assistenza whatsapp: +39 347 211 9450

Orange Wine al Castello di Agazzano

inserito da
Orange Wine al Castello di Agazzano
Decido di recarmi ad Agazzano per la prima edizione di Orange Wine, un evento promosso da Sorgente del Vino.

Perforando la "scighera" mattutina che mi avvolge per una cinquantina di chilometri, arrivo al Castello di Agazzano, nel piacentino, suggestiva location di questo evento.
Rocca e Castello sono il caposaldo del borgo più importante della vallata, antica proprietà (secolo XIII) degli Scotti, che ancora oggi, con la principessa Luisa Gonzaga Anguissola Scotti, ne detengono il dominio. Il castello, riadattato alla fine del Settecento in dimora nobiliare, è arredato con mobili d'epoca e custodisce al suo interno eleganti decorazioni pittoriche e preziosi affreschi.

Nel dedalo di stanze sono sistemati i banchi degustazione dei circa 50 vignaioli che hanno deciso di riscoprire e riproporre questa tecnica di vinificazione la cui origine si perde nella notte dei tempi quando gli antichi Romani lasciavano il vino nelle anfore di terracotta o quando i contadini, senza le più elementari informazioni enologiche, si arrangiavano come potevano.

Il successo di questi vini è anche merito dei contadini georgiani che, lasciando macerare le uve con le bucce all’interno delle anfore di terracotta, hanno migliorato la qualità dei loro prodotti decretandone il successo. Friuli, Slovenia, Croazia sono i territori vocati, ma ormai questi vini vengono prodotti in tutta Italia. Pionieri e maestri indiscussi della filosofia dei vini orange sono Walter De Battè, Josko Gravner, il compianto Stanko Radikon e i suoi eredi.

Per vino orange si intende un vino prodotto da uve bianche attraverso un periodo di macerazione più o meno prolungato sulle bucce, a seconda della scelta del produttore. La fermentazione avviene senza aggiunta di lieviti, nessun controllo della temperatura, nessuna filtrazione e chiarifica. Tutto questo conferisce al vino colori, profumi e sapori del tutto particolari e differenti dai vini che beviamo o che acquistiamo quotidianamente.

Non sono vini “facili”, non sono per tutti i palati, ma, se fatti a regola d'arte, possono emozionare molto.

I migliori assaggi: Fausto de Andreis (Rocche del Gatto); le sue strepitose verticali di vermentino, spigau crociata e pigato mi catapultano in Alsazia, Antonio Giglioli (Azienda Agricola Il Casale) con i suoi trebbiano, Paola Riccio (Ale.p.a.) con lo Scamazzato ’10 bianco (igt terre del Volturno), Privo l’eretico e Riccio Bianco (da uve pallagrello 100%); e ancora Barbara Pulliero (Azienda Agricola Filarole) con il suo “Fatto coi Piedi" un blend di malvasia aromatica di Candia 40%, ortrugo 40%, altre varietà 20% di uve bianche e Grawu dal connubio dei cognomi di Leila Grasselli e Dominic Wurth, al loro banco ho apprezzato il pinot grigio e lo chardonnay.

Mi auguro che Orange Wine non sia un evento isolato. Nonostante sia stato collocato dopo Fivi e la Terra Trema, le sale brulicavano di persone interessate, l'atmosfera informale e la disponibilità dei vignaioli mi ha permesso di capire questa "nuova" filosofia di creare, in alcuni casi, dei capolavori.
  • condividi su Facebook
  • 726
  • 0
  • 1

#0 Commenti

inserisci un commento