Nasce il panino democratico dall’anima partenopea

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Nasce il panino democratico dall’anima partenopea
Durante il talk organizzato dall’ “Istituto Valorizzazione Salumi Italiani” dal titolo “Il maiale e la sua identità culturale: dal Medioevo alla società contemporanea” (svoltosi al Museo Pignatelli domenica 28 ottobre nell’ambito della rassegna “Cibo a Regola d’Arte") Daniele Reponi (maestro di panini gourmet) e Luca Govoni (Docente di Storia della cucina e gastronomia ad ALMA) hanno presentato due “panini democratici”: uno dall’anima partenopea, con Salame Napoli, zucca e friarielli; l’altro con la mortadella, il pomodoro semi-secco ai capperi e il miele.

L’evento è stato organizzato dall’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani (IVSI), che dal 1985 opera con lo scopo di favorire la conoscenza dei salumi tipici e di diffondere una corretta informazione sui valori nutrizionali e sugli aspetti culturali, produttivi e gastronomici di questi prodotti.
“Il panino è ‘democratico’ per definizione – spiega Reponi – in quanto è un prodotto che tutti mangiamo, addirittura con le mani! Abbiamo utilizzato come ingredienti per le farciture dei due panini dei paradigmi della democraticità: la mortadella e il salame Napoli, tagliati in fette uguali per simboleggiare l’uguaglianza dei diritti”.

L’IVSI ha voluto così celebrare i salumi e la carne suina come cibi democratici per eccellenza. “Un tempo – spiega Govoni - i valori simbolici di ogni preparazione erano basati sostanzialmente sulla combinazione di utilità e scarsità. Quest’oggi la paura della privazione ha lasciato spazio a questioni di quantità e qualità, benanche sostenibilità, tipicità o località. In questa caotica torre di Babele gastronomica i prodotti si mescolano e si accostano secondo nuove regole che la stessa società ha fatto proprie solo con il beneficio del tempo. Così il detto medievale “del maiale non si butta via niente”, generato da ovvie necessità, pare più che mai attuale in virtù di quei nuovi principi che sorreggono – fortunatamente – i valori propri di una nuova società contemporanea”.
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