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Una giornata a Cagliari

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Una giornata a Cagliari
Il fascino del quartiere Castello, con lo scenografico Bastione di Saint Remy – con la scalinata monumentale, adesso chiusa per lavori, che collega la parte alta della città al quartiere della Marina, vicino al porto –, le torri pisane di San Pancrazio e dell'Elefante, il duomo con la sua cripta e cittadella dei musei, tra cui l’interessante Museo Archeologico che racconta il lungo e a tratti ancora misterioso passato dell’isola, dall’età pre-nuragica in poi. I palazzetti e le stradine di Villanova, quartiere in tempo popolare – qui abitavano i contadini campidanesi trasferitisi in città in cerca di lavoro – e oggi pittoresco e dall’atmosfera rilassata nonostante la posizione centralissima.

E poi, la bianca spiaggia del Poetto che – lambita da un mare cristallino – si estende per quattro chilometri dal promontorio della Sella del Diavolo fino al litorale di Quartu Sant'Elena, e rappresenta la destinazione preferita dai Cagliaritani per la corsa o le passeggiate, per una pausa pranzo vista mare o per una partita di beach volley anche in pieno inverno.

Il capoluogo sardo è una città incantevole e con una qualità della vita altissima; almeno così pare a chi arriva qui dal caos di una capitale sempre la cui bellezza eterna è sempre più offuscata dalle brutture contemporanee e, ad avvalorare la tesi (e il desiderio di trasferirsi qui, magari in una delle case colorate e decorate da piante e fiori di Villanova) , non mancano nemmeno dei validi indirizzi gastronomici. Ecco una selezione dei miei preferiti – in attesa di scoprirne degli altri nelle prossime visite – spalmati lungo i diversi momenti di una giornata-tipo cagliaritana.


La colazione
Per l’irrinunciabile rito del mattino – anche se, scegliendo di dormire al raffinato B&B Arcipelago41  nel cuore della Marina o nel grazioso Bluemoon Sardinia a due passi dal Mercato di San Benedetto, la proposta è ricca e golosa e non c’è bisogno di andar fuori – sono due gli indirizzi da tenere a mente, anzi tre. PBread Natural Bakery – un po’ defilato all’estremità del porto, al Molo Ichnusa, ma raggiungibile comodamente a piedi dalla Marina – è il progetto dedicato alla lievitazione di Stefano Pibi, ex ingegnere e dirigente che ha scelto di dedicarsi alla sua passione. Nel grande laboratorio sul retro si sfornano pani di varie fogge con farine locali, fragranti pizze in teglia o tonde (per la sera), grandi lievitati e deliziosi croissant alla francese (volendo anche da farcire al momento), pain au chocolat e molto altro. Oltre ai tavoli e agli scaffali con i prodotti in vendita lo spazio, molto ampio, ospita anche laboratori e corsi di panificazione e piccoli eventi.

Decisamente più intimo e molto grazioso, Dulcis è un caffè pasticceria letteralmente a due passi da Arcipelago41. Ci si può venire per colazione o merenda a base di caffè e fette di torta – e volendo anche per pranzo, c’è una piccola offerta salata – o per fare scorte di amaretti, pardulas (le più buone mai assaggiate, con il cuore di ricotta e zafferano), papassinas e altre specialità dolciarie sarde, tutte fatte a mano secondo tradizione.

Dalle parti del Mercato di San Benedetto – prossima tappa – ci si può fermare invece allo storico bar pasticceria La Piemontese per un buon caffè e un godurioso cannoncino alla crema, fermandosi anche ad ammirare le creazioni in cioccolato del pasticcere Gianluca Aresu, il figlio del fondatore Giuseppe.


Il Mercato


Con i suoi 8.000 mq di esposizione suddivisi su due piani – sotto il pesce fresco e il pane, sopra carne, formaggi, salumi, frutta e verdura e molto altro – dal 1957 il Mercato Civico di San Benedetto accoglie massaie, chef, cuochi casalinghi e turisti curiosi con un ampio repertorio del meglio della produzione agroalimentare dell’isola. I banchi del pesce sono una meraviglia e il consiglio è quello di non fare troppo gli schizzinosi e lasciarsi tentare da un assaggio al volo di ostriche, cozze o ricci di mare crudi, freschissimi. Al piano superiore, i banchi delle macellerie espongono tagli di bovino sardo dalla marezzatura simile al Wagyu e interiora per stomaci forti. D’obbligo il passaggio al banco dei fratelli Cherchi, per una breve ma intensa ricognizione del panorama caseario dell’isola: il “cono da passeggio” – da riempire con tocchi di formaggi vari – è un’ottima idea ma se capitate quando è presente Michele Cherchi vale la pena fermarsi ad ascoltarlo parlare di formaggio e tradizione sarda.


Il pranzo


Se la visita al mercato vi ha messo appetito, una breve camminata vi porta dritti da Cucina.eat, il “format” gastronomico creato da Alessandra Meddi con il contributo (soprattutto enologico, è una delle firme del Gambero Rosso) di Giuseppe Carrus e di una squadra affiatata a cominciare dai due bravi cuochi che operano nella cucina a vista nel centro del locale: Mauro Ladu e Francesco Vitale, abilissimo panificatore. Aperto da colazione a cena, Cucina.eat è uno spazio multifunzionale – il primo del genere ad aver aperto a Cagliari – che è insieme bottega, caffetteria, bistrot, spazio per eventi, luogo di ritrovo. A pranzo il menu è semplice ma validissimo, per cena si trovano piatti più interessanti – sempre a base di quel che i cuochi hanno trovato tra i banchi del mercato o di qualche idea nata dalla collaborazione con amici artigiani – come i plin ripieni di maiale, serviti in brodo con verza ed erbe.

