Sos Viticolo, mini guida all'impianto del vigneto

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Sos Viticolo, mini guida all'impianto del vigneto
Ne sono pienamente consapevole, un enologo non si dovrebbe occupare di vigneti, per questo ci sono gli agronomi ma siamo a Vino in Garage e la nostra funzione è anche di Pronto Soccorso vitivinicolo. Capita quindi che il garagista debba impiantare un nuovo vigneto, sistemare fallanze, portare a nuova vita un appezzamento di terreno ormai abbandonato, come un bravo custode di territorio deve fare. Cosi è d'obbligo una miniguda all'impianto del vigneto, da utilizzare solo quando i vecchi agricoltri non sono più disponibili per fornirvi dei consigli.


Capire il terreno


Siete garagisti e non potete scegliere il terreno, quello avete e quello dovete amare e curare.
Cercate quindi di capire cosa avete davanti per non incappare in errori madornali che potranno compromettere in futuro alla vitalità del vigneto. La prima cosa da non dimenticare che la vite teme il ristagno idrico, predilige i terreni ben drenati e sciolti, ma vive bene anche in terreni più argillosi. Anche se parliamo di appezzamenti molto piccoli, occorre sistemare il terreno per poter meccanizzare la maggior parte delle operazioni, perché ora siete giovani e pieni di vitalità ma in futuro potreste essere grati ad una pedana mobile che vi permetta di portare fuori dal vigneto l'uva raccolta.


Analisi del terreno


Gli euri spesi meglio di tutto il processo. Si le analisi del terreno sono fondamentali per poter programmare la concimazione di fondo, scegliere il portainnesto,verificare la presenza dei nematodi, programmare la gestione idrica del terreno.


Esposizione


La roba bella viene al sole,
è un detto degli agricoltori romagnoli, quindi occore capire quale deve essere il versante più giusto del'impianto. A sud sud-ovest, si tratta del versante migliore per le uve rosse, in quanto la luce del sole è presente dall'alba al tramonto, a est maggiore esposizione della luce al mattino aria più fresca, adatta per la produzione di vini bianchi profumati. Se ci troviamo al sud d'Italia possiamo valutare la possibilità dell'esposizione al nord in modo da non incappare in temperatre troppo elevate.


Preparazione del terreno


Il terreno che ci troviamo a gestire di che cosa ha bisogno? Si tratta di un ristoppio? In questo caso ricordatevi di togliere la maggior parte delle radici possibili per eliminare possibili fonti d'infezione. Se non è possibile aspettare un paio di anni si è diffusa la pratica di utilizzare prima dell'espianto del vigneto un erbicida sistemicoal 2% che ha la funzione di devitalizzare le radici e le attività dei nematodi. Si consiglia poi di estirpare dopo un paio di mesi dal trattamento.

E' incolto da tanti anni? Ha dei dislivelli? Ha un'elevata presenza di radici delle colture precendenti? Risposto a queste domande è consigliabile sempre e comunque effetuare uno scasso, operazione che ha la funzione di smuovere il terreno negli strati profondi im modo da permetere una maggiore espansione dell'apparato radicale. Lo scasso si può fare con un aratro ad un metro di profondità oppure si può effettuare una rimponatura cercando di evitare di portare in superficie strati di terreno poco fertili. Consiglio quindi di non scendere oltre al metro di profondità.

Avete fatto l'analisi del terreno e quindi sapete benissimo come gestire la concimazione di fondo per ripristinare la quota organica e tamponare eventuali anomalie di eccesso di salinità. La concimazione di fondo consiste nll'integrare nel terreno la frazione dei fertilizzanti poco mobili come Potassio, Fosforo, Magnesio.


Scelta della varietà


Programmata in funzione delle caratteristiche climatiche e del progetto vino che si ha in testa, tale scelta che condiziona anche quella del portainnesto. Nel caso di un risptoppio ad esempio non utilizzare il 420A in quanto è particolarmente sensibile alla stanchezza del terreno. Si ricorda di utilizzare le varietà previste dall'elenco provinciale delle varità e si consiglia di utilzzare delle selezioni clonali (riconoscibili dal cartellino azzurro). Si ricorda che le barbatelle vanno prenotate con largo anticipo, 10 /12 mesi, anche se si tratta di poche quantità.


Preparazione delle barbatelle


Se parliamo di piantine frigoconservate prima dell'imanto occorre acclimatarle in un lungo fresco ed asciutto, possibillmente all'ombra. Prima dell'impianto è buona norma tenere l'apparato radicale in acqua per 24-36 ore, di seguito per agevolare l'impianto si consiglia di ridurre l'apparato radicale a 10/15 cm.

Come


- Impianto manuale
in un solco lungo il filare,tecnica da utilizzare quando non si ha un terreno perfettamente preparato.

- Uso della forchetta
, per terreni ben preparati asciuti e areati, prima di mettele nel terreno occorre asportare completamente l'apparato radicale. Indipendentemente dal metodo utlizzare per effttuare l'impianto, si ricorda di lasciare il punto d'innesto sempre scoperto.

Quando
Dicembre e gennaio sembrano i mesi più adatti se si è riusciti a preparare bene il terreno, anche perché è consigliabile che, alla ripresa vegetativa della vite, questa sia a dimora già da qualche tempo. Generalmente la parte arerea della pianta ha una parte paraffinata che gli permette di sopravvive a temperature fino a-9°. Se si deve effettuare un impianto in primavera si raccomanda di pogrammare un'irrigazione di soccorso e di avere una buona disponibilità idrica.


Sesto d'impianto e forme di allevamento


Distanza fra le fila e lungo la fila, da valutare in base alla forma di allevamento, se s'intende improntare un certo livello di meccanizzazione ecc. L'alberello è una forma di allevamento economicamente interessante in fase di allevamento in quanto non richiede fili e pali di sostegno, ma è poco incline alla meccanizzazione, mentre la pergola risulta la piu' impegnativa da gestire.


Sistema di irrigazione


La vite ha bisogno di acqua specialmente nei primi anni di vita, poi è meglio non abituare troppo la vite all'acqua, in quanto le radici si devono sviluppare in profondità per poter assimilare sostanze nutritive e avere un'uva di maggiore qualità. Quindi occorte considerare sempre l'acqua come un elemnto di "soccorso" e basta.


Palificazione


Da effettuare l'anno successivo della messa a dimora, in cemento precompresso, legno, acciaio. Il numero da utilizzare è in funzione della densità d'impianto, generalmente se ne posizione uno ogni 5/6 metri. I tutori di acciaio per elasticità e resistenza sono preferibili per i igneti destinati alla raccolta meccanizzata. I fili che si mettono per il sostegno del verde sono di acciaio o di una fusione di zinco alluminio.


Queste sono le fasi principali d'impianto, secondo voi il costo ad ettaro a quando si aggira?  
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