Champagne mon amour: storia e motivi dietro il successo

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Champagne mon amour: storia e motivi dietro il successo
Champagne è una zona vinicola di raro fascino oltre che probabilmente il vino più famoso e riconoscibile al mondo. Champagne è un nome, o meglio, un brand che chiunque conosce, anche chi non nutre un interesse particolare verso il vino. Viene associato a concetti quali “celebrazione”, “momenti felici”, “lusso”, “ classe”, ecc. Imitato in tante regioni vinicole del mondo (spumanti metodo classico a base dei medesimi vitigni) i vini della Champagne rimangono comunque unici nel loro genere. Sarebbe esagerato e poco realistico dire che qualsiasi vino prodotto in Champagne è meglio di qualsiasi altro vino spumante prodotto altrove. É un dato di fatto però che i migliori esempi di Champagne rimangono ineguagliabili, con una combinazione di freschezza, eleganza, complessità e mineralità senza confronto. Cosa rende i vini della Champagne così speciali? Cercheremo di dare risposta nell’articolo che segue.


Posizione geografica

Uno dei fattori chiave per la qualità dei vini spumanti dello Champagne è sicuramente la posizione geografica della regione: la Champagne è una delle zone vitivinicole più settentrionali al mondo, in Europa solo l’Inghilterra rimane situata più a nord e i vini li sono simili stilisticamente. Si trova oltre il 49° parallelo (49,31º Rheims), le temperature medie annuali sono di 14,7 C, la quantità annuale di pioggia annuale è di circa 628 mm.

La posizione settentrionale della regione è un fattore determinante per il mantenimento dei livelli (per lo più alti) di acidità nelle uve, senza la quale i vini spumanti perderebbero fascino e freschezza. Un altro fattore molto importante sono i suoli gessosi e calcarei della Champagne che come un fungo assorbono la preziosa umidità e sui quali nascono uve ricche di azoto, fatto importante per lo svolgimento corretto della fermentazione.

Dal punto di vista commerciale è importante la posizione favorevole della regione: vicina a Parigi (meno di 150 km), vicina ad uno sbocco marino e situata all'incrocio di importanti vie commerciali via terra.


Storia antica

La storia vinicola della Champagne comincia con i romani che furono i primi a piantare vigneti nella zona. Un fatto curioso è che anche il nome stesso della regione viene dato dai romani: Champagne viene da Campania, secondo i romani le dolci colline ed il paesaggio ricordavano in parte quello partenopeo.


Il vino dei re

Nel 987 Hugo Capet viene coronato re di Francia alla cattedrale di Rheims. In occasione delle celebrazioni dell’incoronazione si bevvero solo vini locali che da questo momento in poi saranno avvolti da un’aureola regale ed elitaria. Nasce una tradizione destinata a durare- successivamente per circa otto secoli i re francesi saranno coronati alla cattedrale di Rheims consolidando lo statuto dello Champagne come “il vino dei re”.


Dom Perignon

Figura chiave nella storia dello Champagne è Dom Pierre Pérignon, monaco benedettino che abitava nella regione nel 17 secolo. All’epoca l’abbazia benedettina di cui faceva parte possedeva circa 10 ettari di vigna piantati principalmente con Pinot Noir, Chasselas, Pinot Blanc, Pinot Gris r Pinot Meunier. Lo Chardonnay che oggi è una delle varietà principali nella regione all’epoca era una rarità.

Gli Champagne del 17° secolo erano molto diversi da quelli di oggi: a base sopratutto di varietà a bacca rossa (Pinot Nero) vinificata in bianco (blanc de noir), avevano un colore rosa pallido tendente all’opaco. Il clima rigido e gli inverni freddi della regione facevano si che la fermentazione si fermasse, i vini rimanevano dolci e in primavera con l’aumento delle temperature ricominciavano a fermentare diventando leggermente frizzanti. Questa frizzantezza però all’epoca non era apprezzata e veniva vista come un difetto.

