Il Nero Buono alla prova del tempo

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Il Nero Buono alla prova del tempo
Una cantina cooperativa fortemente legata al territorio, Cincinnato da sempre ha creduto nel recupero e nella valorizzazione del patrimonio ampleografico della zona di Cori.

Coraggiosa e strategica la scelta di remunerare fino al 25% in più le uve di Nero Buono e Bellone, al fine di scongiurare l'abbandono di questi vitigni favore di altri più produttivi.

Nata nel 1947, la cantina cooperativa è cresciuta nel tempo fino ad arrivare a 255 soci conferitori, anche grazie ad una politica meritocratica sulla qualità delle uve, ed un sapiente processo di innovazione tecnologica, sia in cantina che in vigna, dove si punta alla lotta biologica integrata.

Siamo a ridosso dei Monti Lepini, su terreni vulcanici con buona presenza di calcare, ideali per il Nero Buono, che proprio in questo areale ha la sua massima espressione.

Vinificato in purezza fin dal 2002 Ercole, l'etichetta di punta di Cincinnato, si presenta in 11 annate (dalla 2004 alla 2014) nella suggestiva sede di Casale Stoza, recentemente restaurato dall'Azienda e trasformato in agriturismo.



 


2004
Si parte subito con una bella emozione, dopo 14 anni il vino è ancora lì, con il suo frutto, seppure le note terziarie la fanno da padrone. La chiusura del cerchio, tutto integrato e in equilibrio, forse anche troppo. Preso nella sua ultima espressione viva, probabilmente non ne avrà ancora per molto.

2005
Si cambia subito registro, complice l'annata sottile, abbiamo un vino molto più giovane; esile, fresco, con un tannino ancora evidente. Belle note speziate, tanta eleganza. Alla fine dei giochi per me il vincitore è lui. Il bicchiere non lo mortifica, anzi lo esalta.

2006
Sorprende sempre per la freschezza, noti più gentili anche floreali si aggiungono al frutto caratteristico. Nonostante gli anni trascorsi l'impatto dell'utilizzo del legno piccolo nuovo, come in tutte queste vecchie annate, è ancora evidente.

2007
Un vino che non sono riuscito a capire, per molti da podio, l'ho trovato invece statico, più vicino alla rotondità del 2004 che al dinamismo dei due precedenti.

2008
Torniamo su freschezze che sono più nelle mie corde, naso e bocca interessanti; lotta fino all'ultimo per il podio.

2009
L'impatto è simile al precedente, con il plus di una migliore gestione del legno, non più così invasivo come nei precedenti; si iniziano ad utilizzare legni vecchi, frutto e spezie ne traggono benificio.

2010
Si manifesta da subito come un gran bel bicchiere, (r)aggiunge una complessità che i precedenti non hanno. Sul podio, senza dubbio.

2011
L'annata calda non perdona, un agosto con zero precipitazioni si paga, e nel bicchiere ne risulta un vino marmellatoso. Ci sta, peccato però!

2012
Sottile, c'è meno materia; un vino già in equilibrio nonostante la giovane età.

2013
Di grande impatto, è giovane, tanta freschezza, un bellissimo frutto croccante; ottima gestione del legno, financo già integrato. Litiga col 2008 per l'ultimo gradino del podio; ha dalla sua più sprint, ma meno "esperienza".

2014
Giovanissimo, quasi un succo d'uva; grandi potenzialità, lo aspetto alla prova del tempo confidando in un grande risultato.


A conclusione dell'interessante verticale la presentazione in anteprima del nuovo Metodo Classico di Cincinnato, da uve Bellone in purezza. Prosit!

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