Wine for dummies #11: vino e mal di testa, mischiare i vini fa male?

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Wine for dummies #11: vino e mal di testa, mischiare i vini fa male?
Vino e mal di testa, mischiare i vini fa male?
Un altro articolo che spiega come uscirne! Non esattamente, un attimo. Dopo esserci occupati di calici, temperature, abbinamenti all'inglese, fiere (!) e molto altro è il momento di affrontare una convinzione radicata miei piccoli dummies, quella secondo la quale bere vini diversi (loro lo chiamano mischione) durante uno stesso pasto possa essere causa di mal di testa o altre gravissime ripercussioni, un po' come dire che mangiare cibi diversi durante uno stesso pasto possa far male, una sciocchezza all'evidenza dei fatti.

I sostenitori della teoria non hanno particolari basi scientifiche su cui basare il proprio assunto, normalmente è il genere di persone che non prova per partito preso e preferisce approcciarsi alla vita per postulati e timori ingiustificati. Spesso hanno regimi alimentari rigidissimi - salvo le consuete contraddizioni - grandissimi mangiatori di insalatone miste (ma lì va bene), la questione mischione del vino è per loro letale.

Tu magari hai versato il primo giro di bolle di aperitivo, ti sei allungato sul primo piatto a terminare la bottiglia - che già dovevi capirlo che non era serata se la bottiglia di bolle è ancora lì da terminare - ma in qualche modo te la sei cavata. Quando arriva il momento del cambio vino però li vedi, si irrigidiscono e ti guardano imballonati con aria tra lo smarrito e il terrorizzato: e adesso? Vorrai mica cambiare vino. No certo, abbiamo iniziato con questo, adesso lo beviamo fino alla fine dei giorni, dall'antipasto al dolce.

Ora, l'ho presa un po' larga ma dannazione, uscite da quel corpo!
Bere vini di tipo diverso ma soprattutto di colore diverso, salvo intolleranze specifiche e particolarissime - per esempio ho un amico che è allergico ai lieviti, magari patisce più i bianchi o i rifermentati in bottiglia rispetto ai rossi ma qui ci mancherebbe, siamo nella patologia - normalmente, dicevo, non ha alcuna conseguenza negativa sul vostro organismo, men che meno sul famigerato mal di testa da sbronza. Potete passare da un bianco a un rosso, da uno spumante a un vino fermo, da un vino secco a un vino dolce senza temere. Le conseguenze negative, quando ci sono, non sono dovute alla differente tipologia di vino, al passare da un vino con le bolle a uno senza, da un bianco a un rosso, da un rosso a un passito, il problema è quasi sempre e soltanto uno: l'eccesso di alcol.

Sicuramente bere vini meno "trattati" può aiutare ad avere un minore hangover la mattina seguente a una serata di eccessi ma non tanto per i solfiti quanto per una supposta - o veritiera, da provare da parte di ognuno - migliore digeribilità. Se c'è stato un eccesso di assunzione di alcol (non di cambi di tipo di vino) il cerchio alla testa è quasi assicurato.


Il mal di testa da vino, da cosa dipende?

La questione imperversa dalla notte dei tempi in rete e merita senz'altro un dummies dedicato, magari con l'appoggio di qualche pezza scientifica a corroborare quelle che altrimenti sono solo le mie chiacchiere da bar ma un piccolo cenno lo possiamo fare.

La maggior parte dei taliban del vino sostiene a spada tratta la teroria per la quale il mal di testa da vino, l'hangover dopo una serata di eccessi sia dovuto assolutamente ai troppi solfiti assunti attraverso i molti bicchieri di vino, quantità di solfiti, badate, che spesso sono di molto inferiori a quelli contenuti in un piccolo quantitativo di frutta secca o anche solo in patatine fritte o molte altre pietanze che ne contengono in grande quantità.

