Wine for dummies #10: guida a Vinitaly, come affrontare la fiera piu' grande del mondo senza perire

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Wine for dummies #10: guida a Vinitaly, come affrontare la fiera piu' grande del mondo senza perire
Tra gli innumerevoli appuntamenti di settore Vinitaly è indubbiamente l'evento di più grandi dimensioni, una macchina da guerra in grado di spostare una quantità enorme di persone ogni anno con un'alta percentuale di appassionati che a vario titolo e nonostante i costanti provvedimenti per limitarne l'accesso, in un modo o nell'altro riescono gioiosamente ad introdursi in fiera.

Per chi non c'è mai stato - al netto delle critiche dei detrattori - si può dire che sia l'occasione per avere il mondo del vino italiano (ma non solo) in palmo di mano o meglio, a portata di piede perché in effetti quasi 5.000 produttori sono lì fisicamente ogni anno ma poi per visitarli tutti sarebbe una missione impossibile anche per Chuck Norris in forma perfetta. Ho pensato quindi di predisporre una piccola guida di sopravvivenza a Vinitaly per niubbi basata sulla mia personale esperienza che possa essere d'aiuto alle nuove leve.


Perché andare a Vinitaly

Il fatto che sia la più grande fiera del vino al mondo sembrerebbe già di per sé rappresentare un valido motivo. Partecipare comunque è un'esperienza, un po' come quando fai 1000 km con la motocicletta e ti senti tutto il viaggio sulle braccia, sulle spalle e sulla faccia, andare a Vinitaly è un po' entrare in battaglia, una giostra del vino di 4 giorni (precedentemente 5) dalla dall'alba a notte fonda che dall'arrivo al casello in poi ti fa sentire con o senza il tuo consenso, parte di qualcosa di inevitabilmente più grande di te, qualcosa che amerai o odierai ma che difficilmente dimenticherai.

Hai presente quando da giovane avevi la compagnia con il ritrovo fisso? Quella dove bastava presentarsi nel tal luogo anche senza appuntamenti e qualcuno lo trovavi sempre? Ecco, il quartiere fieristico durante Vinitaly è un po' così, sintesi del detto il mondo è piccolo, tra semafori, passaggi pedonali, passerelle e fiera vera e propria ti imbatterai sicuramente qualche amico o qualche produttore o personaggio del vino che già conosci o hai almeno sentito nominare.

Ci sono tutti più o meno. Anche molti di coloro che negli stessi giorni partecipano alle fiere satellite in genere hanno un coniuge, un parente, un figlio che presidia anche al fierone. Tutti quelli che a vario titolo lavorano nel mondo del vino un passo in genere lo fanno, chi con un'agenda di appuntamenti estremamente rigorosa, chi con uno spirito più avventuriero - ma occhio, la fiera è come il banco, alla fine vince sempre su ogni tuo programma - passeggi e incontri Gaja, Vissani, Sangiorgi, Vespa (nomi a caso di persone incrociate nelle ultime edizioni) e qualsiasi personaggio più o meno famoso che possa avere un qualche interesse nel mondo del vino.


Chi può entrare a Vinitaly

Se sei un/una pro, sai certamente come muoverti grazie alle numerose cicatrici di battaglia che port sulla pelle: se è vivamente sconsigliato l'accesso domenicale per la bolgia ingovernabile anche il lunedì non è da meno e va ormai valutato con attenzione. Paradossalmente i giorni migliori sono sicuramente gli ultimi due dove la folla si dirada per lasciar spazio anche a più occasioni di incontro e approfondimento più tranquille e meno tumultuose (l'ultima persona con cui il produttore parla, magari è anche la prima che si ricorda all'agognato rientro).

Per gli appassionati che in un modo o nell'altro riescono ad entrare il giorno di riferimento è indubbiamente la domenica: dai tagli dei precedenti anni, tecnicamente la fiera è diventata solo per operatori ma non disperare, a giudicare da ciò che si vede in ogni via, piazza, passaggio pedonale, letteralmente ricoperti di persone con un costante fiume in piena che dalle prime ore del mattino invade il quartiere fieristico e tutte le zone circostanti, qualche chance l'avrai e con l'aiuto di qualche biglietto da visita (magari di un amico o un parente) o di una tessera della tua associazione enoica del cuore, pagando, non dovresti aver troppi problemi all'ingresso.

