una vocazione per l’accoglienza anche se in passato si trattava di pellegrini), è stato infatti creato un percorso museale molto interessante che unisce vecchie e nuove tecnologie - Maison Leffe. All’ingresso del museo, la vecchia zona del coro è stata trasformata in un piccolo cinema dove si può vedere un video introduttivo. Ma il bello arriva dopo.

Una volta entrati nella grande sala con le volte a crociera e le trifore dai vetri colorati, grazie a un biglietto con un QR code si ha la possibilità di vedere video che presentano la storia dell’abbazia e insieme quella della sua attività brassicola. A ogni schermo, incorniciato come un quadro antico raffigurante un santo, sono associati contenuti diversi. I video sono brevi, disponibili in francese, olandese e in inglese (a volte sottotitolati, quando a parlare sono gli abati). Il più delle volte allo schermo sono abbinati anche oggetti tradizionalmente usati nella produzione della birra, e la presentazione video di una birra, di cui si spiegano caratteristiche organolettiche e abbinamenti. E visto che la vocazione didattica è stata presa con convinzione, vengono anche proposti dei sentori veri e propri: si preme sul touch screen il sentore desiderato, e si aziona una piccola ventola che per qualche secondo disperde l’essenza profumata.

Lo schermo incorniciato

Quadro dopo quadro, schermo dopo schermo, durante la visita a Maison Leffe si scopre la storia di questa abbazia fondata nel 1152, e della sua produzione di birra, iniziata nel 1240 soprattutto per motivi di salute, a detta degli abati. Mentre la peste era sempre in agguato, bere birra era più sicuro che bere acqua, perché l’acqua usata per produrla era stata fatta prima bollire – il fatto che bastasse solo bollire l’acqua, senza aggiungere malto, luppolo e lieviti è stato tranquillamente sorvolato dall’abate. Ma meglio così o non avremmo da bere birra oggi che la peste da queste parti non c’è più.

Malto a confronto

L’abbazia ha vissuto alterne vicende nei secoli: alluvioni, incendi e saccheggi minarono la tranquillità degli abati e della loro birra – inizialmente pensata soprattutto per il consumo interno e per l’accoglienza dei pellegrini. Questo fino al 1794, quando all’indomani della Rivoluzione Francese l’abbazia venne chiusa. Solo nel 1929 venne riaperta e a partire dal 1952 ricominciò la produzione di birra, grazie alla collaborazione con l’imprenditore brassicolo Albert Lootvoet. Per oltre un secolo e mezzo, infatti, la ricetta della birra fu custodita con cura, a garantire la produzione odierna che oggi rientra tra i marchi della multinazionale Anheuser-Busch InBev.

La scheda con QR Code permette di far partire ogni video nella lingua scelta


Durante la visita si spiega anche la differenza tra un bicchiere e un altro, quanta schiuma ci deve essere e che funzione abbia, come si producono le botti di legno e la coltivazione del luppolo su filari altissimi. Al termine si può fare un test in coppia, per vedere chi è stato più attento (ma non ci sono premi in palio a meno che non si organizzi una sfida fai da te).

Un'infografica per spiegare la produzione della birra


Strumenti usati dai bottai


Il vero premio arriva però usciti dal museo: nella zona degustazione si ha la possibilità di assaggiare una delle tante birre presentate nei video – da quelle più famose, alle selezioni più difficili da trovare sul mercato. Ogni partecipante ha diritto a una birra da 33 cl, così un gruppetto di quattro persone può degustare con una certa soddisfazione. Se si vuole assaggiare qualche stuzzichino, va chiesto separatamente – a meno che non si preferisca rotolare verso il paese, ma col fiume di mezzo è un rischio di cui tener conto.

Le birre degustate

La visita costa 7 euro, e include la visita al museo, la degustazione e un bicchiere in omaggio alla fine. Maison Leffe è aperta dalle 11 alle 6, dal martedì alla domenica in estate e dal venerdì alla domenica da ottobre a maggio (salvo le vacanze scolastiche belghe, in autunno, a Natale, Pasqua e in primavera quando vale l’apertura estiva). Non serve prenotare e vista la vicinanza all’aeroporto di Charlesleroy, può essere un ottimo modo per chiudere in bellezza un weekend in Belgio.

Qui l'album fotografico completo
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