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Covid-19, lanci cordata e ritiri, protocollo di sicurezza

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Covid-19, lanci cordata e ritiri, protocollo di sicurezza
Come avrete notato, dal 4 maggio, giorno di inaugurazione della c.d. "fase due", c'è stata una decisa ripartenza delle cordate sul network, soprattutto in area lombarda per il momento. Un'importante boccata di ossigeno per noi ma soprattutto per le aziende che possono contare solo sui privati in questo momento difficile dove la nostra piattaforma può veramente fare la differenza per la mole di ordini e di immediata cassa che è in grado di portare in brevissimo tempo ad ogni singolo produttore. Non solo, il modello stesso limita al massimo gli spostamenti di merce (unica consegna) e i ritiri sono scaglionati, una persona alla volta, il che sembra quadrare perfettamente con le esigenze di sicurezza della normativa nazionale.

Molti abitanti del network ci scrivono per sapere se possono andare a ritirare la propria merce o se possono lanciare cordate, ci sono timori o perplessità sia a lanciare che a ritirare per via del pericolo delle sanzioni da parte delle forze dell'ordine per spostamenti non giustificati.Ho ritenuto quindi importante riportare quella che è la nostra interpretazione della situazione attuale come società - corroborata da alcuni riscontri ufficiali da parte degli enti preposti che ci siamo premurati di contattare - unitamente a qualche linea guida che invitiamo tutti i capicordata e i compratori a rispettare in fase di ritiro / consegna della merce acquistata in cordata.


Cosa si può fare e cosa non si può fare secondo il DCPM del 27 aprile c.d. "Fase due"

L'interpretazione del decreto non è agilissima per via di norme che sembrerebbero in conflitto tra loro. Il dubbio fondamentale sul quale ci siamo concentrati e al quale cerchiamo di dare risposta, è se la circolazione all'interno dei confini regionali sia consentita o meno, e se ciò sia possibile con o senza certificazione. Di base, dal lockdown in poi, sono state previste queste possibilità di spostamento con autocertificazione:

- per motivi di lavoro
- per motivi salute
- per necessità

Una delle novità principali del decreto è stata la possibilità di spostamento per far visita a congiunti. Viene cioè espressamente prevista la possibilità di muoversi dal proprio domicilio - anche al di fuori del proprio comune purché in ambito regionale - per andare a far visita a parenti e affini. L'errore che probabilmente tutti in buona fede abbiamo fatto è stato quello di interpretare questa nuova prescrizione in via esclusiva con riferimento alle situazioni di necessità, cioè un po' come se questa fosse l'unica possiblità di vista a terzi. In realtà, lo stesso DCPM prevede altre possibilità di movimento, anche al di fuori del proprio comune purché all'interno dell'ambito regionale e lo strumento che usa per questo genere di spostamenti è quello della necessità.

Ora, fermo che la ratio dell'intero decreto e di tutte le misure di sicurezza sono sempre il divieto di assembramento, la distanza di sicurezza e l'uso dei dispositivi di sicurezza, il punto dirimente di tutta la questione, per quanto ci riguarda, sembrerebbe essere se la visita ad un capocordata per ritirare la propria merce possa configurarsi come necessità e quindi aprire ad uno spostamento verso terzi anche se questi non sono parenti e affini.

In via meramente interpretativa e del tutto personale, considerato che lo stato di necessità è previsto e ammesso (anche nelle FAQ del sito del ministero) per recarsi a "fare la spesa" anche in esercizi commerciali al di fuori del proprio comune purché in ambito regionale, quindi diciamo anche per andare a comprare una mozzarella, parrebbe logico che a fortiori sia possibile recarsi presso un'altra persona per ritirare propria merce acquistata e lì in deposito.

Le FAQ del ministero, benché non rappresentino le tavole della legge, recitano precisamente:

"È possibile spostarsi in ambito regionale per situazioni di necessità, come, ad esempio, fare la spesa, purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro. Resta inteso che la giustificazione di tutti gli spostamenti ammessi, in caso di eventuali controlli, può essere fornita nelle forme e con le modalità consentite. Di norma la spesa deve farsi in esercizi ragionevolmente prossimi alla propria abitazione, pur non essendo più previsto il territorio comunale quale limite territoriale degli spostamenti; un maggior allontanamento è consentito solo in presenza di specifiche ragioni che lo rendano necessario."Se infatti mi è consentito recarmi in un esercizio commerciale per la necessità di fare un acquisto, affrontando il rischio di incontrare più di una persona in coda o nel negozio stesso, non si capirebbe perché non debba essere possibile ritirare la propria merce presso una persona in una situazione in cui si è solo in due, a debita distanza e muniti di mascherina".

Anche la sola possibilità di fare "attività motoria" distante da casa purché all'interno dei confini regionali - qui in Liguria Toti per esempio ha indicato espressamente che ci si può recare con proprio mezzo in qualsiasi luogo della regione per andare a fare attività motoria in quel luogo - sembrerebbe aprire a movimenti "vicini" o "in prossimità" del luogo di ritiro senza pericolo alcuno di sanzione (ero lì per fare attività motoria).

Lungi da me consigliare sotterfugi o furbizie, questa resta assolutamente la mia umile interpretazione che non ha alcun valore legale e che non posso certo pretendere che valga come un liberi tutti senza alcun rischio di sanzione da parte di zelanti gendarmi.

