Pasti Imperiali: il crowdfunding per raccontare tutto il buono del Lazio per parole e immagini

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Pasti Imperiali: il crowdfunding per raccontare tutto il buono del Lazio per parole e immagini
Narrare l’indissolubile legame tra cibo, storia e territorio del Lazio (con qualche deroga nei territori limitrofi, ben giustificata dalla storia comune, come nel caso del Falerno e dell’antico Ager Falernus, oggi in provincia di Caserta) attraverso il racconto – testuale e fotografico – del lavoro di contadini, viticoltori e artigiani, fondamentale per far sì che non si perda un patrimonio fatto di sapori, tradizioni e conoscenze.

È questo l’obiettivo del progetto Pasti Imperiali, o Imperial Meals visto che una parte importante sarà rappresentata dalla versione inglese, per far conoscere la ricchezza enogastronomica regionale anche al di fuori dei confini italiani.

Gli artefici sono Manuel Cirulli, cui si deve l’idea di partenza, autore dei testi insieme a Natalie Aldern, scrittrice e blogger californiana che vive a Roma da alcuni anni raccontandone aspetti inediti e spesso golosi attraverso il blog An American in Rome oltre a collaborare con le Nazioni Unite sui temi di politica alimentare, e la fotografa Cristina di Paolo Antonio, che ha lavorato a lungo come  fotoreporter per Il Messaggero per poi dedicarsi soprattutto alle foto di scena per produzioni cinematografiche e teatrali.

L’idea è dunque quella di un viaggio tra siti archeologici e fattorie locali, attraverso volti, paesaggi, prodotti.

“Non è un libro di storia ma un libro di storie” sottolinea Cirulli, che viene da tutt’altro settore e ha lavorato e vissuto a lungo all’estero. Proprio per questo, racconta, ha iniziato ad apprezzare sempre di più la ricchezza storica e gastronomica della sua regione d’origine e a volerla conoscere meglio in prima persona per poi poterla raccontare anche agli altri, dalle giovani generazioni fino agli stranieri. “L’ho sentita quasi come una sorta di responsabilità sociale”, prosegue, “e ho deciso di mettermi in cerca  dei prodotti noti e meno noti per collegare storie e territori”. E per far ciò sono appunto fondamentali tanto la scrittura in inglese quanto la parte fotografica affidate alle altre due autrici, per mostrare luoghi e volti narrati.

Dal loro lavoro congiunto e con il sostegno di Slow Food Lazio – soprattutto attraverso la collaborazione e il supporto di Gabriella Cinelli, cuoca e docente esperta di storia della gastronomia che già 10 anni svolge una ricerca simile per quanto riguarda l’aspetto culinario, collezionando, realizzando e trasmettendo le ricette originali di piatti arcaici, dall’Antica Roma in poi -  nasce dunque “Pasti Imperiali-L’Eredità Enogastronomica dell’Antica Roma”, libro fotografico attualmente ancora work in progress.

Il lavoro di perlustrazione, raccolta di storie e immagini e stesura dei testi è infatti già iniziato ma soprattutto è partita la campagna di crowdfunding per finanziare il progetto stesso che richiede, naturalmente, tempo e denaro.

La struttura del libro, però, è già ben chiara: circa 170 pagine, 12 capitoli con testo in doppia lingua e fotografie dedicati ognuno a un produttore, che sia di vino, olio extravergine, formaggio o altro ancora. Storie diverse ma con un punto fondamentale in comune: “Tutti – scrive Manuel Cirulli sul testo di presentazione per il crowdfunding, con offerte tra i 5 e i 75 euro e con data stimata di chiusura a settembre 2018 – hanno fatto della storia e delle tradizione del proprio territorio il loro punto di forza; tutti, hanno lavorato con tenacia per dimostrare che innovazione e tradizione sono conciliabili; le loro sono storie di passione, impegno, e determinazione”.

Per esempio, è già pronto il capitolo dedicato a Sergio Mottura, vignaiolo che dal Piemonte si è trasferito tanti anni fa nel cuore della Tuscia, in provincia di Viterbo – tra le vigne a conduzione biologica situate in una piana tra Civita di Bagnoregio e l’antica città etrusca di Sermugnano, e la bellissima cantina nel suggestivo borgo di Civitella d’Agliano – per trarre il meglio dai vitigni locali fino ad allora poco valorizzati come il grechetto.

Cantina Sergio Mottura

Mottura ne ha studiato origini e tradizioni trovando tuttavia nuovi modi per renderlo al meglio in bottiglia, creando vini eleganti e unici come il suo famoso Latour a Civitella: realizzato con le uve selezionate dei cinque vigneti di Grechetto clone Poggio della Costa, viene fermentato in barriques di rovere francese acquistando un color dorato intenso e sentori insieme freschi e avvolgenti di frutta bianca, agrumi, burro fuso e nocciola.

E se è difficile renderne la complessità a parole, il racconto e le immagini di Pasti Imperiali riescono di certo a incuriosire e a far venir voglia di aprirne una bottiglia o andare a trovare Mottura tra le sue vigne e questi antichi borghi pieni di fascino.

Vigneti Sergio Mottura

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