E' la Germania a guidare la crescita dell'export di vino nel primo trimestre 2018

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E' la Germania a guidare la crescita dell'export di vino nel primo trimestre 2018
Recentemente è uscito il numero di Wine by Numbers con i dati del commercio mondiale di vino nel primo trimestre 2018. Evito di fare un’analisi approfondita (e noiosa) dei dati perché credo sia rischioso trarre conclusioni troppo nette basandosi su quello che è successo in un trimestre e mi concentro invece a sottolineare gli aspetti più rilevanti/anomali/sorprendenti che varrà la pena osservare nel prosieguo dell’anno. Il numero del giornale con tutti i dati potete scaricarlo gratuitamente qui 

Oggi analizzerò solamente i dati a volume, perché quelli a valore sono espressi in US$ e quindi influenzati dall’andamento dei cambi del dollaro americano con le altre monete.


Commercio mondiale


Gli scambi commerciali di vino nel 1° trimestre 2018 hanno riguardato in totale 14.242.720 hl di cui:

- il 55% erano vini imbottigliati fermi+frizzanti,
- il 7% erano vini spumanti,
- il 38% erano vini sfusi

Rispetto al primo trimestre dell’anno precedente il commercio mondiale di vino a volume è cresciuto complessivamente del 3,2%, i vini imbottigliati fermi+frizzanti del 3,1%, gli spumanti del 5,5% e gli sfusi del 3%.

Da notare quindi che:

- malgrado la scarsa vendemmia del 2017 a livello mondiale, le scorte presenti nelle cantine permettono una crescita degli scambi commerciali.

- Questa crescita continua ad essere trainata dai vini spumanti.

- La crescita del commercio del vino sfuso è sostanzialmente equivalente a quella del vino in bottiglia, malgrado la bassa produzione del 2017 abbia provocato un aumento dei prezzi proporzionalmente molto più alto. Direi che è un segnale chiaro di come l’utilizzo del vino sfuso sia strutturale nel sistema del vino mondiale e non una tipologia “residuale”, legata solamente alla sua convenienza.


Importazioni


Le importazioni di vini imbottigliati fermi+frizzanti crescono principalmente in Asia: Cina +25,1%, Hong Kong +7,8%, Giappone +4,5% e Corea del Sud +22,9%.
Altre crescite significative in Russia, che continua il recupero dal crollo del 2015 e segna +5,2% e, per me sorprendentemente, in Germania con il +4,8%. Il Regno Unito segna -11,8% che secondo me deve preoccupare per gli effetti della Brexit.

Più rosea la situazione per i vini spumanti con tutti i principali paesi importatori in positivo, a parte Corea del Sud e, soprattutto, Regno Unito con -5,4%. La cosa più interessante nel caso degli spumanti è la crescita del 24,8% della Cina, un valore molto simile alla tendenza dei vini fermi in un mercato che fino ad oggi era poco interessato agli spumanti.


Esportazioni


Le esportazioni di vini imbottigliati fermi+frizzanti sono in calo o stabili per tutti i principali paesi produttori con l’eccezione della Germania, +5,2%, e della Nuova Zelanda, +6,9%.

Il primo mercato di destinazione del vino tedesco sono i Paesi Bassi, +15%, ma il dato più sorprendente è il +22,7% nel Regno Unito, secondo mercato a volume. La Germania è l’unico paese europeo che vede crescere le proprie esportazioni di vino in UK ed a livello mondiale solo l’Australia mostra una crescita altrettanto significativa su questo mercato. La crescita delle esportazioni neozelandesi è dovuta ad USA, Canada, Paesi Bassi e Danimarca. Calano invece tutti gli altri mercati.

Nelle esportazioni complessive di vini spumanti a volume tengono la Francia, +3,8%, e l’Italia, +2,8% (ma Prosecco +13,8%), mentre cala la Spagna, -2,1%. Nuovamente però anche qui la sorpresa è rappresentata dalla Germania, che in termini assoluti è il quarto paese esportatore con 64.300 hl, un decimo dell’Italia, ma che come tendenza segna +22,8%.


La domanda che pongono i dati del 1° trimestre del commercio mondiale quindi per me è: cosa sta succedendo in Germania?

Si tratta di una tendenza oppure questa crescita delle esportazioni è un fenomeno congiunturale di questo inizio anno? Purtroppo confronti non se ne possono fare perché le esportazioni tedesche fino al 2017 non venivano rilevate. Sarà interessante vedere se questa crescita continuerà anche nel secondo trimestre e, soprattutto, cercare di capire se è dovuta ad una crescita generalizzata di tutto il settore vinicolo tedesco oppure alle specifiche strategie di alcune grandi aziende.
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