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Una confezione come un'etichetta. Il (vino in) brik

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Una confezione come un'etichetta. Il (vino in) brik
Ingiustamente relegato nello scantinato dell’immaginario collettivo degli appassionati di vino, il brik è in realtà una confezione di grande successo e molto in linea con le necessità attuali di rispetto ambientale.

L’azienda principe della produzione è la Tetra Pak, multinazionale svedese che ha rivoluzionato il confezionamento di prodotti di tutti i giorni come il latte – ed anche il vino destinato alla grande distribuzione.
Il brik è un tipo di confezione economica, che permette la protezione dalla luce e dal contatto con l’aria, mantenendo le proprietà dei prodotti, e anche del vino, per diversi giorni, e con una notevole capacità di riciclabilità.

Evidenti sono anche i vantaggi di natura logistica: grazie al poco peso e alla facile capacità di accatastamento, i costi di trasporto e di stoccaggio sono contenuti, visto che quando si fa un invio di materiale in vetro, il 45% del volume è rappresentato da imballaggio, e questo causa un forte aumento dei costi di trasporto e dell’inquinamento.

Per non parlare della sicurezza in fatto di rotture, dove rispetto al vetro possiede un margine di vantaggio evidente, visto che il brik è praticamente indistruttibile.

Inoltre il vetro ha bisogno di essere lavato in stabilimento, quindi c'è un risparmio enorme di energia, oltre che di acqua.

Volendo dare uno sguardo alla lingua parlata dal brik, le prime considerazioni che vengono in mente sono quelle di trasparenza sulla filiera, insieme a quelle di genuinità, semplicità, e accessibilità.

Il brik è insomma una confezione democratica e social.


L'asso nella manica del brik...

Ma quello che appare un po' l'asso nella manica di questo tipo di confezione è che nel brik etichetta e confezione coincidono, nel senso che l’etichetta funge anche da confezione, ne è un tutt’uno inglobandola ed è in questo la differenza maggiore con la bottiglia.

Inoltre, il prodotto contenuto nel brik dà l’idea di immediato, non lavorato: motivo per cui la CAVIRO, l'azienda che produce il Tavernello, decise di utilizzarlo (era il 1983 e fu un successo travolgente e duraturo) pensando al latte.


...E i suoi punti deboli

Certo si tratta di una confezione che presenta anche dei limiti evidenti.

Due i principali, uno di natura enologica, l'altro linguistica: il primo è che il brik non permette l'affinamento dei vini da invecchiamento, il secondo che la bottiglia di vetro, essendo trasparente, mantiene la promessa che il contenuto è esattamente come appare.

Ma nei vini di pronto consumo il brik può costituire una idea sostenibile (in tutti i sensi del termine) per il futuro.

[immagine: Baverage Daily ]

Scarso Slawka, Il Marketing del vino, LSWR, 2004

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#8 Commenti

  • Vinix Team

    Vinix Team

    Abbiamo recentemente effettuato un esperimento in una cordata romana con un formato particolare di vino in bag in box che poi e' un concetto analogo ed e' stato un discreto successo. Soprattutto per il vino sfuso di pronta beva, con i vantaggi di contenimento dell'ossigeno del bag in box crediamo possa essere una soluzione interessante per alcuni vini quotidiani. Certo manca il fascino e l'eleganza della bottiglia.

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    #1
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Infatti, il bag in box ha grande successo tra chi beve il classico bicchiere quotidiano...senza pretese, ovvio.

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    #2
  • Francesco Annibali

    Francesco Annibali

    Ciao Alessandro, sì, discorso analogo

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    #3
  • Valerio Rosati

    Valerio Rosati

    L'esperimento cui si riferiva Filippo è stato doppiamente rivoluzionario, perchè il vino offerto in bag in box non era un vino di pronta beva o quotidiano, ma il top di gamma di Daniele Saccoletto, vino di grande spessore e con diversi anni d'invecchiamento già sulle spalle. Io ho preso l'annata 2011 e mi pento di averne presa una sola confezione, perchè ha dato grandissima soddisfazione a me ai miei commensali. Non ho potuto fare il confronto con lo stesso vino conservato in bottiglia, ma visto anche il prezzo molto contenuto che siamo riusciti spuntare direi che per me l'esperimento è riuscito col massimo dei voti.

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    #4
  • Francesco Carpaneto

    Francesco Carpaneto

    Apprezzo l'evoluzione che ho già avuto modo di testare con i tappi in vece del sughero, ma ho dei limiti che esulano forse dalla realtà. Gli anni (miei) mi permettono di dire che: e va bene il tappo a vite (non senza sforzo), ma anche rinunciare alla bottiglia.......

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    #5
  • Francesco Annibali

    Francesco Annibali

    beninteso solo per vini da bere entro 12 mesi dalla immissione in commercio

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    #6
  • Fabio Bruno

    Fabio Bruno

    Sono assolutamente d'accordo per quanto riguarda il bagno in box, ne ho scritto un articolo nel quale faccio un paragone assurdo ma non così tanto, dato che hanno lo stesso fine, cioè quello di mantenere il vino integro una volta aperto. Il paragone improprio è tra il bib e il coravin. Per il brik sono favorevole solo nel caso della bevuta veloce ed immediata, come lo può essere una lattina, piccoli formati e grande fruibilità. Per chi fosse curioso del mio articolo cerchi nel mio profilo Facebook coravin oppure bag in box.

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    #7
  • Fabio Bruno

    Fabio Bruno

    Mi scuso per il bagno in box...evidentemente la scrittura automatica è dotata di umorismo 🙏 🤦

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    #8

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