#3 Commenti

  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Anni fa, un bravo prosecchista, caro amico, di fronte alle mie incalzanti domande sul perché lasciasse così tanto residuo zuccherino mi disse che la gente chiede (crede di volere) il vino secco, ma beve più facilmente dolce.. e i consumi lo confermano... ritengo quanto riassunto in questo post assolutamente coerente con tale risposta e anche con quanto io stesso osservo ogni giorno.. nel mondo normale.

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    #1
  • Fabio Ciarla

    Fabio Ciarla

    Eh sì, concordo con Paolo, nel senso che forse manca un punto 6 (che potrebbe essere anche 1 o 2) dedicato all'analisi dei consumi di Prosecco rispetto ad altri spumanti. Al di là del metodo, infatti, credo che buona parte del successo commerciale di questo vino sia dato dalla scelta di farne quasi sempre un Dry o Extra Dry (anche se parlo per esperienza empirica, non per dati analitici)

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    #2
  • Lorenzo Biscontin - biscomarketing

    Lorenzo Biscontin - biscomarketing

    Cari Paolo e Fabio anni fa un mio Capo Area (piemontese) diceva che il successo del prosecco sta nel fatto che si chiama "secco" (che suona bene), ma è in realtà è abboccato. La stragrande maggioranza del Prosecco che si beve in Italia (e nel mondo) è un'Extra Dry. Non va però dimenticato che la percezione sensoriale "complessiva" dipende dal rapporto tra zucchero ed acidità e la glera è un'uva semi-aromatica ...

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    #3

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