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Gavi 11 terre, un bel progetto al femminile

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Gavi 11 terre, un bel progetto al femminile
Con coraggio e sensibilità creativa, Giusi Scaccuto Cabella ha creato un suo vino, unico nel suo genere, a cui nessuno aveva mai pensato finora. Il nuovo progetto si chiama Mine Wine ed è un Gavi Docg la cui produzione è iniziata solo nel 2018 con 20.000 bottiglie per ampliarsi nel 2019, con l’intenzione di proseguire.
Cosa presenta di diverso dai tanti Gavi che vengono prodotti nel territorio?

Il Mine Gavi Docg 2018 è un bianco piemontese, che nasce dalle uve allevate in tutti gli 11 comuni della denominazione, caratterizzati da suoli di diversa composizione e struttura: marnosi, calcarei e argillosi, segnati dai microclimi diversi.

Come si sa, a Gavi, le terre rosse sono originate dalla miscela ferrosa delle ghiaie miste ad argilla, antichi depositi alluvionali che si trovano soprattutto a nord, verso Tassarolo e Novi, dove le colline sono più dolci e le vigne si alternano a boschi di quercia, la fascia centrale, verso Serravalle, vede un’alternanza di marne e arenarie e, infine, la parte meridionale, che si fa più ripida per l’approssimarsi dei rilievi dell’Appennino, è composta da marne argillose bianche, la cui origine marina è evidente, anche per la presenza di numerosi fossili.
Con l’esperienza maturata in anni di lavoro in vigna e in cantina, Giusi ha condotto la scelta delle percentuali di ciascuna terra, tenendo conto dell’andamento dell’annata e di come si sono espresse le zone nel corso della stagione.

Da queste terre, dalla scelta di queste uve, ha creato un vino molto particolare: un bel colore giallo paglierino con riflessi luminosi, un naso ricco, con note agrumate al mandarino, una bella balsamicità con sentori di frutta; in bocca armonico, piacevole, delicato e intenso, di lunga persistenza: un vino lieve e complesso, che definirei “ femminile” per l’eleganza e la classe. Presentato a Milano presso il Ristorante Joia - Alta Cucina Vegetariana - in abbinamento con i piatti dello chef Pietro Leemann, ha mostrato tutta la sua versatilità e la sua gradevolezza.
Giusi racconta che la scelta di praticare i metodi dell’agricoltura biologica e biodinamica sono stati dettati dal rispetto per l’ambiente e da un’etica fondata sui principi della sostenibilità, della tutela ambientale e del vino sano e naturale.

“E’ stata una sorpresa anche per me scoprire le caratteristiche organolettiche di un blend nato da terre rosse, bianche e di mezzo. “Di fatto – conclude Giusi - credo di aver realizzato un Gavi, che rappresenti la mia personalità, tanto complessa quanto sfaccettata”.

Nel 2018 sono state prodotte 20.000 bottiglie di Cortese, diventate poi 35.000 nel 2019 e la produzione è decisa ad aumentare. Il vino è distribuito in Italia, Europa, Svizzera, Usa e Russia.
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