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Vi presento Sannio Falanghina. Città europea del vino 2019

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Vi presento Sannio Falanghina. Città europea del vino 2019
Se non lo sapete, ve lo dico io: il 16 febbraio scorso, a Benevento, c’è stata l’inaugurazione ufficiale di Sannio Falanghina. Città europea del vino 2019 con il passaggio di testimone, presenti i vertici di Recevin (la rete europea delle Città del Vino), tra le cittadine portoghesi di Torres Vedras e Alenquer e i 5 comuni sanniti di Castelvenere, Guardia Sanframondi, Sant’Agata de’ Goti, Solopaca e Torrecuso.

Con circa tremila ettari vitati, la falanghina è l'uva più diffusa in Campania, presente in tutte le province e in quasi tutte le denominazioni di origine. Solo nel Sannio, che è il serbatoio viticolo della regione, si trova l'80% della superficie destinata a questo vitigno, che matura in genere nella seconda metà di settembre, ha produttività media e costante, è abbastanza resistente a oidio e botrite ma piuttosto sensibile alla peronospora.

Quello che segue è un piccolo itinerario alla scoperta dei 5 borghi, casomai aveste voglia di mettervi in auto per e venire qui per vedere la Dormiente del Sannio (lo spettacolo, specie al tramonto, è fantastico). Certo, Sannio Falanghina non finisce qui ed altre sono le realtà, in altri comuni, che meritano di essere raccontate: Cautiero e Fosso degli Angeli, Nifo Sarrapochiello, Torre del Pagus, solo per citarne alcune.


Castelvenere

Tra i primi comuni in Italia quanto a densità di superficie vitata, Castelvenere è celebre per l’accoppiata camaiola/scarpella (il primo un rosso schietto tipico dell'areale viennerese, la seconda una lasagna bianca tipica del Carnevale e della festa patronale di San Barbato). D'obbligo è la visita alle "Cantine al Borgo", un percorso nelle cantine tufacee del centro storico. Sin dal 1977, sul finire dell'estate, si svolge la tradizionale Festa del Vino.

Un nome nuovo in zona è quello di Simone Giacomo (prima il cognome), tornato in paese dopo alcune esperienze all'estero in campo informatico. La sua azienda, in conversione biologica dal 2016, si trova nella località Curtole e la Falanghina del Sannio 2016 Silvana è gustosa ed efficace, (forse) solo appesantita da qualche pseudo-dolcezza. Le premesse per fare sempre meglio ci sono tutte.

Per ristorarvi, il consiglio è di mettersi in macchina in direzione di Puglianello. La cucina di Raffaele D’Addio Il Foro dei Baroni si pone come obiettivo la valorizzazione delle grandi materie prime del territorio. Completano l'offerta gastronomica, l'ottima pizza di Volodymyr Pyeshkov e una carta dei vini, per lo più naturali, curata dal bravissimo Vincenzo Esposito.


Guardia Sanframondi

Dominato dal Castello medievale dei Sanframondo, risalente al 1100 circa, il paese è famoso per i riti settennali di penitenza in onore dell’Assunta: i battenti, con in una mano "una croce di legno e nell'altra un cilicio di sughero irto di aculei, oppure con una spugna piena di aghi bagnata di vino, si percuotono il petto fino a sanguinare". Sempre in agosto, si svolge Vinalia, la feste del circolo imbottigliatori guardiese, che si conclude con "Calici di stelle", l'annuale appuntamento promosso dall’Associazione Città del vino.

Giovanni Iannucci è un garagiste, provate la sua Beneventano IGP Falanghina “Campo di Mandrie” 2015 e poi mi direte, un bianco macerato, ma non troppo e comunque a seconda dell'annata.

Spontandosi verso il parco regionale del Matese, a Cerreto Sannita trovate Masseria Masella, che produce artigianalmente anche salumi e sottoli. Notevoli le paste fatte in casa, ad esempio i tradizionali "carrati". Già che siete in zona, potreste approfittarne per una visita alla Bottega Giustiniani, eccellenza nella lavorazione della ceramica, o per fare scorta di taralli a San Lorenzello (io vado spesso a prenderli da Pasquale Sagnella in via San Salvatore 32).


Sant’Agata de Goti

Bandiera arancione del Touring Club e, dal novembre 2012, uno dei borghi più belli d’Italia, la cittadina è famosa per il costone di tufo su cui si trova tutta la parte storica, davvero molto suggestiva. Imperdibile la visita alle cantine storiche Mustilli, al cui fondatore, il compianto Ing. Leonardo Mustilli, si deve il primo imbottigliamento di falanghina in purezza nel 1979. L'azienda, oggi portata avanti dalle figlie Anna, Chiara e Paola offre anche ospitalità nelle stanze ricavate al secondo piano del Palazzo Raione, risalente al Settecento. Qui si producono due ottime versioni di falanghina, tra cui il cru Vigna Segreta (il millesimo 2015 sembra vivere oggi una forma perfetta).

Una sosta rinfrescante è d'obbligo anche alla Gelateria Normanno, per assaggiare l’Annurcamela, realizzato con le tipiche mele annurca, oppure il Normangelo, con pan di Spagna, amarena, gianduia e crema.


Solopaca

E' stata la prima Doc del Sannio, era il 1973. In settembre si svolge la tradizionale Festa dell'uva, con la sfilata di carri allegorici, un evento che rinsalda annualmente il forte legame del territorio con la produzione vinicola. Vale la visita l'azienda Capolino Perlingieri. Anche se la sede si trova in contrada Marraioli a Castelvenere, i vigneti da cui arrivano i grappoli di falanghina sono quelli di località Pozzallo a Solopaca. Preta, questo il nome mutuato dalla caratteristica conformazione del terreno, è imbottigliato come Campania IGT ed è un vino schietto e giocato tutto sulla freschezza, per di più con un vantaggioso rapporto qualità/prezzo.


Torrecuso

Ai piedi del Monte Pentime, nel comprensorio del Taburno, il paese è anche il capoluogo della Docg Aglianico del Taburno. Appunto da segnare in agenda è la tradizionale festa di Vinestate, che vede protagonisti tutti i vignaioli della sottozona Taburno. Da vedere il vecchio maniero Palazzo Caracciolo-Cito, oggi anche sede del museo enologico di arte contemporanea.

Il suggerimento è di fare visita a Cantine Tora, l’azienda dei fratelli Rillo: Francesco si occupa della promozione e della commercializzazione, Giampiero segue invece la vigna e la cantina. Due le versioni di falanghina prodotte, segnalo, in particolare, la vendemmia tardiva Kissos 2012, oggi in commercio, un'ottima intrepretazione per un vino di grande complessità,  testimonianza delle indiscusse doti di pregio del vitigno, capace anche di sostenere un medio/lungo invecchiamento. 

Per mangiare, potreste spostarvi a Ponte, all'Antica Osteria Frangiosa. Qui, lontano dagli slogan, troverete piatti del territorio e secondo stagionalità. L'ultima volta che ci sono stato io, per dire, c’erano i mignatielli (io li chiamo così, ma il nome ha una marea di derivazioni locali), ovvero involtini di interiora di agnello.


[Foto credit: Ansa.it]
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