5 anni di social commerce (e non sentirli)

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5 anni di social commerce (e non sentirli)
Mi ricordo i bei tempi di quando Messer Filippo Ronco organizzava a Genova una spumeggiante manifestazione dall’evocativo nome TerroirVino. Eravamo belli, giovani e forti: voi avevate ancora quasi tutti i capelli, ed io potevo ancora permettermi di indossare vestitini verde smeraldo relativamente corti e parecchio attillati.

A quei tempi – che è vero che sono passati solo 5 anni, ma dal punto di vista del mercato del vino, dei vostri capelli e dei miei vestitini sembrano una ventina - le piattaforme di ecommerce in Italia erano soltanto un’idea ardita o, nella migliore delle ipotesi, semplici embrioni di organismi informatici non ancora ben delineati. Con Filippo trascorrevamo giorni e consumavamo polpastrelli su Whatsapp discutendo di come implementare Vinix con un sistema di vendita online diverso dalle strutture già esistenti, un sistema che fosse a metà strada tra un negozio virtuale e una vera, grande social community di eno-appassionati. Nacque così Vinix Grassroot Market (o Vinix Social Commerce) ed io fui tra le prime aziende a parteciparvi, nonché una dei pochi pionieri che hanno continuato a farne parte.

Sempre sfogliando il taccuino dei ricordi, l’altro giorno ho tirato fuori da una directory dimenticata la presentazione che feci a TerroirVino 2013, che se volete potete sfogliarvela qui https://www.cantinebarbera.it/it/blog-marilena-barbera/250-let-s-go-social.html (parentesi: fra l’altro, ecco a cosa serve un blog: a ritrovare cose che non sapevi di aver conservato).

Il succo della presentazione, per ciò che riguarda questo post, era questo: nel 2013 l’incidenza delle mie vendite online sul fatturato complessivo Italia era del 26%, il che – date le condizioni embrionali del canale non tradizionale – sembrava effettivamente una enormità.
In realtà, ciò che è veramente enorme, è quello che è successo dopo.

Dopo 5 anni il commercio elettronico costituisce per me il principale canale di distribuzione in Italia: le vendite realizzate su Vinix costituiscono nel 2018 il 25% del fatturato nazionale, che si aggiungono ad un ulteriore 15% di fatturato realizzato sui canali telematici più consolidati: email e social network tradizionali (Facebook e Instagram soprattutto). Il 40%: questa sì che è una enormità. Tutto questo, senza diminuire di una virgola, anzi contribuendo a consolidare, il posizionamento della mia azienda sul mercato italiano, che infatti in parallelo è cresciuto anche lui, anche se in modo meno esplosivo. Ma entriamo nel dettaglio.


Quali vini acquistano gli italiani online?


Di certo i vini da vitigni autoctoni, che rappresentano il 77% dei prodotti acquistati in cordata. La parte del leone la fa il Grillo, seguito a ruota dall’Inzolia, sia nella versione classica (Dietro le Case) che più easy (Tivitti). Ottimamente piazzato anche il Nero d’Avola.

Per quanto riguarda le fasce di prezzo non mancano le sorprese, perché da un ecommerce ci si aspetterebbe una maggiore propensione verso i prodotti che costano meno, vero?
E invece no :)

Le vendite maggiori si concentrano nella fascia intermedia, che va da 10 a 18 euro, dove si realizza il 53% del fatturato, mentre i vini sotto i 10 euro pesano solo per il 29%. Questa è una tendenza che si è consolidata nel tempo, con i vini da 15 a 18 euro addirittura più richiesti nel 2018 di quelli del segmento 10-15.

Andamento vendite per fasce di prezzo


 


E veniamo, infine, alla distribuzione territoriale delle vendite.

Dopo un paio d’anni in cui il Centro Italia ha combattuto strenuamente per il primato, oggi Vinix è solido principalmente al Nord, almeno dal mio personale punto di vista. Maggiore dinamismo dei gruppi di acquisto, maggior frequenza delle cordate e ordini unitari più consistenti sono gli aspetti che mi sento di sottolineare. Questa maggiore propensione del Nord ad acquistare online è confermata da studi specifici sull’impatto delle vendite online in Italia (https://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2017-09-08/la-mappa-consumi-e-acquisti-online-italia-sondrio-e-milano-top-165554.shtml), anche se i dati nazionali non sono così sbilanciati.
  

Distribuzione territoriale delle vendite
 


Che dirvi di più?
Nulla se non grazie, e Buon Natale. 

Grazie a Filippo perché Vinix è un posto bellissimo dove stare, dove incontrare belle persone, dove la mia azienda sta consolidando la propria reputazione ogni giorno che passa, ed è una reputazione che spendo anche fuori da qui.
Grazie agli amici produttori che stanno su #vgm nonostante alcune (a volte parecchie) pressioni dissuasive dei canali più tradizionali, e che rendono il catalogo attrattivo, completo e di eccellente qualità: la nostra forza sta nel gruppo, e sono felice di farne parte insieme a voi.
E grazie a voi tutti, amici vinixiani! Grazie ai capicordata, che si smazzano un lavoro immane per farvi arrivare i nostri vini con la massima semplicità e comodità possibile: senza di loro tutto questo non ci sarebbe, lo sapete bene. Grazie a tutti voi che ogni giorno scegliete di bere il vino di noi piccoli produttori, perché ci permettete di fare il lavoro che amiamo. 

Buon Natale a tutti voi, col cuore.
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