Le categorie ufficialmente ammesse secondo il regolamento Vinitaly sono le seguenti:

- GDO (grande distribuzione organizzata)
- grossisti import-export
- rivenditori food
- bar
- ristoranti
- hotel
- catering
- enoteche
- wine bar
- sommelier
- enotecnici
- produttori di enotecnologie
- produttori di olio e vino
- stampa specializzata
- autorità
- istituzioni

A meno che tu non sia figlio di qualche onorevole quindi, ti basta rientrare in una delle categoria soprastanti, porgendo gentilmente il denaro alla cassa e lasciando cadere tra le banconote un biglietto da visita credibile (soprattutto compatibile con i dati della tua carta d'identità) o la tessera della tua associazione del cuore dove fieramente potrai finalmente esibire con una qualche utilità il titolo di sommelier.


Accrediti stampa / blogger a Vinitaly

C'è stata, nei lustri precedenti, un'aspra polemica da parte della categoria dei blogger (qualsiasi cosa essa sia diventata o comunque vada intesa oggi) nei confronti delle policy di accredito stampa di Vinitaly, tanto che la rigidità di un tempo si è via via ammorbidita fino ad arrivare ad un preciso regolamento dell'acredito dei blogger e dei media online anche non registrati al tribunale come testate giornalistiche, processo al quale in qualche modo anche noi insieme alle principali testate di settore abbiamo collaborato.

L'enorme vantaggio dell'ingresso stampa, a parte la gratuità, è la possibilità di accedere fisicamente ai padiglioni dall'area dedicata appunto alla stampa che azzera completamente il problema calca all'ingresso (all'uscita è un problema infinitamente minore) un privilegio di cui ancora oggi, insieme a qualche altra coccola (sale stampa, ecc) godono i giornalisti accreditati.

Le semplici regolette previste per l'accredito in veste di blogger sono le seguenti:

- richiesta effettuata solamente online
- richiesta effettuata fino a 15 giorni prima dell’inizio della manifestazione per consentire il controllo dei requisiti richiesti
- concessione di un singolo accredito per ogni blog e solamente all’autore dello stesso

I requisiti richiesti al blog sono questi:

- attinenza al settore della manifestazione
- account social collegato (non viene specificato quale, quindi tutto va bene)
- attività continua da almeno due anni, con regolare aggiornamento dei post
- allegare alla richiesta copia di un proprio documento d’identità valido
- se non è la prima volta che si richiede l'accredito, obbligo di allegare link ad almeno un post su Vinitaly pubblicato

Qui trovate tutte le informazioni su come accreditarsi gratuitamente a Vinitaly come stampa, blog o media:
http://www.veronafiere.it/area-stampa/accredito-stampa/accredito-stampa-vinitaly-2018/



Come vestirsi a Vinitaly

A cipolla mi verrebbe da dire. Il clima veronese è solitamente molto variabile, negli ultimi quindici anni di frequentazione ho trovato veramente la qualunque. Normalmente però con Vinitaly arriva la primavera per cui molto difficilmente troverai il grande freddo e girare per i padiglioni senza giacche ingombranti - giacche che all'interno dei padiglioni e delle tensostrutture diventano vere e proprie camicie di forza - sarà decisamente un punto a tuo favore.
Il mio suggerimento parte dalle calzature: scarpe comode. A fine giornata è facile aver percorso diversi chilometri tra i vari spostamenti tra le lunghe distanze tra un padiglione e l'altro, una scarpa da ginnastica o una scarpa comunque molto confortevole può salvarti la vita e soprattutto evitare di ritrovarsi alle 20 in albergo pieni di dolorosissime ciocche sotto ai piedi. Per il resto un completo, una camicia e una sciarpetta per parare l'eventuale vento alla bisogna andranno benone, insomma, vedi tu ma portati dietro il meno possibile, è più facile prendere caldo che freddo. Soprattutto dimentica l'ombrello anche se piove, tanto tra bus, pensiline, padiglioni, prendere acqua è veramente difficile.


