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#12 Commenti

  • Gerardo Gerry Checchi

    Gerardo Gerry Checchi

    Grande Marilena! Sarà un vero piacere assaggiarlo!

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    #1
  • Davide Robbiati

    Davide Robbiati

    L'immagine della vigna è estasiante e il senso dell'etichetta commovente e fortificante. Tanti complimenti... e massima curiosità!

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    #2
  • Marilena Barbera - Cantine Barbera

    Marilena Barbera - Cantine Barbera

    Grazie ad entrambi :)

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    #3
  • Giorgio Fortunati / DegustandoVino

    Giorgio Fortunati / DegustandoVino

    Brava Marilena! Bellissimo post, l'immagine nitida della natura che descrivi, i dati e le interessanti info ampelografiche che fornisci... Grazie! non vedo l'ora di provare questo vino, magari, come altre volte, sarebbe bello assaggiarlo insieme!

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    #4
  • Roberto Villa

    Roberto Villa

    ehhhh...mannaggia... coi cantieri della metropolitana sotto casa ..qui se non mi salta fuori un Capocordata Ardito che mette in moto l'ambaradan mi tocca scendere in bici ..ma è risalire che mi preoccupa

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    #5
  • Domenico Valenzano

    Domenico Valenzano

    Arriva, porta pazienza.

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    #6
  • Giuseppe Federico

    Giuseppe Federico

    Concordo naturalmente su tutto quanto sapientemente scritto da Marilena, che in campo enologico è una delle migliori menti (e "penne") dell'Isola, meno invece sul riferimento "politico" (in senso molto lato) dell'etichetta, non perché non ne condivida la correttezza del messaggio, ma solo perché credo che oggi, molto più che all'epoca dei terribili fatti storici, le nostre opinioni siano sempre più veicolate ed indirizzate ad hoc verso un "politically correct" molto di facciata e che perciò nasconde, togliendogli a priori possibilità di emergere, a tante altre atrocità altrettanto atroci, ma "legittimate" dai sempre più prioritari ed inalienabili interessi economici transnazionali.
    Naturalmente si tratta una riflessione personale che nulla toglie alla bellezza dell'etichetta e, soprattutto, alla bontà di questo "FuoriZona".

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    #7
  • Marilena Barbera - Cantine Barbera

    Marilena Barbera - Cantine Barbera

    Caro Federico, nella mia etichetta non c'è nulla di ciò che intendi tu per “politico”. Se invece vogliamo per una volta attribuire alla parola “politico” il suo significato più alto, che è poi quello che ha originato nel VII secolo a.C. l’esistenza stessa della parola, allora la mia etichetta ha un significato solo ed esclusivamente politico.

    E’ infatti “politico” tutto ciò che attiene alla polis, tutto ciò che riguarda la vita del cittadino, le sue scelte individuali e morali, il suo impegno civico, il suo universo culturale e i valori che lo definiscono e lo caratterizzano non solo come cittadino, ma come individuo, come essere umano che appartiene ad una comunità di uomini liberi. Fanno parte della visione “politica” la giustizia e la pietà, la misura, l’equità, l’etica, il rispetto, la temperanza e la valorizzazione dell’essere umano.

    Sì, la mia etichetta in questo senso è politica: ne sono orgogliosa, e col cavolo che è “politically correct” o che le mie opinioni siano indirizzate ad hoc chissà verso quale facciata.

    Il messaggio di Liliana Segre mi ha colpita, e lo porto nel cuore, perché ci sono stata a Dachau e a Mathausen, e ho visto i fili spinati ancora eretti, memoria perenne dell’abiezione cui sono sprofondati tanti uomini di allora e tantissimi uomini di oggi. Vacci anche tu, magari te ne farai un’idea più rispettosa.

