Steras, eccellenza dell'Istria slovena tra passione e innovazione

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Steras, eccellenza dell'Istria slovena tra passione e innovazione
Lo scenario è quello dei filari collinari dell’Istria slovena (Slovenska Istra), da un lato il golfo di Trieste, dall’altro le Alpi Giulie.

I vini di questa zona hanno il carattere volitivo degli abitanti del luogo. Non fanno eccezioni quelli prodotti dalla cantina Steras, azienda a conduzione familiare trasformata in piccola realtà d’eccellenza da Tilen Praprotnik (il padre ha iniziato con la produzione di vino sfuso, da conferire anche ad aziende locali): 20 ettari che si estendono sulla collina di Šared, a sud di Izola, per una produzione che non supera le 20000 bottiglie. Qui le parole d’ordine sono: valorizzazione del territorio, basse rese, produzione biologica, in vigna solo rame, zolfo e olio di cannella, in cantina scarsissima (e in alcuni casi nulla) aggiunta di solforosa.

È così che nascono le tre linee di prodotti, una caratterizzata da vini più freschi e minerali, di pronta beva - etichetta bianca, tra cui Zlati Cvet, ovvero Fiore d’oro, un blend di dieci vitigni tutti rigorosamente autoctoni - e altre due - etichette marrone e nera - che regalano dei “gioielli” più intriganti e complessi: da brevi a prolungate macerazioni, maturazione da 12 mesi fino a due anni in barrique usate, rese più basse e affinamento più lungo in bottiglia. Inoltre tutti i vini della linea Kocinski, ovvero dell’etichetta nera, sono frutto di fermentazioni spontanee.
Ogni assaggio è degno di menzione ma soffermarsi su alcuni è d’obbligo, anche per comprendere il percorso di Tilen, sempre più stimolato da voglia di nuove sperimentazioni e ricerca qualitativa.

La Malvasia istriana 2017 etichetta Marrone - appena un giorno di macerazione sulle bucce e un anno in botti di sesto/settimo passaggio, a contatto con i lieviti - regala profumi di albicocca, frutta tropicale e miele ma anche di sottobosco e sentori vegetali.

Incredibile è l’assaggio del Pinot Gris 2016 etichetta marrone, prodotto in soli 600 esemplari, con rese bassissime, 600 grammi per ceppo; di un insolito colore rosso scarico; gli intensi profumi di ciliegia sotto spirito, spezie e tabacco fanno pensare a un vino liquoroso ma è all’assaggio che avviene la “magia”: 15,5 gradi di pura armonia; gusto corposo, fruttato e vellutato allo stesso tempo, da abbinare al cibo o semplicemente da “contemplare”, un vino unico, come unici sono i grappoli da cui nasce: pochi acini a bacca bianca circondati dalla quasi totalità a bacca nera.

E ancora, la Malvasia 2015 etichetta Nera, provata direttamente dalla botte perché i vini di questa linea maturano due anni in barrique usate, prima di ritornare per un altro anno in acciaio e affinarsi in bottiglia per sei mesi, un lungo percorso che non prevede alcuna aggiunta di solfiti. Essendo stato appena imbottigliato, non potremo goderne prima di marzo. Un meraviglioso orange – subisce una macerazione di sette giorni -: qui l’albicocca diventa matura e si alterna al profumo di spezie, resina, arancia candita ed erbe aromatiche, tra cui è palese la santoreggia.

Tra i rossi etichetta marrone va citato Sin Sonca - figlio del sole – un sorprendente blend di Refosco dell’Istria (da non confondere con il confinante “dal peduncolo rosso”), Cabernet Sauvignon e Zipro (così viene chiamato in Slovenia il moscato rosa), da cui spiccano noce moscata, fragola, erbe aromatiche: una perfetta armonia di acidità, riconducibile al Refosco, struttura e potenza dei tannini date dal Cabernet Sauvignon e aromaticità, tipica dello Zipro.

Il pluripremiato Refosco etichetta nera Kocinski è un cru di 3000 piante coltivate su un terreno altamente calcareo, che generano non più di 300 bottiglie. Il 2015 è un vino di grande struttura e complessità, fedele espressione di questo vitigno autoctono.

Ma i vini Steras sono anche esemplari “interpreti” di alcuni internazionali che in questa terra hanno trovato casa, uno fra tutti il Cabernet Sauvignon etichetta nera 2015, medaglia d’oro al CIDC 2018 (Concours International des Cabernets): 2 anni minimo in botte, profumi di ciliegia sotto spirito, nota balsamico, cioccolato, tabacco, cuoio: al primo impatto olfattivo si avverte una nota liquorosa ma poi, immediatamente dopo, viene fuori tutto il resto.

La tenacia ha premiato Tilen, prima ancora dei suoi vini, ma lui non è tipo da cullarsi sugli allori, forse è per questo che nel 2009, con lo sguardo rivolto alla Borgogna, decise di innestare qui, in terra Istriana, il più fragile e capriccioso – ma anche straordinario - dei vitigni, complice una vigna scoscesa nella zona più settentrionale della collina, che subisce oscillazioni termiche tra il giorno e la notte ma con un bosco a protezione dalla bora che impietuosa soffia da nord est: il Pinot nero etichetta marrone 2013 profuma di mora e lampone, è soffice e con tanto potenziale.
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