Come arrivare e dove parcheggiare a Vinitaly

La mia personalissima formula, dopo aver provato però più o meno tutte le soluzioni possibili (anche l'arrivo in moto in area stampa un'edizione di qualche anno fa), è questa: parcheggio stadio + navetta gratuita. Il parcheggio dello stadio Bentegodi ha sempre posto, anche nei giorni di massima affluenza, tra il parcheggio A, B e C un buco lo trovi sempre. Le navette normalmente passano con buona frequenza per tutto il giorno per cui non dovrai mai aspettare più di 5-10 minuti sia per la tratta stadio-fiera che per il ritorno (certo il ritorno è un pelo più incasinato ma lo vediamo tra un attimo).

Molti scelgono di parcheggiare nel grande parcheggio ortofrutticolo di fronte all'ingresso Cangrande, l'ingresso principale della fiera di Verona ma se può essere molto comodo all'arrivo (sempre che tu riesca ad arrivare prestissimo) può essere un inferno venirne fuori la sera. Dallo stadio invece sei subito in autostrada, zero coda. Chiaro, funziona se dormi fuori Verona, se fai il fighetto in centro sarà più congeniale andare in treno. Il treno è molto intelligente, il servizio navetta dalla stazione è lo stesso che ad anello continuo fa stadio-stazione-fiera per tutto il giorno per cui anche qui non dovrete aspettare che una manciata di minuti per ritrovarvi in fiera.

Tutto un altro film dal lato del produttore che sebbene sia colui che ha un accesso privilegiato dentro la fiera con la propria auto, all'uscita sperimenta sempre una vera e propria odissea. Fortunatamente non vi tocca.

Qui trovi tutte le informazioni ufficiali con tutti i parcheggi disponibili di Vinitaly


A che ora lasciare la fiera

Qui si tratta di pura strategia. L'orario critico, quello dopo il quale inizia a diventare molto impegnativo salire su un bus senza perdere i sensi diciamo che sono le 17.00 - 17.30 al massimo. Dopo le 17.30, in un crescendo costante fino alle 18.30 - 19.00 inizia il delirio più assoluto, assalto alle carovane, miliardi di taxi, bus, gente in mezzo alle strade, insomma, si salvi chi può. Se ti organizzi bene e parti presto la mattina, rientrare presto attorno alle 17.30 vorrà dire essere sotto la doccia per le 18.15 - 18.30 e avere una buona ora e mezza di recupero prima della serata che sicuramente avrai programmato con altrettanta meticolosità che a Vinitaly il tempo è denaro e non si butta via niente. Insomma, il tempo di rinvenire è altretanto importante, calcolalo o ti troverai morto a tavola attorno alle 21.30.


Dove dormire

Anche qui io ho una mia formula collaudata che è assolutamente perfetta sul fronte logistico ma che non è detto vada bene per tutti, per esempio, se ami la vita mondana e hai pianificato di passare la serata in centro a Verona chiaro che ti conviene un b&b in città.

Io dormo sempre in zona Affi. E' un posto abbastanza sfigato, diciamolo, zona industriale, centro direzionale e di snodo tra Trento, Vallagarina e veronese, tuttavia è in posizione strategica a 18 minuti di macchina dallo stadio e a 8 minuti di macchina dal lago di Garda e la tranquillità serale di Bardolino e Lazise. Tra Affi e Domegliara trovi più o meno tutto quello che ti può servire per le emergenze - anche d'auto, già sperimentato - e al casello non c'è mai casino né in uscita, né in entrata, né la mattina, né la sera. Insomma, non assisterai ai quartetti d'archi o a dj set in centro ma sei a due passi dalla Valpolicella, per Bacco!


Come pianificare il percorso, sito e app di Vinitaly

Vista la parte logistica, c'è da predisporre il percorso in fiera.
Se vuoi dare un minimo senso al tuo peregrinare nel quartiere espositivo, c'è da prepararsi diligentemente almeno una settimana prima della partenza in modo da perdere meno tempo possibile. Tramite il database espositori consultabile sia da sito che dalla - abbastanza pratica - app (qui la versione apple, qui la versione android) è agevole riuscire a mettere insieme in poco tempo la postazione precisa dei produttori che ti interessano, quello che ti serve è appunto il nome del produttore, il sito di Vinitaly o l'app. I dati da annotare sono il numero del padiglione e il numero dello stand. A questo proposito, tieni presente che non tutti i produttori possono permettersi uno stand autonomo, anzi, questa è una cosa che ormai è possibile solo per le cantine medio-grandi o per i grandi brand. La maggior parte dei produttori li troverai in stand collettivi (dove dovrai spulciare nell'elenco solitamente apposto fuori dallo stand l'ubicazione precisa del produttore) di zona, in aree consortili, oppure in altre apposite aree collettive, delle specie di sub-fiere all'interno della fiera madre.

