Champagne mon amour (seconda parte): lo Champagne oggi

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Champagne mon amour (seconda parte): lo Champagne oggi
Nella prima parte di questo articolo abbiamo parlato della storia della regione dello Champagne, oggi parleremo di ciò che è lo Champagne oggi e di come orientarsi tra i suoi vini.

Le tre varietà dominanti con le quali si producono Champagne sono:

Pinot Noir, si coltiva sopratutto nelle zone di Montagne de Reims e Côte des Bars, conferisce alla cuvée aroma di frutti rossi, maggior forza e corpo;

Chardonnay, si coltiva nella zona di Côte des Blanc, da finezza, note floreali e minerali;

Pinot Meunier, si coltiva nella zona di Vallée de la Marne, conferisce al vino un carattere più rotondo e fruttato.

In Champagne vengono coltivate anche altre varietà come Аrbane, Petit Meslier, Pinot Blanc ma sono molto limitate, coprono solo circa 1% dei vigneti.


Assemblaggio

Il clima imprevedibile e severo di questa regione settentrionale nel Nord della Francia ha determinato lo sviluppo dello Champagne come vino d'assemblaggio, assemblando vini non solo di vigneti, ma anche di annate diverse per poter garantire un prodotto di qualità anche nelle annate difficili. Ad eccezione della categoria dei millésimé, ottenuti da uve di una sola (qualitativa e speciale) annata, lo Champagne è normalmente un vino d'assemblaggio ottenuto da annate diverse.


Affinamento

L'affinamento sur lie in bottiglia (distese in orizzontale e spesso in cantine sotterranee scavate nelle morbide rocce gessose della zona) ha un grande impatto sul carattere dello Champagne. In generale, più lungo è l'affinamento, maggiore la complessità e la ricchezza del naso. L'affinamento sur lie dà origine ai cosiddetti aromi autolitici: di crosta di pane, pasticceria, lievito emblematici per questa tipologia. Per i non millesimati l'affinamento minimo è di 15 mesi, 36 invece per i millesimati. Le cuvée speciali spesso affinano sur lie per oltre 5 anni sviluppando notevole complessità e ricchezza.


Sboccatura e dosaggio

Fino a quando sta in contatto con i lieviti (fecce fini) lo Champagne praticamente non invecchia - o lo fa lentissimamente - e si può conservare per decenni. Il vero invecchiamento comincia con la sboccatura, operazione tramite cui i lieviti vengono espulsi dalla bottiglia. Dal momento che durante questa operazione si perde una piccola parte del vino è necessario ricolmare le bottiglie (dosaggio) prima di ritapparle. Il dosaggio si fa con lo stesso vino base oppure con la cosiddetta liqueur de dosage, una miscela unica per ogni produttore di vino. Il grado di dolcezza della liqueur de dosage influenza quella del prodotto finito in base al quale si distinguono varie tipologie di Champagne:

Pas dosé/ Brut Nature: 0-3 gr di zucchero residuo
Extra Brut: 0-6 gr
Brut: sotto 12 gr
Extra Dry: 12-17 gr
Dry: 17-32 gr
Demi Sec 32-50 gr
Doux: oltre 50 gr zucchero residuo


Negli ultimi anni sono sempre più di moda gli stili secchi (brut nature ed extra Brut), tradizionalmente lo Champagne era più dolce e su alcuni mercati ancora si preferisce così. Secondo gli estimatori dello Champagne secco questo stile permette meglio al terroir di emergere e di andare in primo piano. Il parallelo potrebbe andare al caffè: il gusto si sente meglio se non c'è zucchero o se ce n'è molto poco.


La denominazione Champagne

La Champagne si può dividere in 4 zone con caratteristiche pedoclimatiche distinte. Da nord a sud esse sono:

Montagne de Reims: attorno alla città di Reims e lungo i fiumi Arde e Vesle, si coltiva soprattutto Pinot Noir.

Vallée de la Marne, la zona dove nasce il miglior Pinot Meunier

Côte des Blancs, la zona compresa tra Epernay e Sesanne, dove la varietà dominante è lo Chardonnay

Côté de Bar, la zona più meridionale dello Champagne, dove si coltiva soprattutto Pinot Noir

Dai 324 cru di cui è composta la denominazione, 43 sono classificati come Premier Cru e solo 17 come Grand Cru (la tipologia di massima eccellenza).


Champagne du vigneron o du maison

Negli ultimi anni stanno diventando sempre più popolari i cosiddetti "Champagne du vigneron", fatti da piccoli produttori, dal carattere individuale e spesso ispirati a pratiche sostenibili. Riflettono l'unicità di un terroir e la filosofia vinicola del loro artefice, l'accento è sul territorio e la sua unicità. Gli Champagne delle grandi maison sono un tipo di prodotto ben diverso: possono essere a base di uve/vini provenienti da tutta la regione, l'accento è qui sull'arte dell'assemblaggio, fondamentale per plasmare il carattere di una determinata cuvée / maison.

C'è una bella frase sullo Champagne che dice che la sua produzione inizia dove finisce quella del vino. Indubbiamente il ruolo dell'uomo come artefice e creatore nello champagne è ancora più forte e centrale, più di qualsiasi altra tipologia di vino. E forse è (anche) per questo che esso non smette mai di sorprendere e affascinare, mai scontato e prevedibile, ma vivo, frizzante, sempre diverso e sempre sé stesso.

Semplicemente.. Champagne.
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