Se preferite dirigervi verso il centro, potreste approfittare della formula lunch – 2 piatti a scelta, un calice di vino, acqua e caffè a 20 euro – de I Sarti del Gusto-Cucina su Misura. tutto giocato intorno all’idea di un’accoglienza e ristorazione sartoriale (a cominciare dai dettagli d’arredo e dalla mise en place dei tavoli), propone piatti originali e ben fatti come l’ottima fregula con brodo di polpo e broccoli.


Il Gelato


Prima di allontanarvi dalla zona del Mercato e da Cucina.eat, però, la tappa è d’obbligo da I Fenu: piccola gelateria-pasticceria nuova di zecca proprio di fronte al locale di Alessandra Meddi, è la nuova “casa” della coppia formata da Fabrizio e Maurizia Fenu: lui gelatiere prima per eredità familiare e poi per passione, lei pasticcera per caso (ma non poi tanto, e negli anni ha messo insieme studio ed esperienza da professionista) propongono degli strepitosi gelati che raccontano dei sapori e dei profumi dell’isola – dal pecorino Fiore Sardo con pere caramellate al miele, all’Abbardente con elicriso fino al buonissimo gusto pardula, modulato sugli ingredienti dei tipici dolcetti – spesso serviti anche “al piatto”, su bruschette o brioche e con aggiunta di essenze o altri ingredienti. Ma ci sono anche i dolci (anche monoporzione) di Maurizia, da portare a casa o mangiare sul posto.


Il caffè


Dopo tanti assaggi – ma camminare a Cagliari è un piacere e aiuta a smaltire – è necessario un caffè. Il migliore della città lo trovate al Caffè dell’Arte, il primo indirizzo ad aver portato anche qui l’ondata degli Specialty coffee. Pregiati caffè monorigine sono proposti, raccontati, estratti e serviti in maniera impeccabile da Andrea Pettinari, il giovane titolare che oggi guida il locale di famiglia dall’atmosfera piacevolmente fané. Senza estremismi e virtuosismi, e senza la spocchia che talvolta caratterizza gli alfieri della “third wave” del caffè, Andrea saprà trovare il caffè più adatto ai vostri gusti.


L’aperitivo


Con tutto il bendidio di salumi e formaggi e con un repertorio enologico – ma anche di gin! – sempre più interessante, vale la pena concedersi un aperitivo a tema senza guastarsi però l’appetito per la cena. Due le opzioni più interessanti: la Salsamenteria e Sabores. La prima – nata dalla collaborazione tra i fratelli Cherchi (quelli dei formaggi) e i fratelli Statzu, pure loro bottegai e appassionati di birra e cibo. Prende spunto proprio dalla “bottega” di una volta il locale, che è insieme negozio di prelibatezze perlopiù locali – dai formaggi selezionati da Michele ai salumi straordinari di Michelangelo Salis, ai diversi pani regionali e altro ancora – e ristorante, con la cucina di Alberto Iacoboni. Vale la pena venirci anche a pranzo o cena ma di sicuro l’aperitivo è interessante.

Nel cuore della Marina, Sabores è un minuscolo scrigno di sapori sardi selezionati con cura e passione dal giovane Samuele Muscas. Gli scaffali sono pieni di prodotti – vini, conserve ittiche, patatine artigianali e molto altro – mentre salumi e formaggi riempiono l’ambiente con i loro effluvi accattivanti. Il bancone in legno e qualche tavolo accolgono gli ospiti che si vogliono fermare per un sostanzioso panino o un aperitivo a base di taglieri di salumi e formaggi, pane carasau o civraxiu, etichette sarde o birre artigianali locali.


La cena


A un certo punto, bisognerà pur decidere dove andare a mettere le gambe sotto al tavolo. Oltre agli indirizzi già segnalati in precedenza – validissimi anche a cena – vale la pena prenotare un tavolo da Josto, il bel ristorante del giovane chef Pierluigi Fais dedicato all’eroe sardo (all’epoca dei Cartaginesi) figlio di Ampsicora, che guidò la rivolta contro Roma. In origine a Oristano con Josto al Duomo, qualche anno fa Pierluigi ha deciso di trasferirsi a Cagliari aprendo nel quartiere di Stampace (alle spalle della stazione, vicino al Caffè dell’Arte) prima Framento – ottima e consigliatissima pizzeria a breve distanza dal ristorante – e poi questo locale dall’atmosfera decisamente originale.

Tavoli d’antiquariato, luci di design, musica vintage su vinile (con repertorio eclettico), cucina totalmente a vista e a portata d’orecchio (ma non di naso) fanno da cornice a un menu che gioca tra richiami al territorio, provocazioni e ricordi d’infanzia – ma con preparazioni impeccabili – con due convenienti formule menu (la gavetta a 38 euro e il menu di vettovagliamento a 55) e una carta non molto ampia ma interessante, con proposte come il divertente cocktail di gamberi, il ricordo di uno spaghetto di fine estate (sublimazione dello spaghetto al pomodoro) o un superlativo Muggine&Cavolo. Il servizio giovane ma impeccabile e una cantina ricca di sorprese completano il quadro.


Il dopocena

Non siete ancora stanchi? Avete ancora sete? Allora il posto giusto è l’American Bar Biffi, un locale insolito con archi a volta e divani in velluto dove il barman e patron Ivan Mereu prepara a regola d’arte cocktail originali da bere in un’atmosfera senza tempo, che sembra essersi fermata agli anni ’30 o giù di lì.


Altre foto nell'album Una giornata a Cagliari
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