Se ti sei portato avanti con il lavoro registrandoti (io me li stampo proprio su carta) i produttori d'interesse suddivisi per padiglione, una volta all'interno del padiglione non dovresti impiegare troppo tempo ad individuare i vari bersagli: mappa del quartiere da una parte del foglio, padiglioni, produttori e stand dall'altra parte e alla via così. Il problema sarà più carpire la loro attenzione una volta raggiunto l'obiettivo ma ci arriviamo tra un attimo.

Qui la mappa scaricabile del quartiere espositivo Vinitaly 2018 in pdf


Come approcciare il produttore

Salvo che ti stia dirigendo verso qualche grande brand tipo Santa Margherita per citare una delle aziende con gli stand più faraonici di sempre o qualche altra grandissima realtà produttiva (in genere la dimensione dello stand riflette anche la dimensione del produttore) e dove solitamente c'è un'amorevole predisposizione e indulgenza nell'abbeverare le masse di passaggio (mentre nei privée o al piano superiore degli stand - si qualcuno ce l'ha a due piani! - si intrattengono serrati gli appuntamenti di lavoro), la cosa da tenere sempre presente è che i produttori sono persone come te, hanno speso un mucchio di soldi per essere lì dove sono e si trovano in fiera soprattutto per lavorare e fare contatti e possibilmente accordi commerciali, cioè soldi.

Insomma, non è Vinitaly il posto dove si va per la gloria, l'atmosfera bohemienne e le strette di mano con i fan in genere, per quello ci sono le altre migliaia di fiere e piccoli appuntamenti dedicati nel corso dell'anno, quindi porta pazienza, sempre. Ogni giorno di fiera che passa il produttore (o chi per lui) sarà un po' più stanco del giorno prima, mentre tu arrivi fresco come una rosa loro hanno già qualche giorno di allestimenti e preparazione sulle spalle e qualche migliaio di bicchieri versati, tienilo presente.

Rispetto dicevamo ma capisci anche se vale la pena trattenersi per l'attesa. Non seccare quando si è di troppo ci sta ma nemmeno stare lì gentilmente in disparte senza che uno sguardo si sollevi mai verso di te, il rispetto, nel limite del possibile, deve sempre essere reciproco ma ripeto, è una fiera professionale, a meno che tu non abbia in serbo qualcosa di veramente interessante/utile per l'azienda se vuoi solo assaggiare mettiti in coda e aspetta il tuo turno con educazione, non c'è molto altro da fare.


Effetto brand vs/ effetto guru

Ho da qualche anno fatto mio il motto no guru, no idols. Vale a dire, bravi tutti ma anche ehi, nessuno è indispensabile. La calca maggiore a Vinitaly la trovi o negli stand di brand notissimi pieni di appassionati alle prime armi che - giustamente - si dirigono verso cose più note e divulgate attraverso guide e media mainstream (oltre a uno stuolo di leccaculo e scrocconi) oppure in quelli piccolissimi dei "produttori mito". Generalmente a parte una pacca sulla spalla veloce a quei guru che comunque in fondo un po' amo, cerco di tenermi alla larga da entrambe le situazioni perché tanto sono ormai aziende con cui non è quasi più possibile fare nulla, sono tutte blindatissime, distributissime, pettinatissime, fortunatamente è un mondo molto ampio con tante alternative.


