Chenin Blanc, Cape Spring 2014

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Chenin Blanc, Cape Spring 2014
Se desiderate farvi un'idea delle sensazioni e della potenzialità del noto vitigno angioino (emigrato nel nostro caso in terra sud africana) evitate di bere un Cape Spring (Western Cape). Sicuramente la fama del vitigno di Tourin non ha sempre vissuto anni di gloria, passando da definizioni come "uva da taglio" a definizioni peggiori come "uva per vini ordinari".

Nonostante ciò, parleremo in seguito di ottimi chenin blanc, soprattutto francesi e californiani, dimostrando ancora una volta come nello straordinario mondo del vino la qualità è figlia dell'abilità e del terroir.

Nel nostro caso mi sarei aspettato di essere investito da sensazioni olfattive fruttate intense, mela cotogna e limone, un pizzico di muschio e quella caratteristica nota di "fumo" che dovrebbe annunciare la migliore espressione dello chenin. In verità, tutto ciò lo si può rintracciare come una melodia di sottofondo. Tutto ovattato, tutto in background. Solo tenui accenni, ricordi... suggestioni. Il naso non vibra. In bocca l'acidità tipica dello chenin blanc si avverte in maniera forte, scomposta, indelicata e poco equilibrata nonostante l'importante tasso alcolico (12,5%) e soprattutto il residuo zuccherino. Rimane la consolazione di una media persistenza. Come si affermava spesso in passato, ho degustato un vino "ordinario".
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