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Lettera aperta al Presidente Musumeci

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Lettera aperta al Presidente Musumeci
Caro Presidente Musumeci,

mi chiamo Arianna Occhipinti, abito a Vittoria, un paese devastato dall’immondizia, dall’incuria, dal disordine, dall’inciviltà e dalla mancanza di obbiettivi. Ultimamente Le saranno arrivate delle notizie, non molto piacevoli, dalla mia città, ma adesso sono altri cittadini, quelli per bene, che vorrebbero farsi sentire.

Ne abbiamo molti, anzi moltissimi, grandi lavoratori, bravi professionisti, aziende di respiro nazionale e internazionale, professori che educano bene i loro ragazzi e quel che rimane della gente tra i 20 e i 40 anni che non sono andati via e hanno deciso di rimanere, uno spaccato attivo che cerca di muoversi ma con grande fatica. La fatica è rappresentata innanzitutto dal doversi scontrare giornalmente con una mentalità opportunista, incivile, affarista, lenta, disordinata. Non ci sono istituzioni qui, non ci sono controlli, la gente fa un po' quel che vuole.

Nelle campagne c’è il far west, spazzatura ovunque, fumarole. I raccolti vengono devastati dagli incendi appiccati dai pecorai e se si prova a denunciare alle forze dell'ordine, ti viene raccomandato anche di non farlo, tanto se loro ci parlano, per un annetto ti lasciano in pace. Ma nel frattempo, c’è l’altro di pecoraio e poi l’altro ancora, perché le contrade sono molte e queste “giurisdizioni" che si sono create e divise fra loro, anche. Le tue terre sono le loro, non sempre e non tutte, ma spesso.

L’immondizia è ovunque, sui cigli delle strade, sui terreni abbandonata, sui marciapiedi e agli ingressi della città. Chilometri e chilometri di sofferenza visiva e frustrazione che ogni giorno siamo costretti a sopportare perché i controlli sono pochi, perché non vengono fatte abbastanza multe o forse perché non c’è interesse a farle.

E allora mi chiedo:

- perché non controllate i fascicoli aziendali dei pecorai, verificando le terre che hanno in comodato d'uso o affitto, nelle quali loro dovrebbero far crescere l’erba, pascolare le loro pecore senza distruggere le reti delle altre proprietà, i muretti a secco, bruciare interi campi di grano nelle giornate di scirocco, perché forse arriverà un po' pioggia e sulla cenere l’erba cresce più velocemente, non curandosi di chi quel grano lo ha seguito tutto l’anno o anche una vigna o un aranceto? E’ bello vederle per strada le pecore mentre passano tra un terreno, non loro, ad un altro…sa molto di Sicilia lo so, ma ora per strada c’è anche l’immondizia, per cui non si possono nemmeno più fare le foto.

- perché non controllate, se mai ci fosse l’obbligo di tenerlo, il registro di carico e scarico dei sottoprodotti di lavorazione dei produttori serricoli. Dove conferiscono la plastica di copertura, dove conferiscono i contenitori delle piantine e dove le piante stesse a fine raccolto? perché non cercate di contrastare un minimo il fenomeno delle fumarole, tutti questi sottoprodotti insieme che vengono bruciati e che rendono la nostra aria irrespirabile nel tardo pomeriggio e nella notte?

Sì, l’aria signor Presidente, l’aria che respiriamo e che serve a sopravvivere qui.

- perché non controllate le imprese edili e i loro cantieri accertandovi di dove buttano i calcinacci e le demolizioni? C’è ne sono troppe per strade a cumuli, a montagne, nei terreni altrui, scaricate di notte in modo totalmente abusivo

- perché non venite qui a fare un giro nelle campagne, dove l’attività di gran parte degli abitanti della città di Vittoria si svolge, città delle primizie, insieme con il prefetto di zona, il comandante dei vigili urbani, della polizia e dei carabinieri, non vi sedete intorno a un tavolo subito dopo e chiedete degli interventi straordinari intanto per rimettere l’ordine, come anche l’installazione di parecchie telecamere, che tanto vengono osannate e che sembra sempre che non ci siano le risorse per averle.

- perché non richiedete il censimento dei tanti albanesi e rumeni sfruttati nelle campagne, in modo che si possa dare loro assistenza sanitaria, istruzione, diritti e doveri da rispettare. Molti sono comunitari Signor Presidente, non extra-comunitari come spesso vengono chiamati in modo dispregiativo e nemmeno lo sanno.

I soldi si trovano signor Presidente, si trovano per le emergenze e questa è un emergenza.

- perché non lottate contro il lavoro nero dilagante voluto dai datori di lavoro ma anche dagli stessi lavoratori, perché hanno assegni familiari o disoccupazione o reddito di cittadinanza, e non vogliono perdere tutto ciò ma che allo stesso tempo non sono ben informati?

- perché permettete che i vostri figli girino per queste strade sprovviste di segnali stradali, piene di buche e la cui visibilità è ridotta al minimo dai cespugli, rischiando di morire ogni giorno?

- perché permettete a chi ama questa terra di spegnere questo amore ogni giorno?


Sono sicura che a tutto questo Lei stia già lavorando, perché non c’è rappresentante del popolo o uomo politico che oggi può permettersi di non occuparsi di tutto ciò e pensare di lasciare un segno.

Se verrete ad aiutarci, noi tutti ci saremo.


Saluti Cordiali
Arianna Occhipinti
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