Salone del mobile di Milano, se non siete curiosi, lasciate perdere

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Salone del mobile di Milano, se non siete curiosi, lasciate perdere
Inizio così, con una frase di Achille Castiglioni questo post per annunciare – udite, udite! - che sono arrivati i giorni del Salone del Mobile di Milano, croce e delizia della città meneghina.

Torna in grande spolvero anche il Salone Satellite (il mio preferito!) che accende i riflettori sul design emergente di Africa e Sud America, salone voluto fortissimamente da Marva Griffin, nostra signora del design, venezuelana – milanesissima – esaltatrice dell’artigianalità, dell’innovazione, dei giovani come risorsa (uguali, energetici allo stesso modo in tutto il mondo). Sono 36 gli studi e designer accuratamente selezionati che appariranno in un video messaggio sul senso di “identità e appartenenza” nell’ambito del design. Un immenso patrimonio culturale che non viene più vissuto nel luogo di nascita, ma si sposta, si contamina, si evolve. La tavola diventa il carattere di una casa intera, dalla seduta al colore della tovaglia (o la scelta di non usarla), dalla preparazione della tavola con pezzi spaiati, cercati in giro, alla scelta dell’imprescindibile (forse!) servizio classico di porcellana.

A proposito di evoluzione, nel topic a me caro – il cibo e lo spazio dove il cibo si esprime – quest’anno ha luogo anche il Salone Internazionale dei Mobili per cucina – dal 1974, a cadenza biennale - con FTK: acronimo di Technology For the Kitchen. Un palcoscenico privilegiato delle cucine di alta qualità con 48 espositori a comporre 22mila mq. di superficie espositiva a vocazione culinaria, ambiente che riafferma la sua centralità senza tagliere multifunzionalità, tecnologia, e facilità d’uso. A questo proposito, se tutto è di design, anche la proposta culinaria del Salone non resta indietro e i dolci rientrano nell’evento prendendo quasi tutto il campo. All’interno della cornice del Fuorisalone, avrà luogo la prima edizione di Dgusto, iniziativa della storica pasticceria milanese Martesana. L’idea: coinvolgere 20 designer internazionali e realizzare, con la loro supervisione creativa, dolci d’autore.

Nessuna indicazione se non quella di fare riferimento al mondo della pasticceria. Ci troviamo molto lontani dalle torte ricoperte di pasta di zucchero cesellate ad arte perché siamo assolutamente immersi nel mondo della ricerca a quattro mani, dove design e food design – quest’ultimo ad opera del pluripremiato maestro pasticcere di Martesana, Alessandro Comaschi - si incontrano.

Bellissime le “rolling stones” di Eliana Lorena che progetta superfici in grado di caratterizzare gli oggetti, gli ambienti, le architetture, mentre Hiroshi Ono realizza un salotto con cialde e wafer, rappresentativo dell’ambiente in cui si consuma il tè. Per giocare si possono usare i fiabeschi “tappeti volanti” pensati da Marta Laudani e le macchinine (il gioco è una cosa seria diceva Bruno Munari) non più in legno di ToBeUs di Matteo Ragni: entrambi hanno pensato al cioccolato come materia prima ça va sans dire. Diego Grandi disegna praline che sembrano gioielli (anzi, orecchini anni ’80!) mentre il palato amerebbe essere avvolto dai nastri di Ilaria Marelli. Menzione a parte la monumentale pralina di Brian Sironi, uno dei più talentuosi designer in circolazione, premiato con il Compasso D’oro del 2011.

Salone del Mobile di Milano, dal 17 al 22 aprile 2018
Tutte le info qui.


[foto in apertura: elledecor.it]
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