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MUST Fermenting Ideas, dove fermenta il futuro del vino

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MUST Fermenting Ideas, dove fermenta il futuro del vino
 Dal 26-28 Giugno a Estoril, pittoresca cittadina sulla Costa Atlantica distante una ventina di chilometri dalla movida di Lisbona, si è svolta la terza edizione del Wine Summit Must Fermenting Ideas. Di wine summits negli ultimi anni sono nati tanti, ma Must si distingue dalla massa per diversi motivi. Innanzitutto la qualità dei contenuti: la lista degli speakers di questa edizione includeva nomi illustri come Eric Asimov ( New York Times), Felicity Carter ( Meininger International), Miguel Torres, Isaballe Legeron MW ( RAW Fair) per menzionare solo alcuni. Poi l’organizzazione impeccabile, fatto ancora più sorprendente considerando che parliamo del Portogallo e non della Germania. Altro punto forte è la bellissima venue della manifestazione: l’elegante e modernissimo centro congressi di Estoril ad un tiro di schioppo dalle belle spiagge atlantiche.

Ma piu' di tutto quanto elencato la cosa che più rende speciale MUST è il formato raccolto e “ cosy” ( accogliente) come direbbero gli inglesi: i partecipanti sono  “ limited release” e c’è quindi la possibilità di interagire con tutti i presenti, gli illustri speakers inclusi in una maniera spontanea e informale. Letteralmente si può prendere un caffè insieme a Eric Asimov o discutere di cambiamento climatico con Gaia Gaya! C’è proprio uno spirito di tribalismo, di comunità, di condivisione, e come recita il motto della manifestazione: "quando diverse idee si uniscono, fermentano insieme una cosa meravigliosa, il futuro"

Le presentazioni più belle che ho seguito? Ce ne sono state tante e per tutti i gusti. Da quella piuttosto allarmante di Miguel Torres sul cambiamento climatico e i suoi effetti sulla viticultura europea a quelle interattive e provocatorie di Rodrigo Sepulveda Schulz sulla innovazione e l’ingresso sempre più eminente di hi tech e robotica in viticultura. Si è discusso di argomenti controversi di attualità come lo stato del vino naturale oggi, il senso ( o no) del sistema dei punteggi o di piantare tutto dappertutto. Si è parlato della Cina come mercato e come produttore di vino, di e-commerce, di terroir, di vigneti a selezione policlonale, di biodiversità e “hotel per gli insetti”, di subscription economy e di tanti altri argomenti interessanti ancora.. Un vero fermento di idee, suggerimenti, provocazioni, osservazioni..

Ovviamente non si è solo parlato, si è anche bevuto ( bene) assaggiando una selezione fatta da Dirceu Vianna Junior MW  di vitigni autoctoni portoghesi. La peculiare: vigne vecchie, spesso ultracentenarie serpeggianti sulle sabbie a piede franco seguite da un’enologia ultra tradizionale: fermentazioni spontanee e lunghissimi affinamenti ( la media è di 10 anni) in botti grandi di legno braziliano.. Imbottigliati ipresentazione che a me personalmente ha colpito di più è stata quella di Rui Falcao uno dei giornalisti di punta portoghesi e ideatore di MUST , che ha parlato di uno dei luoghi più singolari e insoliti nel panorama dei terroir europei, Colares a cui già ho dedicato un materiale apposito e che è uno dei miei luoghi del vino del cuore. Una viticultura n bottiglie di 0,500 ml i vini di Colares sono leggendari per la loro capacità di invecchiare, sottili e verticali, figli dell’Oceano e del vento, con nasi dominati non dal frutto, ma da note salmastre, terrose e di erbe.. Ciò dovuto al microclima singolare: vigne striscianti sulle sabbie per proteggersi dal forte vento in un luogo brullo, oceanico, inospitale, dai cieli grigi e le nebbie frequenti. Colares, definito da Rui come “ uno dei luoghi più improbabili per la viticultura al mondo” da dei vini dalle gradazioni basse ( portare l’uva a maturazione lì è ancora un problema nonostante il climate change), profumi e sapori unici e capacità di invecchiare notevole. Un vero è proprio “ unicorn wine” considerando che oggi ne sono rimasti pochi ettari, meno di 30. I due vitigni cultivati sono il Ramisco, rosso che da vini sottili, magri, tannici e con spiccata acidità e Malvasia di Colares che nonostante il nome con le malvasie aromatiche a poco a che vedere e che da vini sapidi, freschi dall’anima oceanica ed erbacea.

Prossimo obbiettivo di eno- viaggiatrice? Fare una vendemmia a Colares, respirando le nebbie odoranti di alghe e toccando le vigne serpenti. Prossima nota nell’agenda: Must Fermenting Ideas 2020, un must, appunto. Per fermentare insieme delle idee nuove, che possano aprire scenari nuovi e offrire soluzioni innovative e creative, cosa che in questo momento drammatico, per il vino e per tutta l’umanità, è di urgente necessità
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