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#14 Commenti

  • Mike Tommasi

    Mike Tommasi

    grande articolo, ho provato a fare mi piace tre volte... ;-) Bravo.

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    #1
  • Marco Carestia

    Marco Carestia

    Ottimo articolo, è recente l'attacco del comico Crozza verso Eataly e l'acquisto di Lurisia, Slow Food ha una crisi di identità a mio avviso

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    #2
  • Patrizia Loiola  Sommelier&winetrainer, Slow Wine Veneto

    "Nel vino Slow Food ha appoggiato acriticamente il movimento del vino cosiddetto naturale" è falso, Slow Wine critica senza problemi un vino naturale che non è buono, tanto meno appoggia millantatori. Anche sui vitigni resistenti non riscontro opposizioni particolari

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    #3
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Un bel pezzo, peccato per alcune fuoriuscite dal tracciato, tipo quella evidenziata da Patrizia su cui mi trovo meno d'accordo. Mi pare che se Slowine (che non e' slowfood) abbia senz'altro storicamente posto attenzione su un concetto di agricoltura piu' sana e sostenibile, quindi sulla parte agronomica dei produttori recensiti nella propria guida, non abbia mai avuto quest'adesione acritica al naturale di cui si parla nel pezzo. E' soprattutto l'aggettivo che trovo sbagliato, in base a cosa l'adesione sarebbe stata acritica?

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    #4
  • Francesco Annibali

    Francesco Annibali

    Sicuramente sarò stato sfortunato io, non ho mai visto un dito alzato sul movimento naturale da parte di SF. Così come non l'ho mai visto da quasi nessun altro, eh

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    #5
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Io non leggo guide da diversi anni ma mi stupirei, sinceramente, di trovare estremisti anarchici della volatile sulla loro. Mi pare che alle redini ci sia gente preparata e onesta a cui tutto si può imputare, tra cui sbagliare, meno che un'adesione acritica al movimento. Si sono arrovellati mesi per decidere una posizione in merito alla vicenda Bressan (noi pure) figuriamoci aderire acriticamente al movimento naturale (con tutto ciò che comporterebbe) tout court.

    Oh, poi magari apro la guida dopo anni e ci trovo tutti i più estremisti non interventisti del circondario ma non credo.

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    #6
  • Francesco Annibali

    Francesco Annibali

    Mica mi riferisco al singolo vino, dai. Mi riferisco ad una totale assenza di approccio critico al fenomeno

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    #7
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Bé, se redigi una guida, credo che il primo atto critico sia quello di tenere fuori dai tuoi confini determinate derive. Oppure intendi editoriali con strali?

    Comunque il punto è che in diversi ti hanno fatto notare che scrivere "adesione acritica" implica un'accusa precisa che dovrebbe essere suffragata da fatti altrettanto precisi, il che invece non mi pare che sia. Non può valere la prova al contrario, cioè, siccome non alzi un dito allora, di conseguenza, hai un'adesione acritica. L'adesione acritica è di per sé qualcosa di proattivo, implica scelta e determinazione, focus, direzione verso il che sinceramente non mi pare. Ora dovrei cercare ma qualche articolo vagamente critico sulle derive del naturale, nell'enorme calderone, l'avranno ben scritto anche il povero Gariglio e compagnia. E' un tema talmente trasversale e centrale nella discussione del vino italiano degli ultimi 10 anni che mi parrebbe lunare non lo avessero mai affrontato.

    Oppure basi questa affermazione su qualche altro dato o considerazione che però non è esplicitata nel testo e allora genera il dibattito.

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    #8
  • Marino Wrona

    Marino Wrona

    Grazie cominciamo aventur

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    #9
  • Giuliano Bertolazzi

    Giuliano Bertolazzi

    Francam,ente non mi sento un ignorante e non ho nulla da nascondere.

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    #10
  • Giuliano Bertolazzi

    Giuliano Bertolazzi

    ma non per questo mi psertico in lodi e peana a una organizzazione che non mi dice nulla sotto il profilo culturale e culinario.

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    #11
  • Roberto Vella

    Roberto Vella

    In base a che cosa vengono definite false le informazioni sul cibo diffuse da SL? In base a che cosa si parla di ipocrisia e conoscenza 0? Sono affermazioni del tutto gratuite. Sarebbe meglio argomentare. E poi criticare il movimento (se di movimento si tratta) dei vini naturali perché ci sono millantatori e imbroglioni che senso ha? Perché tra i vini "non naturali" sono tutte persone perbene? SL supporta un'agricoltura sostenibile e rispettosa del consumatore e dell'ambiente. L'agricoltura biologica e biodinamica lavora in questa direzione e sostenerla da parte di SL è perfettamente coerente con i suoi valori.

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    #12
  • Francesco Annibali

    Francesco Annibali

    Salve Roberto, definire il cibo attuale cattivo è falso per la comunità scientifica. Il mio pezzo è, nei suoi evidenti limiti, un testo argomentativo, appunto. La posizione di SF sul movimento naturale la può trovare qui e potrei andare avanti parecchio (https://www.slowfood.it/slowine/il-vino-naturale-che-sia-buono-pulito-e-giusto/ https://www.slowfood.it/il-futuro-e-bio/ https://www.slowfood.it/vini-naturali-a-ognuno-il-suo/ https://www.slowfood.it/la-biodinamica-per-un-nuovo-modello-agricolo/ https://www.slowfood.it/slowine/toh-lo-sai-la-biodinamica-funziona/).
    Piuttosto non ho mai letto un articolo di SF che sollevasse una sola obiezione al movimento - se me lo indica gliene sono grato e lo dico sinceramente.
    Nessuno ha mai detto che nel vino "convenzionale" siano tutti virtuosi. Personalmente sono convinto che in parecchi vini di fascia di prezzo bassa, quasi sempre prodotti da imbottigliatori fuori zona e quasi sempre venduti nella GDO ci siano carenze di autenticità gravi.
    Più volte ho scritto che nell'agricoltura biologica e biodinamica c'è certamente molto di buono.
    La saluto cordialmente, Francesco annibali

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    #13
  • Francesco Annibali

    Francesco Annibali

    Ad esser precisi: sono convinto che quei vini siano gravati da carenze di autenticità, e non carenze tecniche. Quei vini avevano carenze tecniche fino a 15-20 anni fa. Adesso è forse più facile trovare sbavature esecutive in certi premium wines.

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    #14

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