Sagrantino 2014, annata fortunata?

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Sagrantino 2014, annata fortunata?
Affrontare un'anteprima è sempre un compito impegnativo, ci si confronta con vini molto spesso ancora non pronti, con l'intento di capirne le potenzialità future, roba da sfera di cristallo.

Tutto ciò è ancora più vero quando si tratta di vini come il Montefalco Sagrantino DOCG, che necessita di lunghi tempi di affinamento prima di potersi esprimere in modo compiuto.
Il Sagrantino infatti è un vitigno dalla grossa carica polifenolica, che spesso rimane ostico non tanto per l'imponente struttura, quanto per la ruvida tannicità che contraddistingue i suoi vini, specialmente nei primi anni.

Nell'ambito della manifestazione Anteprima Sagrantino 2014, il Consorzio Tutela Vini Montefalco, unitamente ai classici banchi di assaggio, ha organizzato una degustazione alla cieca; un'ottima occasione per valutare i campioni scevri da condizionamenti di ogni tipo.

Ancora una volta ne escono premiati i vini dei soliti produttori che, con mano sapiente, interpretano il Montefalco Sagrantino in un'ottica di eleganza e bevibilità. Non mancano però alcune belle sorprese che speriamo si confermino nel tempo.

L'annata 2014 pur non essendo stata delle più semplici da gestire in vigna, con pioggia e temperature basse nel periodo estivo, ha sicuramente il merito di aver contribuito a dare ai vini meno struttura.
Peraltro, essendo il Sagrantino un vitigno a maturazione tardiva, le uve hanno potuto beneficiare del caldo di fine settembre ed ottobre giugendo comunque ad una buona maturazione.

Ne risultano in generale vini leggermente meno estratti e carichi, con un tannino più abbordabile.

Insomma per chi ha sempre avuto difficoltà ad approcciarsi al Sagrantino, la vendemmia 2014 potrebbe essere quella buona per avvicinarsi a questa tipologia; vini fondamentalmente succosi e già godibili, al netto di alcune interpretazioni ancora barocche, estrattive, che fortunatamente sono sempre meno nello stile dei produttori.

Questi quelli che sono risultati nelle mie corde, in rigoroso ordine di assaggio alla cieca:

Benedetti&Grigi
Ciliegia didattica, frutta rossa matura, buona acidità. Succoso

Tenuta Bellafonte - Collenottolo
Netta la nota di ciliegia, frutto non invasivo. Bevibilità e freschezza.

Romanelli
Una nota "medicinale" non mi convince, ma in bocca stuttura, sapidità e persistenza suggeriscono la stoffa del grande vino, forse una bottiglia sfortunata. Il successivo assaggio "scoperto" conferma l'ipotesi

Adanti
Naso "scuro", di quelli che piacciono a me. In bocca snello ed elegante ma deciso!

Perticaia
Fiori e frutta rossa croccante, cola. Il tutto su una struttura importante.

Le Cimate
Naso elegante tra fiori e frutta dolce, buona materia con un tannino ben evidente.

Di Filippo
Profilo olfattivo molto scuro, in bocca lineare, in perfetto equilibrio. Elegantissimo.

Tabarrini - Colle Grimaldesco
Ciliegia nettissima, succoso e persistente.
 
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