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Un assaggio di Valtellina

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Un assaggio di Valtellina
Ieri sera ho partecipato al banco di assaggio di vini di Valtellina organizzato dalla sezione di Monza di ONAV in collaborazione col Consorzio di tutela Vini Valtellina.
Una lode a ONAV e in special modo alla sezione di Monza, che nell'ultimo anno è cresciuta sia a livello organizzativo che qualitativo; organizzazione impeccabile, sempre curata nei dettagli sia delle iniziative proposte che degli eventi organizzati; alta qualità nella scelta di docenti, responsabili, location e soprattutto prodotti, tanti dei quali ai più sconosciuti.
La degustazione di ieri sera (tenutasi in precedenza anche a Bergamo e Varese) è stata un altro fiore all'occhiello, che ha visto un'affluenza notevole. 
Per me la Valtellina è un tuffo nei ricordi.
Da bambina trascorrevo le vacanze estive in un paesino vicino a Bormio; ricordo le nuvole che scendevano dall'alto e nascondevano ogni cosa all'orizzonte avvolgendo come in un abbraccio boschi, case, orizzonte, e mi sembrava di stare immersa nella panna montata; ricordo le lunghissime ed estenuanti passeggiate che, facevo per arrivare sempre più in alto, per vedere stambecchi, marmotte, e genziane. Ricordo l'aria fredda che arrivava subito dopo il tramonto nelle caldissime giornate estive, preludio a notti stellate da mille e una notte.
Una terra che dopo la devastazione del 1987, ha avuto la forza di ricominciare, di ricostruire, migliorando e non perdendo mai di vista gli insegnamenti del passato. Una terra che mantiene ben radicate le tradizioni ma che continua, con le sue persone, le sue a attività, ad evolvere, migliorando e non stravolgendo.
Se penso ai vini di Valtellina, automaticamente penso al Nebbiolo e alla fatica di chi si prende cura di questo territorio, delle sue vigne, dei suoi frutti; vedo le terrazze vitate, i muri a secco, le schiene curve, ginocchia appoggiate al terreno, bigonce cariche che devono essere portate in cantina. Sento il sole che riscalda durante il giorno e il freddo che ti attanaglia la notte. Vedo preservati e portati a compimento gli sforzi di generazioni, che hanno lasciato in eredità terra e dedizione, passione e sacrificio.
Vini che portano in sé le caratteristiche variegate dei terreni, delle inclinazioni, delle altitudini, dove le uve sono state coltivate. Vini che si portano dentro la fatica e la passione di chi li ha voluti, perchè fondamentale rimane la cura in vigna; il lavoro di cantina deve salvaguardare al massimo la materia prima, cercando di preservarne tutte le caratteristiche e di assecondarne l'evoluzione.
Ieri sera era presente una ventina di aziende aderenti al Consorzio, tra le quali Ar.Pe.Pe, Balgera, Bettini, Caven Camuna, Conti Sertoli Salis, Dirupi, Fay, Fruviver, Le Strie, Alberto Marsetti, Nino Negri, Pietro Nera, Nicola Nobili, Plozza, Prevostini, Rainoldi, Triacca, Gianatti Giorgio.
