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Il fenomeno Grower Champagne

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Il fenomeno Grower Champagne
"La regione di Champagne è sull’orlo di un profondo cambiamento .. L’epoca dei grandi vignaioli e delle grandi vigne sta solo cominciando"
Andrew Jefford, The New France


Il termine Grower Champagne si può tradurre con "Champagne fatto da un vignaiolo", ovvero che nasce da una interazione diretta tra un uomo ed una vigna in contrapposizione con quello fatto dalle grandi Maison che spesso seguono altre logiche produttive. La categoria dei Grower Champagne è ancora di nicchia (negli Stati Uniti rappresentano 5% delle importazioni di Champagne) ma sta rapidamente guadagnano popolarità, in particolare sui mercati maturi e tra i consumatori educati. Quali sono le caratteristiche che rendono gli Champagne dei vignaioli così interessanti e attrattivi? Cercheremo di esplorare in questo articolo gli aspetti più importanti che sono terroir, personalità, style, sostenibilità ed esclusività.


Terroir

Anche se lo Champagne per sua natura è in un certo senso un esempio di "terroir diluito" essendo spesso blend tra diversi vini, diverse annate e diversi vigneti, il concetto di "terroir" sta guadagnando sempre più terreno negli ultimi anni anche per questa tipologia di vino, in particolar modo tra gli artigiani.

Produttori artigiani e "terroiristi" come Tarlant, Laherte, Agrapart, Emmanuel Brouchet, Benoit Lahaye etc stanno esplorando in alcuni dei loro Champagne il potenziale della singola vigna come espressione massima del terroir. Vigna d’Antan di Tarlant é un esempio eccellente di Champagne da singola vigna (single vineyard champagne), in questo caso si tratta di un rarissmo - per la regione - terroir sabbioso che permette di piantare a piede franco ovvero senza portainnesto. Piantata negli anni 60 oggi Vigna d’Antan è giunta alla maturazione perfetta per sperimentare e verificare l’unicità del suo terroir. Ci sono ovviamente anche alcuni Single Vineyard Champagne di grandi Maison come per esempio il celebre "Clos de Goisses" di Philipponat o il mitico Vieilles Vignes Francaises di Bollinger proveniente da due leggendarie singole vigne Grand Cru sopravvissute alla philossera, Chaudes Terres and Clos St. Jacques.

Il fenomeno è comunque più prontamente associato con gli Champagne artigianali. Come dice Mads Rudolfs, importatore di Grower Champagne in Danimarca ed autore di un libro sulla regione, "per via della sua natura, nella zona della Champagne l’esplorazione del concetto di singola vigna ha iniziato più tardi rispetto alle altre denominazioni di prestigio in Francia. I produttori cominciano solo ora a capire il vero potenziale di certe singole vigne e a cercare di esprimerlo, negli anni a venire vedremo sempre più interessanti e intriganti champagne artigianali".


Personalità: artigianali e artistici

I Grower champagne indubbiamente hanno una marcata personalità: riflettono lo stile unico e la filosofia del proprio creatore, il vignaiolo. Forse non esiste un'altra tipologia di vino che lascia così tanto spazio all'espressione artistica del vignaiolo come il metodo classico, dove l’uomo letteralmente da forma al vino tramite la magia della rifermentazione in bottiglia e i lunghi anni di pazienza dell’affinamento sur lie... I Grower Champagne sono artistici, artigianali e personali in contrapposizione con quelli delle Masion, che nelle versioni "sans année" hanno l’obbiettivo di una stilistica il più possibile consistente e senza variazioni.


Stile

Anche se le generalizzazioni sono sempre difficili da fare, gli Champagne artigianali hanno spesso alcune caratteristiche importanti in comune che includono:
  • La riscoperta del legno come contenitore per la prima fermentazione. Il legno ( non nuovo) ha riguadagnato popolarità tra i produttori negli ultimi anni con il vantaggio di aggiungere struttura e ampiezza agli Champagne.
     
  • Dosaggio basso. Visto come un modo di mettere il terroir in primo piano, la preferenza per dosaggi sempre più bassi ( Brut Nature o massimo Extra Brut) sta diventando sempre più popolare tra i produttori artigianali
     
  • Cuvée a solforosa bassa o senza. In linea con una filosofa di basso intervento e la domanda crescente per vini più sani e salubri, sempre più produttori scelgono di ridurre la solforosa o anche di uscire con cuvée completamente senza come per esempio Chloé Brut Nature Sans Soufre di Vincent Couche.

  • Monovitigni e vecchie varietà, altra caratteristica interessante è il maggior interesse verso cuvée monovitigno e la propensione alla riscoperta di vecchie varietà tradizionali. Vitigni storici oggi quasi scomparsi in Champagne sono ad esempio l’Arbanne ed il Petit Meslier, il cuvée BAM di Tarlant a base di Pinot Blanc, Arbanne e Petit Meslier è un esempio di "recupero" di vecchie varietà storiche.

L'insieme di queste caratteristiche rendono la categoria dei Grower Champagne decisamente molto variopinta, vivace e intrigante, una continua scoperta.


Sostenibilità

Anche se la sostenibilità non è prerogativa dei soli artigiani, l'attenzione alle pratiche agricole naturali e gli interventi minimi in cantina sono componente chiave della filosofia della maggior parte dei Grower Champagne. Come dice Aurelien Laherte di Laherte Freres "quando ti prendi cura della tua terra è praticamente impossibile darle veleno con le proprie mani, c’è qualcosa che ti blocca". Sarà questa connessione anche emotiva tra Uomo e Terra dietro la rivoluzione green in Champagne, guidata dai piccoli produttori, e in una regione come la Champagne dove l'ampio uso di pesticidi è da sempre una realtà, di questa rivoluzione green c'era davvero tanto bisogno. C'è da aggiungere anche che le pratiche agricole naturali, siano esse biologiche, biodinamiche o da agricoltura rigenerativa, sono ampiamente considerate come la strada migliore per fare vini espressivi del proprio terroir.


Esclusività

Ultimo aspetto da menzionare è quello della esclusività.
Gli Champagne dei Growers sono generalmente prodotti in quantitativi limitati, alimentando in modo pressoché naturale l'ulteriore peculiarità dell'esclusività. Grazie al cielo si trovano ancora in gran parte a prezzi tutto sommato abbordabili, confrontandoli con quelli delle Maison di maggior notorietà e prestigio.

Ammetto di essere una di quelle persone che alla famosa domanda "che bottiglia porteresti con te su un'isola deserta" risponderei senza esitazione, uno Champagne. Anzi, un Grower Champagne. Quando questo stile di vino così magnificamente edonistico è pure fatto in chiave artigianale, artistica, sostenibile e terroir-centrica... cosa potrei chiedere di più?
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