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ViniVeri Assisi 2020

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ViniVeri Assisi 2020
Un altro grande successo per ViniVeri Assisi 2020, l'evento di inizio anno organizzato dal Consorzio Vini Veri presso il Valle di Assis Hotel & Spa Resort.
Terzo appuntamento in questa location d'eccezione che ha accolto il folto pubblico con ampi spazi e servizi adeguati ad assicurare un'ottima vivibilità dell'evento.

Una platea attenta e informata, molti gli esponenti della ristorazione umbra, gli addetti ai lavori e la stampa specializzata, che hanno vivacizzato gli scambi di opinioni ai banchi d'assaggio.
Da sottolineare anche la presenza di diversi produttori in incognito extra Conzorzio, questa volta in qualità di visitatori al di qua del banchetto.

In attesa del Big Event di Cerea del 17,18 e 19 Aprile, dove il Consorzio si presenterà al gran completo, per il prossimo anno si sta pensando di allungare l'anteprima umbra inserando anche la domenica così da coinvolgere anche un maggior numero di appassionati.

Circa sessanta i produttori, ben oltre 200 le etichette in assaggio, un panorama variegato del Vino secondo Natura che spazia dal Carso alla Sicilia.

Avrebbe poco senso fare classifiche, come anche citare alcuni piuttosto che altri, non fosse altro per l'esiguità degli assaggi effettuati, essendomi perso più che altro in chiacchiere, saluti e confronti con amici e produttori, alcuni in entrambe le vesti.

Qualche flash qua e là in ordine sparso però me lo permetto, partendo con una sorpresa.
Siamo in Emilia con il primo esperimento su un vino "fermo" dell'amico Danny Bini di Podere Cipolla, già grandissimo manico sui rifermentati tradizionali del territorio.

Cipolla n°5 - Podere CipollaIl risultato è, neanche a dirlo, entusiasmante. Questa Malvasia dell'Emilia IGT Cipolla N°5 (il riferimento, anche grafico, al già famoso profumo voluto da Mademoiselle Coco, non credo sia affatto casuale) ha un naso che non ti aspetti, caledoscopico, incentrato su pompelmo rosa, maracuja, mango che si rincorrono l'un l'altro senza sosta, in un elegante turbinio che mai scade nel pacchiano. Undici gradi di alcool e una bocca molto sottile.

Scendiamo nel Lazio per un'anteprima, il Cesanese del Piglio DOCG Collefurno 2018. Una giovane azienda cresciuta in modo esponenziale negli ultimi anni.
Ingredienti vincenti sono la cultura biodinamica di papà Carlo Noro, l'intraprendenza e il rigore del giovane Valerio. La 2018 che uscirà probabilmente dopo l'estate, è la quadratura del cerchio dove potenza ed eleganza del Cesanese si fondono con un armonia che nulla ha da invidiare ai più blasonati vini del panorama italiano.

Ci spostiamo sulla costa marchigiana per una conferma.Marche Rosso IGT Rossobordò 2018 - Valter Mattoni
Dopo l'ottima prova della vendemmia 2015 il buon Valter "Roccia" Mattoni si conferma anche con l'annata 2016 il miglior interprete del Bordò (che altro non è che un biotipo di Grenache caratteristico della zona) scalzando di fatto il maestro Casolanetti (non me ne voglia) dal trono. Il Marche Rosso IGT Rossobordò 2016 è anch'esso un capolavoro di eleganza e armonia, che poco o nulla concede al residuo zuccherino che spesso contraddistingue le espressioni del territorio.
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