Per me, Ar.Pe.Pe. rimane un caposaldo, un punto di riferimento per tutti, solida nelle sue tradizioni (siamo alla quinta generazione), coraggiosa nella filosofia (i vini seguono il loro percorso evolutivo in cantina e solo quando sono ritenuti idonei ad essere degustati vengono messi in commercio), profondamente unica e originale, inimitabile e per questo riconoscibile fra tutti. I vini di Ar.Pe.Pe. hanno una personalità molto marcata, nel loro Dna scorre la mineralità di quei terreni scoscesi che viene esaltata in grandi botti di rovere e castagno per molto, molto tempo.
Di Ar.Pe.Pe. ho assaggiato anche il Rocce Rosse 1996 ( Valtellina Superiore DOCG, 100% Nebbiolo, 48 mesi di botte di rovere e almeno 24 mesi di affinamento in bottiglia) e il Pettirosso 1997 ( Terrazze Retiche di Sondrio, 100% Chiavennasca, 48 mesi di botte grande di castagno e almeno 48 mesi di affinamento in bottiglia) che non dimostravano affatto la loro età; colori brillantisiimi e integri, profumi freschi, aromi nitidissimi e freschi di frutti di bosco.
Dei F.lli Bettini, mi ha colpito il Sant'Andrea 2004 ( Valtellina Superiore DOCG), vinificato da uve raccolte alla fine di Novembre, dopo un periodo di pseudo appassimento in pianta, che ricorda molto uno Sforzato ma è decisamente più easy anche se mantiene un fine bouquet e un retrogusto importante.
Tra gli Sfurzat assaggiati da me, lo Sforzato_2003 di Caven Camuna, che sembrava di avere nel bicchiere una manciata di frutti di bosco appena colti, nonostante i più di cento giorni di appassimento; lo Sforzato_2003 di Pietro Nera, coi suoi profumi di frutta cotta (al dente); lo Sforzato_2003 di Nobili, esempio di classicità; lo Sforzato_2003 di Rainoldi, caldo, rotondo, armonico, elegantissimo; lo Sforzato 5 stelle di Nino Negri 1997, elegante e raffinato, coi suoi aromi di frutta passa, vaniglia e caffè, con un persistente retrogusto speziato.
Tra tanta tradizione una belle novità, l'Azienda I Dirupi: due produttori, giovanissimi, appena laureati in enologia, che da un paio d'anni hanno in 'affitto' 3ht di vigne e una cantina (forse gli unici a non vantare avi vignaioli); producono un unico vino, un Valtellina Superiore (affinato 18 mesi in botti di rovere della foresta di Allier costruite appositamente dal mastro bottaio Gamba), di cui ieri abbiamo potuto assaggiare l'annata 2005 ( splendida seconda annata dopo l'esordio con il 2004), che è la loro fotocopia: un vino ottimo, ben fatto, tipico, ma con una nota distintiva che è quella della modernità; modernità di coltura e di cantina, didatticamente parlando perfetta, ma che lascia trasparire la vivacità, l'intraprendenza, la voglia di distinguersi da tutti gli altri. Due ragazzi che ti accolgono in jeans, con una zazzera riccioluta che non puoi non notare, e che ti parlano di sogni, di aspettative, con l'entusiasmo di chi ancora è all'inizio di un lungo percorso. Che espongono come ad un esame all'università, ma poi si fanno prendere dalla spiegazione e ti raccontano di loro, della loro vigna, della loro uva, come del 'giocattolo' preferito.
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#7 Commenti