Gli appuntamenti a Vinitaly

A Vinitaly gli appuntamenti sono qualcosa di astratto, rarefatto, più vicino a un desiderio, a una metafora o a un'idea che a una data e/o un'ora ben definiti, un po' come un sogno al risveglio, niente di più. Tu magari ci provi a fissarti una tabella di marcia ma, senza che si possa mai attribuire con precisione da che parte stia la colpa, quasi sicuramente il nobile intento fallirà. Metti sempre in conto di aspettare anche se hai un appuntamento a meno che tu non sia il distributore che muove 3/4 della produzione aziendale, metti sempre in conto di ricordare un paio di volte chi sei a meno che tu non sia un amico o un collaboratore professionale imprescindibile, metti sempre in conto di essere uno tra mille, un po' aiuta l'animo. E mentre sarai lì in attesa del tuo turno con la coda dell'occhio noterai lo stand di fianco o di fronte completamente vuoto dove qualcuno ti sta puntando e guardando, cogliolo come un segno, potrebbe essere una buona idea ingannare il tempo provando qualcosa fuori dal percorso prestabilito, qualche volta sono le migliori sorprese.


Padiglioni speciali

Non ti dirò dove andare mio piccolo dummy, questo sta ovviamente al tuo percorso, agli interessi e agli obiettivi che ti sei prefissato ma sicuramente una menzione la merita il padiglione 8 che non è il titolo di un film anche se lo sembra. Per qualche strana congiunzione astrale negli anni questo padiglione ha sempre giocato un ruolo in qualche modo centrale all'interno della fiera. Ricordo ancora i tempi di #tweetyourwines, qualcuno se li ricorda? Incomincio ad essere troppo vecchio. Se qualche lustro fa il padiglione numero 8 rappresentava di fatto IL padiglione "internettiano" dove per una serie fortuita di cause si concentravano la maggior parte dei produttori twitteri, da qualche anno è diventato ancora di più il centro del mondo per via della compresenza dei vignaioli aderenti a FIVI e di molti rappresentanti di vini naturali. Un padiglione quindi che può ben rappresentare un punto di partenza interessante per chi abbia voglia di conoscere i produttori più piccoli, artigianali e di nicchia anziché girare per i brand più noti.

Una riga di menzione merita anche la Liguria che di speciale ha di essere sempre il più lontano possibile da dove ti trovi. Ovunque ti trovi in fiera, il padiglione contenente la Liguria (insieme a qualsiasi altra cosa non si sappia bene dove infilare) è il padiglione indubbiamente più freddo, spoglio, decentrato e sfigato in fiera - perfino le tensostrutture sembrano più accoglienti - probabilmente anche per riflettere la nostra tradizionale ospitalità così ben delineata nelle gag di Casalino (in realtà non è vero noi liguri siamo estremamente ospitali, è solo che ci mettiamo un attimo sulla difensiva prima di aprire la porta al prossimo e farlo diventare nostro amico per sempre, siamo fatti così).


Eventi collegati

Vinitaly è indubbiamente un grande evento che nel bene e nel male (immagino che per i residenti debba essere tutto assieme gioia e dolori) coinvolge capillarmente tutta la città, oltre ai moltissimi convegni e degustazioni guidate (il catalogo completo degli eventi lo trovate sul sito di Vinitaly suddiso per giorno: http://www.vinitaly.com/it/eventi2018/calendario/), l'intera città si fa percorso attraverso il fuorisalone di Vinitaly che per quattro giorni coinvolge ogni spazio cittadino dagli incontri mondani alle degustazioni d'eccellenza, dai percorsi di gusto territoriali ai quartetti d'archi, dalle discese in rafting sull'Adige al teatro ce n'è per tutti i gusti. Vinitaly and the city inizia e finisce un paio di giorni prima rispetto alle date della fiera così da consentire di trasformare un'occasione di business in una sosta di piacere.

Una tappa da non perdere solitamente in fiera è il raduno di Intravino, spesso ospiti della regione Calabria (ma potrebbe cambiare da un anno all'altro, informatevi direttamente), è il raduno dei lettori di uno dei blog più seguiti e amati dagli eno maniaci recentemente insignito del premio come miglior blog sul vino da un concorso/sondaggio istituito da Corriere della Sera. E' un momento piacevole dove insieme agli "editor" di Intra si possono solitamente incontrare molti amici della rete e dove soprattutto si riesce a mettere qualcosina sotto ai denti che tra un assaggio e l'altro non fa mai male.

Ci sono poi le numerose fiere di vini satellite ma ho già scritto un poema.

C'è qualcosa di non detto?
Le vostre domande nei commenti riceveranno risposta :)
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