Il mio modello previsionale sul potenziale dei consumi di vino negli Stati USA ha funzionato parecchio bene.

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Il mio modello previsionale sul potenziale dei consumi di vino negli Stati USA ha funzionato parecchio bene.
MODALITA’ AUTOCELEBRAZIONE ON /

Ad ottobre 2015 ho pubblicato qui su Vinix una stima del potenziale di consumo di vino nei diversi Stati Usa in base ad un modello previsionale che avevo sviluppato su dati del 2013 (i più aggiornati disponibili al momento dell’analisi).
In sintesi l’ipotesi di base è che gli Stati con maggior potenziale di incremento fossero quelli con consumi pro-capite inferiori alla media nazionale e quindi ho calcolato il potenziale di crescita nel momento in cui il consumo pro-capite avesse raggiunto la media nazionale.
Data l’impostazione del modello, non si poteva stimare il potenziale per gli Stati con consumi pro-capite superiori alla media. Vincolo tecnico derivato anche dall’assunzione di base che questi Stati fossero comunque quelli con potenziale minore, proprio perché già “avanti” nei consumi pro-capite. Assunzione che diventa sempre più debole quanto più ci si avvicina a valori vicini alla media.
Ad ogni modo non mi dilungo e qui trovate il link al post originario, per chi volesse rinfrescarsi la memoria.

Recentemente il sito Wine News ha ripreso alcuni dati del rapporto Vipair riportando gli Stati USA con i consumi più alti e quelli più bassi e così mi è venuta la curiosità di vedere quanto fossero state accurate le mie previsioni.

Devo dire che ci ho preso abbastanza.

Al di là dei freddi numeri, che trovate nella tabella che apre questo post, la bontà del modello deriva soprattutto dalla capacità che ha avuto nell’individuare le potenzialità assolute di crescita dei consumi dei diversi Stati e quindi di guidare le scelte strategiche ed operative delle aziende (che hanno scelto di credermi). Nota: su sfondo verde i sei Stati con i consumi totali più alti e su sfondo giallo i 5 con i consumi totali più bassi.

Lo Stato che secondo il modello presentava il maggior potenziale era il Texas ed in questi 3 anni il Lone Star State ha fatto addirittura meglio di quanto prevedevo, superando come consumi totali il New Jersey e l’Illinois.
Allo stesso modo il modello aveva individuato correttamente gli Stati dal potenziale più basso.
L’eccezione è il West Virginia, probabilmente perché è lo stato con il consumo pro-capite più basso in assoluto e quindi su cui il modello rischia di avere la maggior distorsione e nel quale l’affinità tra il consumatore ed il vino come categoria merceologica è minima.
Io comunque se dovessi esportare negli Usa, un pensierino sul West Virginia lo farei, soprattutto se fossi un produttore di vini semplici.

MODALITA’ AUTOCELEBRAZIONE OFF /

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