A mero titolo esemplificativo, solfiti sono contenuti in pane, biscotti, crackers, frutta secca, vino, birra (in minori casi), salumi, succhi di frutta, frutta disidratata, sciroppi, gelatina, spray utilizzati per mantenere “freschi” insalate e macedonie, frutta secca, patatine da forno, marmellate, prodotti ittici come pesce, crostacei, molluschi, e carni trasformate quali wurstel, insaccati, conserve sotto spirito, patate surgelate, purè pronti, conserve di pomodoro, caramelle, e merendine confezionate, ecc. Nei prodotti trasformati a base di carne possono arrivare anche 450 mg al kg.

Ora, secondo l'OMS il quantitativo massimo giornaliero è di 0,7 mg per chilogrammo di peso.
Se pesi 70 kg (ti piacerebbe) diciamo che dovresti stare sotto ai 50 mg ed è chiaro che anche se sei completamente astemio è molto difficile stare sotto questi quantitativi con la presenza massiva di solfiti in moltissimi alimenti diversi dal vino. Visto che non abbiamo mal di testa tutti i giorni o che lo abbiamo talvolta anche quando non beviamo vino, può avere più senso pensare che l'hangover da bevuta dipenda soprattutto dal processo di smaltimento dell'acol demandato al nostro fegato (il fegato usa l’enzima alcol-deidrogenasi e trasforma il 90-98% dell’alcol nel sangue in sostanze tollerate, il resto lo fanno fiato, sudore, urine e feci) piuttosto che all'azione dei solfiti sul nostro organismo.


Vini senza solfiti

Premesso che il vino senza solfiti non esiste poiché una piccola parte di solfiti è comunque naturalmente generata in fase di fermentazione ed è quindi più corretto parlare di vini senza solfiti aggiunti dall'uomo, secondo la legge possono omettere la dicitura "contiene solfiti" in etichetta, quei prodotti che contengono meno di 10 milligrammi di solfiti per litro. La normativa europea (Reg. CE No 606/2009) ha fissato come limite massimo ai solfiti presenti in un vino in 150 mg/l per i rossi e 200 mg/l per i bianchi (minori con il disciplinare biologico) che si elevano rispettivamente a 200 e 250 mg/l per i vini dolci, con deroghe specifiche per determinati tipi di vino e necessità determinate dall’andamento dell’annata in specifiche aree di produzione. L’uso dei solfiti è ammesso anche dalla nuova normativa sul vino biologico (Reg. CE 203/2012). In questo caso le quantità massime ammesse sono 100 mg/l per i rossi e di 150 mg/l per bianchi e rosati, con la possibilità di aumentare in tutti i casi di 30 mg/l se il vino ha più di 2 grammi di zucchero residuo.

Resta il fatto che nonostante l'attenzione che possiamo avere nello scegliere la tipologia di vino più naturale e con meno solfiti possibili la sostanza veramente tossica che ingeriamo è l'alcol.


Rimedi al mal di testa da vino

Il rimedio principe per prevenire ma anche per curare il mal di testa da eccessivo abuso di alcol è l'acqua. Il primo accorgimento in una serata impegnativa sul fronte alcolico o in una sessione di degustazioni serrata, è sicuramente quello di intervallare l'assunzione di vino con l'assunzione di acqua. Faccio outing, mi capita molto spesso di arrivare a fine cena con il bicchiere dell'acqua intonso, niente di peggio, la pago sempre il giorno dopo. Quando invece, ricordandomene, intervallo regolarmente con acqua gli effetti sono quasi sempre minimali, provare per credere.

Sempre l'acqua può essere assunta in dosi abbondanti prima di coricarsi, non dico un litro ma quasi di acqua può aiutare a compensare agilmente una forte bevuta e rendere molto più lieve per il fegato il lavoro che lo attenderà durante la notte e alle prime luci dell'alba, momento critico. Un altro metodo ottimo per combattere l'hangover prima che questo si manifesti è fare una lunga camminata dopo il pranzo o una qualche attività fisica che dia una mano ad espellere le tossine.

Fate all'amore miei piccoli dummies, niente di meglio per chiudere in bellezza una bella serata (anche se siete astemi, certo).
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