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    #8
  • Giuseppe Federico

    Giuseppe Federico

    Cara Marilena, intanto grazie della gentile risposta che prova concretamente l'applicazione, nel tuo vissuto quotidiano, della tua visione "politica" nel suo significato più alto.
    Credo però di non dover prendere da te lezioni di rispetto verso le atrocità della storia (non solo la Shoah, ma anche i gulag, le foibe, lo sterminio degli indiani d'America ieri come la questione palestinese oggi, e l'elenco potrebbe essere ancora molto lungo purtroppo) dato che ho la fortuna di aver ricevuto un'educazione da persona libera e rispettosa dell'opinione altrui anche se diversa od opposta alla mia; non è questa d'altronde l'essenza più nobile del concetto di democrazia a te, e a noi tutti, tanto cara?
    Il rispetto vero io l'ho imparato da mio nonno, un piccolo imprenditore agricolo (e, naturalmente, anche viticoltore) convintamente antifascista e che proprio per questo, nella seconda parte del "ventennio", ha pagato le prevedibili conseguenze della sua scelta, restando però sempre orgogliosamente con la schiena dritta e la mente libera da ogni falsa ideologia.
    Per questo e per tante altre ragioni che non sto qui ad elencare, non essendo questa la sede opportuna, continuerò sempre a pensare da persona libera e con una visione costruttivamente critica dei fatti storici, al di là di qualsiasi ideologia-preconcetto o visione "politicamente corretta" monotonamente suggerita dal pensiero dominante. "Nel dubbio la prima certezza", diceva qualcuno tanto tempo fa, almeno finché il pensiero unico non ci vieterà anche di dubitare...

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    #9
  • Marilena Barbera - Cantine Barbera

    Marilena Barbera - Cantine Barbera

    Vedi Federico, non sono venuta io sotto ad un tuo post ad insinuare che le tue scelte, le tue riflessioni o le tue idee siano soltanto proclametti di facciata.

    Né sono io a darti lezioni: io ho parlato del mio pensiero, di un mio vino e di una mia etichetta. Ho parlato in modo semplice di quello che provo, e davvero non c’è alcun significato recondito, né un fantomatico “politically correct” a cui, per ragioni che non comprendo, releghi la mia opinione.
    Non ti conosco, non so chi sei e non ho idea di come tu la pensi. Non me ne volere, ma il benaltrismo è un esercizio che mi annoia un poco.

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    #10
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Perdonate se intervengo, più che altro Federico (sarebbe cortese e rispettoso di questa community mettere nome e cognome nel profilo), sarebbe curioso capire quale sia esattamente il punto.

    Scrivi: "[concordo] meno invece sul riferimento "politico" (in senso molto lato) dell'etichetta, non perché non ne condivida la correttezza del messaggio, ma solo perché credo che oggi, molto più che all'epoca dei terribili fatti storici, le nostre opinioni siano sempre più veicolate ed indirizzate ad hoc verso un "politically correct" molto di facciata e che perciò nasconde, togliendogli a priori possibilità di emergere, a tante altre atrocità altrettanto atroci".

    Ok, quindi?
    Bisognava fare l'etichetta contro il consumismo o l'inquinamento ambientale? Non è sufficiente, come atto politico di sostanza, fare agricoltura e poi esser liberi di mettere in etichetta un po' quel che si ritiene opportuno? Chiedo senza retorica.

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    #11
  • Giuseppe Federico

    Giuseppe Federico

    Salve Filippo, intanto ho aggiunto il mio nome nel profilo e mi scuso per non averlo fatto prima, concordo pienamente con la tua conclusione che fare agricoltura al meglio delle proprie possibilità, con passione competenza ed onestà, sia il miglior "atto politico di sostanza" che chi fa questo mestiere possa compiere ogni giorno. Tutto il resto sono solo pensieri e riflessioni che ho voluto condividere prendendo spunto dalla peraltro molto riuscita etichetta, senza alcun intento di polemizzare o criticare a priori le opinioni altrui. Ho solo approfittato della possibilità di confronto libero offerta dal sito per esprimere la mia personalissima opinione, certo di non voler mancare di rispetto ad alcuno.

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    #12

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