  • Davide Canina

    Davide Canina

    C'ero anch'io alla degustazione davvero bella!! Ottimi vini molto bene fatti. Piacevoli. Profumi molto intensi e vini di ottimo corpo con una buona freschezza. Abbiamo assaggiato di Ar.Pe.Pe. un 96' e un 97' ma non dimostravano gli anni che aveva.

    Una nota davvero carina ho incontrato "Nicola Nobili". L'ho conosco da 10 anni faceva l'università a Pavia. E'stato favoloso ritrovarlo mi ha detto che quando è tornato in Valtellina ha deciso di riprendere in mano le vigne e dedicarsi al vino , ha fatto enologia ed ora eccolo a presentare vini davvero buoni. Complimenti davvero!! mi ha fatto piacere incontrarlo di nuovo e il suo modo di comunicare i vini è stato molto interessante (www.vininobili.it)
    Ciao,
    Davide

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    #1
  • Pamela Guerra

    Pamela Guerra

    Ciao Ugo, ma proprio la guida di Maroni hai consultato ?? Se lui dice buono, io cattivo...e viceversa:pure coincidenze ovviamente, niente di volontario...Io so di non sapere..
    Scherzi a parte...siamo di fronte al solito problema della differenza di giudizi (soprattutto tra i cosiddetti grandi dell'informazione vinosa ) e in balia quindi di voti, grappolini, bicchierini. Come orientarsi non lo so; sarebbe bello potere avere informazioni chiare e oneste, ma credo sia impossibile. Al di là del gusto personale, troppe contaminazioni commerciali lo impediscono. Quindi non ci resta che provare, provare e provare e imparare ad esprimere e dare valore al nostro giudizio. Se proprio vogliamo affidarci anche alle guide, dovremmo acquistarle tutte (ovvero accendere un mutuo..) e analizzare caso per caso, tentando di estrapolare, almeno dalla carta, un giudizio veritiero; il vino non è matematica, non conosce formule esatte e non segue funzioni algebriche. Dopo la valutazione oggettiva (difettato o meno, caratteristico o meno..), tutto il resto è (o dovrebbe essere) libero pensiero e libera emozione.
    Per quanto riguarda la Valtellina (che è sempre nel mio cuore..), ha, a mio avviso dei vini straordinari, spesso sottovalutati: fini, pieni di grazia e davvero bevibili. Avrei voluto soffermarmi su tante altre aziende, ma avrei scritto la mia personale guida. Quindi mi sono soffermata solo ArPePe (per la tradizionalità che riscontro) e I Dirupi (per la modernità).
    Visti che 'ignoranti' in materia siamo in tanti, potremmo pensare di scrivere una guida a più mani, ognuno con le sue personalissime degustazioni e valutazioni.

    A presto Pamela

    PS grazie per i complimenti

    @Davide...al prossimo assaggio, allora !

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    #2
  • Sorgentedelvino.it

    Sorgentedelvino.it

    ciao pamela e tutti,
    beh... sotto sotto la guida a più mani la sta scrivendo tutto il popolo di internet, i cosiddetti enonauti... il problema del passaggio di informazioni sta sempre (e da sempre) nel conoscere la fonte...

    quanto a maroni (x ugo) ritengo che sia una delle più meritevoli guide sul vino italiano: l'unico che dice chiaramente alle aziende che se vogliono uno spazio grande costa tot, uno piccolo costa un po' meno etc etc

    mi è giunta voce da persona affidabile che esista un vero e proprio tariffario ufficiale quindi non sottobanco per comparire in guida. basta saperlo e poi tutto è più facilmente valutabile...

    cmq condivido quanto detto da pamela: bisogna provare sulla propria pelle e seguire magari i suggerimenti di persone o testate o guide di cui ci si fida perché dopo un po' di tentativi si trova una sintonia.

    ma è così anche per il cinema: io ho degli amici che se mi consigliano un film so già che è da non vedere!!!

    a presto,
    barbara

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    #3
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Pamela e Davide !

    Sono un profondo ammiratore dei vini di Valtellina, dopotutto sono Lecchese di Nascita ed in Brianza ho trascorso i miei primi vent'anni.
    Conosco alcune delle cantine citate, alcune erano anche mie clienti un tempo, in passate professioni.
    E' da ammirare il lavoro di impianto fatto negli anni su quelle colline impervie, i terrazzamenti, i riporti.
    Direi che in Valtellina nellza zona di Chiuro e d'intorni, la viticultura non solo ha contribuito al paesaggio, ma oggi è' il paesaggio stesso!
    Peccato per quei meravigliosi SFURZAT di tanti anni fa che ai nostri tempi, si fa fatica a trovare ancora così emozionanti come un tempo, forse stà succedendo anche li quello che accade da altre parti con grandi vini.. vedi curiosamente gli amaroni, che guarda a caso hanno anche un procedimento di produzione similissimo.

    Ciao
    Paolo

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    #4
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Ugo,
    Ma caspita, uno come te, che io ammiro proprio perchè gira le cantine, cosa accipicchia la prende a fare una guida in mano se non per accenderci il caminetto !!!???

    Forza, buttala dai !
    ;-)

    Ciao
    Paolo

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    #5
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Si, capisco.
    Ti piacciono le sfide impossibili..
    Qui su Vinix ce ne sono di produttori.. fossi in te, partirei da quelli, almeno li puoi conoscere ancor prima di andare a trovarli.
    A proposito, se ti capita il piemonte e non mi passi a trovare !!!!!

    Ciao
    Paolo

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    #6
  • Arpepe

    Arpepe

    Ringrazio Pamela per le splendide parole spese per descrivere i nostri vini :)
    sono molto contento che siano piaciuti tanto anche i Dirupi. Veramente bravi!

    @Ugo Brugnara
    non avendo mai mandato campioni, scheda aziendale e men che meno prezzi di vendita al signor Maroni, sarei molto curioso di leggere cosa scrive di noi...me lo potrebbe cortesemente riportare qui o via mail?

    Emanuele Ar.Pe.Pe.

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    #7

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