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Start: idee per la ripartenza aggiornamento al 19 aprile

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Start: idee per la ripartenza aggiornamento al 19 aprile

E’ dal 23 febbraio che siamo stati travolti dallo tsunami del Covid 19, un ‘onda che ha spazzato via le nostre certezze e la normalità della vita di tutti i giorni

Al lavoro in questi giorni è un gran ripetere: "Quando si tornerà devi..." ‘
"Quando tutto tornerà come prima dobbiamo..."
Noooooooo, non faccio altro che ripetere, ci sarà inevitabilmente una nuova normalità, una quotidianità diversa, una socialità rallentata.

Io ho iniziato a lavorare quando la tempesta del metanolo si stava placando e ho visto passare il vino da prodotto demonizzato a elemento culturale di distinzione e discussione. Mi è venuto in mente quel periodo, per cercare idee e spunti e tentare di ipotizzare scenari futuri dell’enomondo, perché penso sempre che la storia sia maestra i vita

Di questo momento che stiamo vivendo però non abbiamo esperienza, i ritmi di produzioni veloci, il mercato globale e l’incertezza che domina rischia di schiacciare a terra un intero comparto produttivo. In tempi di Covid 19, non dobbiamo intervenire sulla qualità del vino, come al tempo del metanolo oramai è un prerequisito, ma anche una parola vuota di significato dobbiamo riconquistare la fiducia nei consumatori e nei clienti e nei mercati in calma piatta, avere respiro economico da parte delle istituzioni e la lungimiranza di capire dove andrà il vento.

Se c'è una cosa che ha messo tutte le associazioni di categoria d'accordo è la richiesta di agevolazioni fiscali, di proroga delle scadenze sui piani OCM e sui nuovi impianti, l'annullamento dell'IMU, lo snellimento delle pratiche per le assunzioni del personale, l’agevolazione burocratica delle pratiche, l’autocertificazione delle DOP

Non c'è da gridare allo scandalo se si inizia a parlare di distillazione di soccorso ma provate a pensare di quanto è aumentato il consumo dell'alcol etilico denaturato negli ultimi mesi, con un trend che non è certo destinato a scendere.
E' aprile ed arrivare alla vendemmia è un attimo, in pianura stanno iniziando i trattamenti. e non si deve assolutamente pensare di lasciare l’uva sulla pianta.

_ Distillazione di crisi
_ Stoccaggio
_Vendemmia verde
_Diminuzione delle rese ( In alcune zone ci ha gia’ pensato la brina )
Sono mezzi che si possono utilizzare , poi sta nell’agricoltore scegliere se e a cosa aderire


Dobbiamo incanalare le energie per far brillare il Made in Italy, magari anche solo facendo un tricolore un po' più grande in etichetta.
Magari tornare a scoprire che il Pinot nero non è solo in Borgogna, ma anche l'Oltrepò Pavese ha le sue carte da giocare, che non vuol dire diventare autartici dalla sera alla mattina.

Dobbiamo tornare a pensare che siamo tutti sulla stessa barca e che nessuno si salva da solo, come spesso ho scritto su queste pagine, basta comunicazione del tipo, i soldi poi vanno solo ai grandi gruppi e bla bla bla bla.
Basta comunicazione becera del tipo ‘Io ho i calli, il mio vino è artigianale ,ergo il mio vino è di qualita’ Basta per favore basta

Dietro ai grandi gruppi ci sono persone con facce, aziende agricole e famiglie e redditi da difendere che coltivano la vigna con la stessa dignità e attenzione del piccolo produttore di nicchia.
La critica enologica degli ultimi anni, quanto è stata divulgativa e quanto dispensatrice di incenso di meteore enologiche?
Anche la GDO ha la sua dignità il buono leale e giusto non passa solo dai piccoli numeri, come si è cercato di far credere negli ultimi anni.
Rendiamoci conto che inevitabilmente ci troveremo davanti ad un mercato con meno disponibilità di spesa e ad un'offerta che ha un disperato bisogno di liquidità e non si deve ripartire facendo leva solo sul prezzi di vendita, prezzi che poi appena calmate le acque faranno fatica a risalire

Dobbiamo lavorare sulla comunicazione on line, che non vuol dire spammare a random sui social quanto siamo bravi, far vedere le nostre mani sporche di terra, ripetere la parola passione come un mantra. Noooooooooooooo, dopo tutto questo lavarci le mani, dobbiamo raccontare salubrità e sanità nel bicchiere che non passano da unghie sporche di terra ma da cantine pulite ed ordinate e da certificazioni di prodotto.

Poi tutto l'andare in giro a fare serate di degustazioni, quando pensate di riprendere? Come ripartiranno le varie scuole di formazione di sommelier che hanno allevato tanti potenziali clienti?
Bè io se fossi in voi inizierei ad esercitarmi su Zoom con un bicchiere in mano, a provare luci, scrivere testi, luci, pause, ad ascoltare la nostra voce registrata

Dobbiamo far tornare il vino protagonista della nostra quotidianità, magari con partnership del cibo del territorio, come formaggio, miele, farine, cioccolato, confetture, anche perché con le nuove regole del distanziamento sociale gli agriturismi saranno i primi anelli della ristorazione ad andare in crisi.

Vino in conto vendita? Posso dire allora la stessa cosa al fornitore di materie prime secche 


Abbiamo tanto da fare. La vendemmia è dopo domani, ed io è dal 23 di febbraio che ho la sensazione di non dormire mai
 

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#2 Commenti

  • Andrea D'Ascanio

    Andrea D'Ascanio

    "Noooooooooooooo, dopo tutto questo lavarci le mani, dobbiamo raccontare salubrità e sanità nel bicchiere che non passano da unghie sporche di terra , ma da cantine pulite ed ordinate e da certificazioni di prodotto ."

    ti LOVVO!!

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    #1
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    Andrea ti lovvo anch'io . Sara' una nuova rinascita, occorre cercare di pensare scenari possibili

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    #2

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