Tutti autentici, nessun sofisticato

inserito da
Tutti autentici, nessun sofisticato
La retorica è sempre quella consolidata e capace di generare unicamente contrasti del “noi che siamo bravi, buoni e onesti” contro “loro che sono kimici e kattivi”. Niente di nuovo, ci facciamo i conti da alcuni anni. In questo caso la discussione ruota intorno alla definizione di “vini autentici e non sofisticati” usata dagli organizzatori di Back to the Wine e a raccogliere la provocazione è stato Carlo Macchi su The Wine Surf.

Qui non entriamo nella questione della diatriba in sé, perché non sappiamo con quale significato una parola come sofisticato volesse essere usata. Certo è che nel settore alimentare il significato è incontrovertibile (il Nucelo Anti-sofisticazione non persegue l’eccesso di eleganza). Cerchiamo quindi di fare chiarezza sul senso delle parole, perché si capisca meglio il motivo per cui a dare del sofisticato a un vino il suo produttore si possa offendere, e che sia chiaro a tutti che non gli stiamo dicendo che il suo prodotto si atteggia in modo affettato come una sophisticated lady o come un dandy di Pitti Uomo, ma che è un disonesto e un poco di buono. E anche che a usare le parole un po’ a casaccio come la giornalista di Palombella Rossa prima o poi si trova un Nanni Moretti che mette i puntini sulle i. Le parole sono importanti.


La professione più antica del mondo (una delle..)


Le frodi sono attività criminali che risalgono ai tempi dei tempi, il truffatore probabilmente si contende con la meretrice il primato per la professione più antica, a sottolineare che fino dalle sue origini l’uomo non si è distinto per eccellere in attività edificanti. Anche le frodi alimentari non sono assolutamente un prodotto dei tempi moderni e anzi, potrebbe anche essere che nel tempo i metodi illeciti si siano andati affinando, ma la lotta alle sofisticazioni e i metodi per sventare le truffe si è evoluta probabilmente anche di più (anche questa è antichissima del resto).

Se ci sembra che oggi i casi siano aumentati quindi, pensiamo che ad essere aumentati in realtà sono quelli perseguiti e dei quali si viene a conoscenza. Quando leggo di un successo investigativo del Nucleo Antisofisticazione (i NAS) o dell’Ispettorato per la Repressione Frodi la mia reazione non è “ma in che mondo viviamo, i produttori sono tutti disonesti!” ma “evviva, un'altra mela marcia che danneggia la reputazione dei tanti produttori onesti è finita nella rete!”. Il sistema di controlli sugli alimenti a difesa del consumatore è sempre più stretto e si articola su organi di vigilanza, controllo e analisi, a livello italiano ed europeo.

Qui ad esempio trovate una breve descrizione dell’attività di coordinamento della lotta alle contraffazioni del vino del JRC il Joint Research Center europeo. Le tecniche utilizzate sono la cromatografia e la risonanza magnetico nucleare (RMN) che nel video si definiscono estremamente ….sofisticate (linguaggi e significati diversi da molto positivi a molto negativi per una stessa parola). E se la cosa vi affascina il Centro Europeo per le Frodi e la Qualità alimentare pubblica mensilmente un bollettino di rassegna stampa su frodi e contraffazioni alimentari.


Frodi, sofisticazioni, adulterazioni e altri inganni vari

Una frode è un comportamento ingannevole finalizzato al raggiungimento di un profitto illecito ai danni di qualcuno. Quando si parla di frodi alimentari questo qualcuno è il consumatore, che viene ingannato sulla salubrità, l’origine, la genuinità, la composizione o anche la natura stessa di un alimento e i danni che ne conseguono sono diversi, dall’avvelenamento in giù. Parlando di frode alimentare si distingue tra la frode sanitaria e la frode in commercio. Nel primo caso, detto anche frode tossica (e si capisce chiaramente di cosa si parla), è la salute del consumatore a essere messa in pericolo. Sono le frodi per cui scattano i meccanismi di allerta e ritiro degli alimenti. Il vino al metanolo in Italia e il latte alla melamina in Cina sono due esempi che rendono bene il senso.

Nel caso delle frodi commerciali il danno è a carico delle tasche del consumatore e non necessariamente i prodotti possono arrecare danno alla sua salute (non sempre ma a volte sì, perché sempre il vino al metanolo era anche una frode in commercio, nella fattispecie un’adulterazione).
Un’ulteriore classificazione distingue le frodi alimentari in sofisticazioni, adulterazioni, alterazioni e contraffazioni. Una sofisticazione è la modificazione volontaria della composizione naturale di un alimento con aggiunta di sostanze estranee e non consentite dalla legge o con la sostituzione di alcuni elementi con altri di qualità inferiore. Lo scopo è di migliorare l’aspetto o coprire i difetti del prodotto. Un esempio potrebbe essere l’aggiunta di coloranti o di aromi.

Quando si parla di adulterazione invece la modifica per aggiunte o sottrazioni illegali e non dichiarate ha lo scopo di ottenere un tornaconto economico. L’annacquamento è un’adulterazione, ma anche l’aggiunta di saccarosio e di invertasi lo è.

Un alimento è invece alterato quando alla sua messa in commercio presenta degenerazioni di tipo diverso per sviluppo di microorganismi o per altre cause, derivanti da cattiva o eccessiva conservazione. Un vino acescente è un alimento alterato.

Una contraffazione infine è un’azione fraudolenta attuata con lo scopo di far sembrare un prodotto per quello che non è, sostituendolo o creandolo ex novo. Un prodotto contraffatto in pratica è un falso e in questo caso ricadono tutte le frodi di vini da tavola venduti come vini a denominazione di origine.
In sintesi nessun vino deve essere fino a prova contraria nè contraffatto, né sofisticato, né adulterato, né ancora alterato.


“Autentico e non sofisticato” embè?

Sia esso biologico, naturale, convenzionale, biodinamico, biostatico, terrapiattista o pastafariano, dire di un vino che è “autentico e non sofisticato” equivale a usare “tutto il nostro personale è assicurato” come chiave di vendita di un’impresa edile o “facciamo scontrini per ogni caffè che esce dal nostro bar” per il Bar Mario. La reazione non può essere che “e grazie tante” e poiché nessuno è disonesto fino a prova contraria, sbandierare al mondo di essere onesti come se questo rappresentasse un’eccezione non aggiunge niente, assolutamente niente al nostro prodotto o al nostro racconto.

E poiché la sofisticazione è un’attività illecita, la probabilità che ci siano vini sofisticati tra quelli che partecipano a una fiera sarà presumibilmente la stessa tra produttori biologici, naturali, convenzionali, biodinamici, terrapiattisti, pastafariani o biostatici, semplicemente nessuno lo saprà fino all’arrivo dei NAS. O qualcuno pensa che basti un’autocertificazione?


Credits: l'infografica è dell'European Knowledge Center for Food and Fraud Quality
https://ec.europa.eu/jrc/en/food-fraud-and-quality
  • condividi su Facebook
  • 538
  • 0
  • 2

#0 Commenti

inserisci un commento