assistenza whatsapp: +39 347 211 9450

Se passate da Mestre fermatevi a mangiare all'Osteria Plip, così potete anche fare la spesa al Me.Me. (oppure andateci apposta)

inserito da
Se passate da Mestre fermatevi a mangiare all'Osteria Plip, così potete anche fare la spesa al Me.Me. (oppure andateci apposta)
“Mestre, città senza finestre” diceva un poeta (veneziano) amico mio.

Immagino intendesse così descrivere la natura di non luogo che questa località dell’entroterra veneziano cresciuta confusamente nel secondo dopoguerra fino ai 180.000 abitanti attuali, divisa tra l’anima veneziana, nobile per definizione anche nelle classi popolari, e quella contadina a seconda dell’origine di chi ci si trasferiva per abitarvi. Forse anche per questo dal punto di vista della ristorazione Mestre è una specie di deserto in cui le oasi si contano sulle dita di una mano.

Tra queste dal 2012 c’è l’Osteria Plip, che lo scorso novembre ha integrato alla propria proposta il Mercato Metropolitano, un punto vendita per dare alle persone la possibilità di trovare i prodotti alimentari che non si trovano nella distribuzione tradizionale, sfruttando gli spazi disponibili nell’ex Centrale del Latte PLIP (non aspettatevi un edificio storico, perché a Mestre anche l’archeologia industriale è … nuova).


L’osteria Plip


L’Osteria Plip si è affermata con una proposta basata sulla qualità degli ingredienti, l’originalità semplicità delle ricette e l’informalità dell’ambiente. Secondo il pensiero di David Marchiori, lo Chef, o per meglio dire l’Oste, alla guida del progetto, una delle cose che caratterizza un’osteria è rapporto stretto con i prodotti utilizzati in cucina. Rapporto che comincia con la conoscenza diretta dei fornitori e prosegue con un’impostazione “operaia” della cucina, nel senso la l’Osteria Plip produce tutto quello che gli serve: dal pane al ketchup, dalle confetture alla lavorazione dei tagli di macelleria.

Logica conseguenza di questa cura per gli ingredienti è un menù fatto di ricette semplici nella loro costruzione, che evitano particolari elaborazioni e alterazioni (soffritti, fondi bruni, azoto liquido, ecc…), ma puntano alla chiara riconoscibilità di quello che c’è nel piatto, sia dal punto di vista visivo che gustativo.

Semplice però non significa banale, nella consapevolezza che oggi il piacere di “mangiar fuori” è fatto anche di curiosità, sorpresa e divertimento rispetto alla cucina casalinga. Ecco quindi le fette di prosciutto crudo presentate appese su fili d’acciaio come fossero panni stesi ad asciugare che strappano un sorriso prima ancora di mangiarle.

Credo che riportare alcuni dei piatti del menù attuale (rinnovato seguendo le stagioni) spieghi l’approccio dell’Osteria Plip meglio di tanti giri di parole:

- Felafel di zucca con maionese speziata di soia.
- Selezione di formaggi Guffanti accompagnata da miele di barena (n.d.a.le barene sono le strisce di terre affioranti della laguna di Venezia).
- Musetto con spugna di polenta e salsa al wasabi
- Alici marinate al lime con radicchio in saor.
- Gnocchi col castrà (tipico piatto veneziano).
- Tagliatelle al ragù di coniglio, timo e liquerizia.
- Filetto di spada con verza caramellata e crumble di olive nere.
- Finto tofu di cavolfiore con broccoletti e salsa di origano fresco.

Un’ultima menzione va al menù dei 6 burger dove trovano spazio, ad esempio, cavolo nero, tartufo estivo, pesce spada, zucca e carciofi fritti (no, NON tutti nello stesso burger). Un altro modo di essere osteria accontentando le esigenze di tempo, spesa ed età di tutti gli avventori (purtroppo i ristoranti tendono ad essere sempre più “respingenti” per bambini e adolescenti).

Il livello qualitativo è ovviamente lo stesso degli altri piatti, sia come selezione e produzione degli ingredienti ed i burgers sono cotti al forno, con l’eccezione ovviamente della “svizzera”, il termine veneziano per indicare la bistecca di carne macinata.


Il Mercato Metropolitano Me.Me.


