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Tutti i Colori del Gallo Nero

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Tutti i Colori del Gallo Nero
"Tutti i colori del Gallo Nero" è il claim della Chianti Classico Collection 2020,  in scena alla Leopolda per la sua undicesima edizione.

OrgChianti Classicoanizzare e gestire un'anteprima per una denominazione come quella del Chianti Classico non è affatto cosa semplice, e i numeri ne sono la riprova.

Ben 480 i campioni in degustazione nell'ampia sala stampa, con una solerte stuola di 50 Sommelier a soddisfare le perverse richieste di giornalisti e addetti ai lavori.

Si scavalca quota 700 considerando anche gli assaggi in degustazione ai banchi dei produttori (circa 200) tra prove di botte e etichette senza fascetta del Gallo Nero.
Importante anche il numero di presenze che hanno animato la Leopolda, fondamentalmente addetti ai lavori, ma anche appassionati che dalla scorsa edizione possono accedere alla manifestazione nel pomeriggio della giornata di martedì.
Chianti ClassicoA loro è dedicata la novità di quest'anno che riguarda l'organizzazione di diversi Wine Tour a tema per permettere ai consumatori finali di districarsi tra nel complesso territorio del Chianti Classico che spazia dalle franzose similitudini delle alture di Radda alla rassicurante potenza montalciniana dell'areale di Castelnuovo Berardenga, passando per la calda Panzano fino a giungere alla fresca enclave di Lamole, guidati da esperti del calibro Leonardo Romanelli e Valentino Tesi.

Numeri da capogiro gestiti egregiamente tanto da assicurare sempre la massima vivibilità con uno stile che riflette sostanza ed eleganza propria del Chianti Classico.

Senza dubbio una delle migliori organizzazioni nel disparato bailamme delle anteprima che in questo scorcio di febbraio mettono a dura prova palato e fegato degli addetti ai lavori.

Quella che va in scena alla Leopolda è dunque una vera e propria festa in cui le mille sfaccettature del Chianti Classico emergono nella loro gioiosa e colorata identità.

Chianti ClassicoSotto i riflettori l'annata 2018, non certo facile da gestire in vigna, per una sofferta discontinuità climatica che ha trovato pace solo a settembre inoltrato, premiando le scelte di vendemmia posticipata.
Vini che mediamente non raggiungeranno i livelli dell'annata 2016 (che resta quella più nelle mie corde tra le annate recenti) restando probabilmente un filo più scarni. Vini comunque di grande ed immediata godibilità, di grande freschezza, sicuramente apprezzabili da chi predilige uno stile più sottile ed elegante.

A macchia di leopardo i campioni in assaggio della vendemmia 2017, con alcuni areali che hanno potuto gestire in modo migliore il calore siccitoso dell'annata, dove struttura e frutto in bella evidenza trovano un buon equilibrio.

Non mancano in entrambe le annate punte di livello assoluto.

Qualche citazione in ordine sparso per alcune delle aziende di Radda che da qualche anno rientrano costantemente tra i miei migliori assaggi:

Poggerino di Piero Lanza - Chianti Classico DOCG 2018 campione di botte

Piero l'ho conosciuto quanche anno fa alla mia prima esperienza alla Leopolda. I suoi vini mi sono piaciuti fin da subito per la loro eleganza, peraltro uno dei pochi dei quali spesso prediligo la Riserva all'Annata.

Chianti ClassicoL'Erta di Radda di Diego Finocchi - Chianti Classico DOCG 2018 campione di botte

Seguo Diego fin dal suo esordio. Dimostra subito di avere manico e in questi pochi anni ne ha dato conferma crescendo ulteriormente. Dovrei avere ancora una 2009 nascosta da qualche parte in cantina, mi è venuta voglia di tirargli il collo.

Monterotondo
di Saverio Basagni - Chianti Classico DOCG 2018 Vaggiolata campione di botte

Anche con Saverio la conoscenza è recente. I primi assaggi ad un Sangiovese Purosangue (grazie a Davide Bonucci) hanno rivelato un Chianti Classico di assoluto rigore chiantigiano. Grandi potenzialità commercialmente ancora non espresse.

Val delle Corti
di Roberto Bianchi - Chianti Classico DOCG 2018 campione di botte

Sicuramente più datata la conoscenza con Roberto, colui che mi ha avvicinato (e fatto innamorare) al Chianti Classico di Radda. Galeotto fu l'assaggio di una '98, ultimo grande vino del papà Giorgio di cui Roberto ha raccolto l'eredità. Non credo di esagerare nel definirlo il miglior interprete della denominazione.
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