Quindi?
Quindi come società, ci siamo rivolti a diverse istituzioni dall'Ufficio della Presidenza del consiglio e relative segreterie, passando per gli Uffici nazionali che governano le relazioni con il pubblico del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico), della Protezione Civile e del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. incredibile dictu, abbiamo ricevuto immediata risposta dall'URP della Protezione civile ad una prima e-mail che riporto di seguito:

"Premesso che questo Dipartimento non rilascia pass o permessi agli spostamenti, né effettua i controlli degli stessi, cui sono deputate le forze di polizia statali o locali, con il coordinamento delle rispettive Prefetture - Uffici Territoriali di Governo, territorialmente competenti, Le suggeriamo di sottoporre quanto esposto al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, per gli approfondimenti del caso e relativi seguiti di competenza...(omissis)... Con l'occasione Le ricordiamo che sono consentiti gli spostamenti in ambito regionale mentre è consentito lo spostamento fra Regioni diverse esclusivamente nei casi in cui ricorrano: comprovate esigenze lavorative o assoluta urgenza o motivi di salute. Gli spostamenti, devono essere autocertificati mediante apposito modulo del Ministero dell’Interno scaricabile all’indirizzo: https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/nuovo_modello_autodichiarazione_editabile_maggio_2020.pdf compilato in tutte le sue parti. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato. Grazie per la collaborazione".

Già qui son caduto dalla sedia perché ero convinto, come molti di voi, che non fosse possibile muoversi nell'intero territorio regionale e invece. Siccome però facciamo le cose per bene, ho atteso prima di pubblicare questo articolo anche la risposta del MISE (se arriva anche la risposta del Ministero delle Politiche Agricole la integro poi) che dopo aver preso tempo invitando ad attendere l'imminente e sicuramente più permissivo nuovo decreto del 18 maggio, sostanzialmente conferma l'interpretazione della Protezione Civile:

"In relazione al quesito proposto, alla luce dell'imminente emanazione del provvedimento comunemente indicato come Decreto Rilancio e che dovrebbe stabilire il riavvio, a far data dal prossimo 18 maggio, di quasi tutte le attività, secondo modalità e tempi che potranno essere diversamente modulate dalle singole Regioni, in funzione delle specifiche situazioni sanitarie dei rispettivi territori, si suggerisce di attendere la pubblicazione del predetto decreto e della eventuale normativa regionale di accompagnamento. Quanto sopra premesso, si concorda con la risposta fornita dagli uffici della Protezione Civile circa la libertà di circolazione all'interno delle singole regioni, laddove eventuali limitazioni a tale libertà devono essere considerate iniziative di competenza di ciascun ente territoriale, in funzione delle specifiche situazioni locali di diffusione della pandemia."

Il tutto, con la doverosa postilla che in ambito regionale possono esserci normative più aperte o più restrittive rispetto a quanto previsto in ambito nazionale e a quelle regole regionali è anche importante uniformarsi.

Quel che qui interessa è che ben due enti ufficiali, Protezione Civile e Ministero dello Sviluppo Economico, rispondono in modo ufficiale alla nostra domanda dichiarando entrambi che è possibile muoversi in ambito regionale. Aggiungiamoci pure che tali spostamenti debbano rientrare nella situazione di necessità (in nessuna delle due risposte menzionata) e che quindi noi da bravi facciamo l'autocertificazione per ragioni di necessità indicando che dobbiamo ritirare della merce acquistata in gruppo presso l'indirizzo tal dei tali e dovremmo essere abbastanza ligi a tutte le prescrizioni. Dopo il 18 comunque chi ha ancora dubbi dovrebbe vederli sciolti in modo ancora più ufficiale con le disposizioni che probabilmente accompagneranno il nuovo decreto.


Linee guida Covid-19 per consegne e ritiri presso i capicordata

Vediamo ora cosa possiamo metere in pratica noi, sia come capicordata in fase di consegna che come acquirenti in fase di ritiro per garantire la massima sicurezza per tutti, semplici linee guida che ci sentiamo di proporvi quasi come una sorta di protocollo vinix per l'emergenza Covid-19 per consegne e ritiri (se avete suggerimenti ulteriori lasciateli nei commenti):

Per chi ritira:

- prendere sempre appuntamento con il capocordata prima del ritiro con un messaggio privato su Vinix o con un messaggio whatsapp al cellulare indicato nella mail di cordata completata con successo e nella mail di merce arrivata

- recarsi dal capocordata preferibilmente da soli per limitare a 2 il numero di persone presenti alla consegna

- essere muniti di appositi presidi di sicurezza (mascherina chirurgica o similari essenzialmente)

- mantenere la distanza di almeno 2 metri dal capocordata in fase di ritiro

- lavarsi le mani o igienizzarle subito dopo aver scaricato la propria merce a casa


Per i capocordata:

- lavarsi le mani o igienizzarle prima della consegna

- predisporre la merce di chi sta arrivando con leggero anticipo sul suo arrivo, così da poterla mettere accanto al punto di entrata del luogo di ritiro stesso ed evitare di consegnarla "brevimannu"

- mantenere, anche grazie all'accorgimento precedente, una distanza di almeno 2 metri rispetto al capocordata in fase di ritiro/consegn


Daje che siamo foritssimi.
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