Il Mercato Metropolitano è gestito dalla stessa cooperativa sociale che gestisce anche l’Osteria ed in un certo senso ne completa il discorso sul cibo (e vino), declinandolo nel negozio di alimentari. I criteri nelle scelte assortimentali sono i medesimi: selezione di prodotti di qualità, stabilendo un rapporto diretto con i produttori, per offrire prodotti che altrove non ci sono (o sono difficili da trovare).

La questione di cosa sia di qualità è risolta adottando il punto di vista soggettivo, ossia che i prodotti sono di qualità se piacciono a chi gestisce il negozio. Quindi i prodotti biologici che trovate non sono stati scelti in quanto biologici, ma in quanto buoni.
I fornitori sono in grandissima parte locali ed in diversi casi sono gli stessi dell’Osteria.

Il Mercato Metropolitano è un posto dove è facile fare la spesa perché si trovano tutte le merceologie che servono per fare la spesa alimentare di una famiglia, però con un numero limitato di referenze per merceologia. La selezione fatta a monte dal “negoziante” rende superfluo proporre un’ampiezza di scelta e semplifica gli acquisti. Non 4 prosciutti crudo diversi al taglio, ma solo uno, buono.

Per certi versi è il concetto del negozio di alimentari di una volta. Sarà per questo che buona parte dei clienti di questo punto vendita un po’ hipster e sicuramente "alternativo" per i prodotti che propone, è costituito dalle signore del quartiere.


I vini


L’Osteria Plip ha in carta circa 150 vini tra spumanti, bianchi, rossi e dolci.
E’ una carta quindi facilmente “navigabile”, ma sufficientemente varia da non annoiare i clienti abituali. L'altra cosa bella è che la carta dei vini si trova insieme al menù, così tutti i commensali possono guardarla evitando la “cerimonia”, sempre un po’ imbarazzante, della consegna della carta dei vini all’esperto di turno.

Anche in questo caso la scelta di chi mettere in carta è fatta sulla base di cosa piace a chi sta in sala ed in cucina, della conoscenza diretta dei produttori e con la volontà di proporre delle cose diverse da quello che si può trovare normalmente ancora più chiara.

Il risultato è una carta costituita principalmente da piccoli viticoltori, sia locali che da altre regioni italiane ed un pizzico di Francia. Molti i vini biologici, senza solfiti, naturali e biodinamici, presenti però, nuovamente, non in quanto tali ma in quanto buoni.

C’è anche la carta delle birre (circa un centinaio), ma non chiedetemi niente perché non bevendole non mi permetto di parlarne.


Ma quanto si spende?


Per un pasto completo antipasto-primo-secondo-contorno-e-dolce (che oramai non fa quasi più nessuno) mettete in conto di spendere tra 40 e 50 euro + il vino.

Per un burger dai 13 ai 18 euro (se arrivate al tartufo).

I ricarichi di vini in carta all’Osteria Plip sono bassi e si pagano come in enoteca per la precisa scelta di dare la possibilità ai clienti di godersi le bottiglie senza troppe preoccupazioni.

Al Mercato Metropolitano il rapporto diretto con i fornitori permette di vendere a prezzi assolutamente interessanti: continuo con l’esempio del prosciutto crudo (mio primo amore) venduto al banco taglio a 25,50 euro al kg, le gioie della disintermediazione commerciale.

L’Osteria Plip ed il Mercato Metropolitano li trovate in Via S. Donà 195 a Mestre e qui avete un po' di foto che vi danno un'idea di come sono.


P.S. C’è un’ultima cosa da dire dell’Osteria Plip e del Mercato Metropolitano, ma la dico qui perché è importante ma non essenziale ed è il progetto di inclusione sociale che viene realizzato all’interno di questo progetto imprenditoriale. Delle 29 persone che ci lavorano dentro, 7 appartengono a “categorie svantaggiate” (disabili psichici e richiedenti asilo).

Inclusione sociale che non significa carità (peraltro la più grande tra le virtù teologali), ma reale inserimento lavorativo in cui ognuno ha le proprie mansioni, commisurate alle sue conoscenza e possibilità, di cui è responsabile.

Perché chi va a mangiare all’Osteria Plip o fa la spesa al Mercato Metropolitano deve farlo per la bontà della proposta ed fine anno bisogna fare il bilancio, come tutti. Alla Cooperativa “Il Me.Sto.Lo” però chi tiene, e bene, i conti ha anche una laurea in antropologia.

  • condividi su Facebook
  • 1058
  • 0
  • 6

#0 Commenti

inserisci un commento