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Ciliegiolo d'Italia 2019

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Ciliegiolo d'Italia 2019
Nuovo format per la 5° edizione di Ciliegiolo d'Italia. Ai classici banchi di assaggio aperti al pubblico e alla degustazione per gli addetti ai lavori, quest'anno si aggiunge un tour del territorio, alla scoperta delle aziende che costitiuscono l'Associazione Produttori Ciliegiolo di Narni.

Un progetto che parte nel 2014, per volontà di Leonardo Bussoletti, con la ferma determinazione di promuovere l'omonimo vitigno con un protocollo d'intesa che ne prevede la vinificazione in purezza e la sua valorizzazione anche al di fuori dei confini territoriali di Narni e dei comuni limitrofi.

Ruffo della Scaletta - NarniAziende sicuramente diverse per storia e dimensioni accomunate non solo dalla comunue visione sul Ciliegiolo, ma soprattutto da un profondo legame con il territorio.

Proprio nel centro storico di Narni, subito sotto la Rocca Albornoz, nei sotteranei del vecchio Palazzo Conestabile della Staffa, ha sede la cantina dell'azienda Ruffo della Scaletta, la cui genesi risale addirittura a prima dell'unità di Italia.
Una vista, quella dalla terrazza, che da sola vale la visita.

Tenuta Cavalier Mazzocchi 1919Decisamente più giovane la Tenuta Cavalier Mazzocchi 1919, azienda a conduzione familiare dove è lo stesso Maurizio Mazzocchi, vice presidente dell'Associazione, ad occuparsi dell'aspetto agronomico ed enologico.
La visita nella tenuta in località Collespino è stata l'occasione per degustare in anteprima uno spumante metodo classico da uve Ciliegiolo frutto di una sperimentazione portata avanti in collaborazione con la cantina Giovannini ed il Prof. Mencarelli dell'Università della Tuscia.
Interessante anche il progetto di riscoperta dei grani antichi che insistono sulla parte non vitata dell'azienda.

Di recente costituzione anche la Tenuta Fabbrucciano, nata nel 2009 dall'incontro durante una battuta di caccia tra l'agronomo Marco Cecchetti e l'imprenditore Giovanni Posati; quest'ultimo forte delle Tenuta Fabbrucciano sue competenze nel settore degli impianti meccanici industriali, ha realizzato gran parte delle attrezzature di cantina, personalizzandole secondo le proprie esigenze.

Sicuramente più grande, se non per superfice vitata, quantomeno per numero di bottiglie prodotte, l'omonima azienda di Leonardo Bussoletti, è attualmente il faro di riferimento del Ciliegiolo a Narni.
Dalle prime vinificazioni nel garage di casa,  negli ultimi anni per le sopraggiunte esigenze di spazio si appoggia alla cantina di Casale Milli (anch'essa coinvolta nell'Associazione). Finalmente però è in dirittura d'arrivo la nuova cantina in quel di Sangemini, che ospiterà già la prossima vendemmia 2019.

Sandonna - GioveSpostandoci ancora un poco verso ovest, si giunge a Giove.
Qui immersa tra i propri vigneti, sorge la struttura della cantina Sandonna inaugurata nel 2006, seppur la storia familiare di Alessandro Paciacconi che oggi guida l'azienda, affonda le radici nella viticoltura fin dai primi anni 80.




La degustazione

Al di là delle individualità, la degustazione (affontata rigorosamente alla cieca) ha evidenziato una vendemmia 2018 di qualità media molto alta.

Da una parte sicuramente un'annata più equilibrata rispetto alle precedenti, dall'altra una maggior presa di coscienza nella gestione delle vinificazioni che, assecondando le caratteristiche precipue del vitigno, valorizzano freschezza, godibilità e serbevolezza. Anche in questo senso una crescita generalizzata che fa ben sperare per il futuro.

Sono veramente poche le voci che stonano, con alcune interpretazioni che si distinguono invece per complessità, equilibrio e dinamica gustativa.

Seppur ospite in terra umbra mi prendo la licenza di citare un paio di etichette di due amici produttori maremmani che sulla vinificazione del Ciliegiolo in purezza hanno puntato già da un paio di decenni. Interpretazioni che a dire il vero negli anni non mi hanno mai convito pienamente.
Con grande piacere invece quest'anno li ritovo tra i miei migliori assaggi alla cieca.

- Poggio Ciliegio 2018 IGT Toscana - Rascioni e Cecconello
Il top di gamma di Paolo Papini e Sabrina Cecconello, unisce grande eleganza a struttura e complessità. Lo stile caldo, estrattivo, maremmano è solo un lontano ricordo, così come il legno, un tempo troppo spesso prevaricante, che oggi lascia liberamente esprimere le note speziate proprie del vitigno.

- Poggio Pinzo 2017 Ciliegiolo Maremma Toscana DOC - Sassotondo
Seconda uscita ufficiale per la più recente delle etichette di Edoardo Ventimiglia, che ha voluto sperimentare la vinificazione in terracotta sul Ciliegiolo.
Se la prima annata aveva restituito un vino non perfettamente a fuoco, questa 2017, che ben prometteva già dagli assaggi di vasca, ha trovato la quadratura del cerchio.
Ciliegia e speziatura sono ben delineate, è succoso e dinamico, con una leggiadria che invoglia alla beva.

Associazione Produttori Ciliegiolo NarniUna nota (di colore, più scarico però) anche per le due versioni in rosa di Leonardo Bussoletti e Tenuta Cavalier Mazzocchi 1919. Un versante quello dei rosati ancora poco esplorato nel pianeta Ciliegiolo che potrebbe dare interessanti riscontri anche sul fronte commerciale.
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