Un fatto divertente è che Dom Periginon, considerato il padre dello Champagne, in realtà trascorse gran parte della propria vita cercando di combattere con le tanto odiate bollicine nei vini! Suo è comunque il merito del perfezionamento della tecnica di vinificazione dello Champagne, un metodo che si usa anche oggi: la divisione del mosto in frazioni in base alla loro qualità. 

Di maggior qualità si riteneva il mosto fiore ottenuto per pressatura diretta (senza aggiunta di peso) e chiamato “vin de goutte”. Сon l’aumento dell’intensità di pressatura diminuiva la qualità della frazione, la quarta e la quinta frazione chiamate “vin de taille” e “vin de pressoir” avevano un colore più scuro e sapore più rude e non venivano usati.

Dom Perignon è famoso inoltre per aver intuito già all’epoca l’importanza delle rese contenute: minor quantità, ma con maggior qualità. Ci teneva che la vendemmia si svolgesse la mattina presto con il fresco e per il trasporto delle uve preferiva gli asini ai cavalli per via del loro temperamento più quieto. I principi introdotti da questo monaco ingegnoso e perfezionista sono tuttora alla base della produzione dei vins clairs.


Opera degli inglesi (a British Affair)

Un fatto curioso è che il primo Champagne spumante non fu opera degli francesi, ma.. dei mercanti inglesi! Nella seconda metà del 17° secolo i vini della Champagne stavano diventando sempre più popolari tra i gentlemen londinesi e venivano trasportati in botti di rovere per essere poi imbottigliati sul posto. Le vetrerie inglesi all’epoca erano più all’avanguardia rispetto a quelle francesi, usavano già il carbone mentre oltre la Manica si usava ancora il legno, gli inglesi erano quindi capaci di fare bottiglie migliori e più resistenti. I mercanti inglesi imbottigliavano in loco i vini della Champagne che rimanevano dolci per via degli inverni freddi, in primavera la fermentazione ripartiva dentro la bottiglia ed il risultato era.. Champagne, Ladies and Gentlemen!

Il primo Champagne spumante al mondo fu bevuto quindi a Londra.
Ai gentlemen inglesi piacquero così tanto le gioiose bollicine nel vino che si misero a studiarle. Nel 1662 lo scienziato inglese Cristopher Merret provò empiricamente che aggiungendo zucchero a qualsiasi vino prima dell’imbottigliamento si otterrebbe del vino spumante , diventando uno dei primi studiosi della rifermentazione in bottiglia. Lo Champagne spumante divenne rapidamente molto popolare a Londra, altre corti europee seguirono il loro esempio, inclusa la corte francese, la stessa che aveva definito fino a poco fa le bollicine nello Champagne “un difetto”.


Il diciottesimo secolo e la nascita delle prime maisons

Come maison più antica in Champagne viene considerata Ruinart, fondata nel 1729, il 18° secolo fu in generale un periodo di ascesa per lo Champagne che stava diventando sempre più popolare in Europa. In quest'epoca nascono maisons come Moët&Chandon, Louis Roederer, Piper-Heidsieck, Taittinger.

Oltre che per i vini le maisons dello Champagne divennero famose anche per la loro abilità commerciale. In tal senso è emblematico il caso di Charles-Henri Heidsieck che segui le truppe di Napoleone in Russia a cavallo carico di bottiglie di Champagne per il vincitore “chiunque esso sia”! Oppure quello della famosa battuta di Madame Cliquot quando durante l’occupazione i generali russi le svuotarono la cantina: “Oggi ce li prendono. Domani pagheranno per averli”. Le sue parole si rivelarono profetiche: i russi si innamorarono follemente dello Champagne- per oltre un secolo, fino alla Rivoluzione del 1917 saranno il secondo mercato al mondo.


(seguirà la parte seconda, Storia moderna dello Champagne) 
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#1 Commenti

  • Andrea Florida

    Andrea Florida

    "Sarebbe esagerato e poco realistico dire che qualsiasi vino prodotto in Champagne è meglio di qualsiasi altro vino spumante prodotto altrove". Ma quasi quasi... :-)

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    #1

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