assistenza whatsapp: +39 347 211 9450

Due giorni di approfondimento sul Trebbiano Spoletino a Trevi

inserito da
Due giorni di approfondimento sul Trebbiano Spoletino a Trevi
La terza edizione di DeGusto, la manifestazione enogastonomica incentrata sul Trebbiano Spoletino lascia la sua sede originaria per trasferirsi a Trevi.

Un matrimonio ben riuscito quello tra la macchina organizzativa di Fabrizio Gentili e la comunità trenana che già da qualche tempo aveva tentato la strada della promozione dello storico vitigno autoctono, sia pur attraverso manifestazioni locali di meno ampio respiro.
Il rammarico per aver perso una sede come quella del chiostro di Sant'Agostino a Spoleto è presto svanito grazie alle tante risorse messe in campo dall'amministrazione del Sindaco Bernardino Sperandio.

Baricentrico tra i due grandi poli di Spoleto e Montefalco, il caratterisco borgo di Trevi oltre un'invidiabile paesaggistica presenta molti vantaggi logistici. Tra tutti una buona disponibilità di parcheggi nelle immediate vicinanze di Villa Fabri, la suggestiva location che tra ampie sale interne, grandi terrazze e giardini ha offerto una perfetta vivibilità dell'evento.

Ad aprire la kermesse di DeGusto Trebbiano&food festival un'interessante momento di studio nel Complesso Museale di San Francesco.
DeGusto Trebbiano - TreviLa tavola rotonda "Il Trebbiano Spoletino tra storia, tradizioni e nuove opportunità", ha indagato le radici storiche e etimologiche spaziando tra la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio e gli apprezzamenti del Carducci durante il suo soggiorno spoletino, sottolineando il profondo legame del vitigno con la stessa valle trenana, testimoniato anche dal tradizionale Vinsanto locale, in cui il Trebbiano si spoglia dell'appellativo Spoletino per rivendicare quello di Trevi.

I riferimenti storici alle trasformazioni del mondo agricolo dall'avvento della meccanizzazione e della coltivazione estensiva sono stati l'occasione per ribadire ancora un volta come la reinroduzione degli allevamenti a piantana (viti maritate ad olmi, aceri e frassini) possa essere un valido strumento di promozione del Trebbiano Spoletino, in un ottica sinergica di ristutturazione del territorio volta alla valorizzazione identitaria e culturale dell'intera comunità della valle spoletina.

Chiude i lavori l'intervento di Filippo Antonelli, qui nelle vesti di presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco, che ufficializza l'imminente ingresso della DOC Spoleto nel Consorzio stesso. Una sinergia questa tra Montefalco e la piana spoletina che, trovati i giusti equilibri, potrà dare ampio slancio al percorso di rilancio e promozione del Trebbiano Spoletino.

Quattro le degustazioni guidate che hanno affiancato i banchi di assaggio durante la due giorni trenana.
Si parte con una panoramica sui diversi stili ed interpretazioni della classica vinificazione in bianco, guidati da Antonio Boco.

La seconda degustazione con Davide Bonucci ha preso in esame le versioni spumantizzate con una piccola digressione anche nel pianeta birra.

DeGusto Trebbiano - TreviGiampiero Pulcini ha affrontato il terreno delle macerazioni sulle bucce, più o meno prolungate, in un rincorrersi tra moda e tradizione.

Un vitigno di grande versatilità dunque che si presta a diverse modalità di vinificazione senza mai perdere le sue caratteristiche distintive.
Questo è quanto emerge dalla degustazione a bicchieri neri proposta dal diabolico Bonucci (non nuovo peraltro a questi giochi), in cui un esemplare di Trebbiano Spoletino viene affiancato ad un altro vino (bianco, rosso o rosato). Il riconoscimento al buio ha dato riscontri positivi dalla stragrande maggioranza dei partecipanti, che hanno individuato con grande precisione le caratteristiche del vitgno.

Infine alcune note sul panel di degustazione alla cieca di 46 etichette di 27 produttori che hanno testimoniato un livello medio molto alto, con alcune interpretazioni di grandissima qualità.

Tra i miei assaggi migliori non posso non citare il Poggio del Vescovo 2016 di Cantina Ninni. Si presenta al naso con intriganti note affumicate, unitamente a caratteristici sentori floreali e fruttati; il tutto sorretto da un sorso di grande sapidità e persistenza gustativa che fanno di questo vino un treno che sbaraglia la concorrenza.

Grande prova per i due campioni di Collecapretta, il Vigna Vecchia ed il Terra dei Preti entrambi vendemmia 2018, che nelle rispettive tipologie rappresentano un punto fermo. Sono vini che ad un primo impatto potrebbero lasciare interdetti per una modalità espressiva forte e decisa. Mi piace definirli di eleganza contadina.

Di ottima fattura anche il Trebium 2018 di Antonelli e il Del Posto 2017 di Perticaia, così come il Le Tese 2017 di Romanelli e il Cantaluce 2017 di Colsanto, che tanto avevo apprezzato nella mia incursione settembrina ad Enologica a Montefalco.

Tra le nuove proposte da seguire l'Azienda Agricola De Conti che ha presentato un interessantissimo Ruicciano 2018.
  • condividi su Facebook
  • 567
  • 0
  • 1

#0 Commenti

inserisci un commento